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08/lug/2008 11.30.00 ISFCI Contatta l'autore

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ISTITUTO SUPERIORE DI FOTOGRAFIA E COMUNICAZIONE INTEGRATA

direttore Maurizio Valdarnini

con la collaborazione dell’area antropologica del

DIPARTIMENTO DI SCIENZE COGNITIVE E DELLA FORMAZIONE

DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MESSINA

SCUOLA DI

ETNOGRAFIA

VISIVA

FOTOGRAFIA, CINEMATOGRAFIA E VIDEO

PER LA RICERCA ETNOGRAFICA E ANTROPOLOGICA

 

Direttore Prof. Francesco Faeta

 

 

OTTOBRE 2008 - MAGGIO 2009

 

La Scuola di Etnografia Visiva (SEV2009), giunta al suo secondo anno di attività, terrà i suoi corsi nelle aule e nei locali dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, in Roma, con inizio nel mese di ottobre del 2008 e termine, con le operazioni di valutazione finale degli elaborati degli allievi, nel mese di giugno del 2009. I corsi della Scuola, di carattere teorico-pratico, intesi a fornire una conoscenza specialistica intorno all’uso dei mezzi audiovisivi nella ricerca, nella riproposizione critica, nella pratica museografica dell’Etnografia e dell’Antropologia culturale e sociale, prevedono lezioni frontali e seminari di formazione con fotografi e film-makers. Essi saranno finalizzati a preparare una ricerca di terreno in aree scelte dall’allievo, concordemente con il corpo docente, tesa alla produzione di un elaborato fotografico, avente valore di tesi. Detto elaborato dovrà essere consegnato, per la valutazione, 15 giorni prima della data di chiusura ufficiale dell’anno (orientativamente entro il 15 giugno). La valutazione dell’elaborato, che darà luogo a un giudizio motivato, sarà operata da una commissione di docenti della Scuola (o di docenti esterni appositamente nominati), presieduta dal Direttore. A tutti gli allievi che abbiamo seguiti i corsi con regolarità (80% del tempo didattico complessivo) e abbiano elaborato la tesi finale, sarà rilasciato l’attestato di frequenza alla SEV2009. Alle tesi sarà attribuito un punteggio in trentesimi e quelle giudicate di particolare rilievo potranno essere esposte o presentate, per iniziativa della Scuola, in sedi qualificate, sia a Roma che in altre città italiane.

I corsi, che privilegeranno la fotografia etnografica ma riserveranno attenzione anche al cinema e al video, saranno articolati in quattro moduli didattici: un primo modulo, di carattere specialisticamente antropologico ed etnografico; un secondo modulo, dedicato ai rapporti tra etnografia e mezzi audiovisivi; un terzo modulo, orientato sulla fotografia e sul cinema etnografico; un quarto modulo, costituito dalla preparazione e dall’esecuzione della ricerca di terreno. La frequenza della Scuola e le attività al suo interno svolte saranno disciplinate da apposito regolamento didattico che sarà reso noto agli allievi, e da essi sottoscritto, nella prima settimana dall’inizio dei corsi. Sono ammessi a frequentare i corsi, per un numero massimo di 25 posti, nell’ordine, i dottori, e i dottorandi, di ricerca in discipline demo-etno-antropologiche (DEA); i laureati dei corsi di laurea specialistica in antropologia; i laureati dei corsi quadriennali e quinquennali di vecchio ordinamento che abbiano seguito curricula antropologici e/o sostenuto la tesi di laurea in una delle discipline DEA; i laureandi dei corsi di triennali e specialistici nelle predette discipline; quanti, anche avendo diversa formazione, possano dimostrare, attraverso il loro curriculum, specifiche competenze e attitudini. E’ opportuna un’esperienza tecnica di base nei campi fotografico, cinematografico o del video ed è motivo preferenziale la conoscenza di sistemi software di gestione d’immagini, la conoscenza di una o più lingue straniere, corsi e master nel settore frequentati in altri Paesi europei o extraeuropei. La Scuola integrerà le conoscenze tecniche di base nel settore fotografico con un breve ciclo di lezioni tecnico-pratiche. Sono ammessi allievi stranieri, comunitari o non, in possesso di titolo di studio riconosciuto idoneo in base alla normativa vigente e che dichiarino di avere buona conoscenza della lingua nazionale. A tal riguardo il presente manifesto di studio è redatto in lingua italiana e inglese, ed è inviato nei principali centri di formazione e ricerca del settore antropologico, italiani e stranieri, oltre che essere diffuso via Internet. L’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata si riserva il diritto di non inaugurare la Scuola qualora non si raggiunga il numero minimo di iscrizioni necessario alla copertura integrale dei costi di realizzazione, come pure di operare sostituzioni dei docenti che, per motivi di forza maggiore, non potessero tenere le lezioni previste, con altri di eguale prestigio scientifico e professionale.

La domanda d’iscrizione alla Scuola, redatta secondo il modello reperibile nel sito dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione integrata, che conterrà le dichiarazioni di autocertificazione dei titoli posseduti, dovrà pervenire, per via telematica o postale (raccomandata) entro e non oltre le ore diciannove del 5 settembre 2008. E’ ammesso l’inoltro a mano presso la Segreteria dell’Istituto, in Via degli Ausoni 1, a Roma. Contestualmente alla domanda dovrà essere versata, a mezzo bonifico bancario, la quota d’iscrizione dell’importo di cinquecento euro. Entro il 15 settembre 2008 sarà comunicata agli aventi titolo l’ammissione alla Scuola. La graduatoria predisposta dall’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata è insindacabile, così come insindacabili sono i giudizi finali della commissione di valutazione. Gli studenti ammessi dovranno provvedere al pagamento del corso entro cinque giorni dalla comunicazione della loro ammissione. La Scuola si riserva il diritto di richiedere certificazione delle dichiarazioni di merito espresse dagli allievi all’atto della domanda. Il mancato pagamento o l’eventuale accertamento della mancanza dei requisiti di merito comportano il decadimento dal diritto di ammissione alla Scuola e il graduale subentro dei candidati eventualmente compresi in graduatoria. La segreteria organizzativa e amministrativa, così come il supporto tecnico per lo svolgimento delle esercitazioni e per la produzione dell’elaborato finale, saranno garantiti dall’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata. Il costo del corso, pagabile in una sola soluzione, ovvero rateizzabile, sarà, per l’edizione SEV2009, di tremilacinquecento euro ad allievo e sarà comprensivo, oltre che dell’iscrizione, di tutte le lezioni ed esercitazioni, delle dotazione di cancelleria e degli strumenti bibliografici di base. La Scuola ha un suo sito web (www.isfci.com) che funziona come strumento primario di comunicazione e relazione tra corpo docente e allievi.

 

 

SCUOLA DI ETNOGRAFIA VISIVA

FOTOGRAFIA, CINEMATOGRAFIA E VIDEO PER LA RICERCA ETNOGRAFICA E ANTROPOLOGICA

 

PROGRAMMA ORIENTATIVO DEI CORSI

 

PRIMO MODULO - L’ETNOGRAFIA COME PRATICA DI TERRENO/L’ETNOGRAFIA COME RAPPRESENTAZIONE. PROBLEMI DI TEORIA E DI METODO

 

Lezione inaugurale: Luigi M. Lombardi Satriani (Università di Roma “La Sapienza”); Ugo Fabietti (Università di Milano, Bicocca); Francesco Faeta (Università di Messina), Roberto Malighetti (Università di Milano, Bicocca); Berardino Palumbo (Università di Messina); Alberto Sobrero (Università di Roma “La Sapienza”).

(6 lezioni frontali di tre ore ciascuna, per un totale di 18 ore)

 

SECONDO MODULO - LE ETNOGRAFIE,  LA CULTURA VISIVA, I MEDIA**

 

Francesco Marano (Università della Basilicata), Lineamenti di storia dell’etnografia visiva: 8 ore; Antonello Ricci (Università di Roma “La Sapienza”), Ripresa fotografica e documentazione dei suoni in Etnomusicologia e Antropologia della musica: 4 ore; Alberto Baldi (Università di Napoli “Federico II”): La ricerca con le immagini, la ricerca sulle immagini: 4 ore; Luigi Di Gianni, Il cinema e la ricerca etnografica: 4 ore; Cecilia Mangini, Il cinema e la ricerca etnografica: 4 ore; Gianfranco Mingozzi, Il cinema e la ricerca etnografica: 4 ore; Gabriele Palmieri, Il cinema e la ricerca etnografica: 4 ore; Riccardo Putti (Università di Siena), Il video e la ricerca etnografica: 4 ore; Emilia de Simoni (Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari), Immagini fisse e in movimento, ricerca, archiviazione: 4 ore; Letizia Bindi (Università di Campobasso), Il cinema e il video come fonte e documento, introduzione alla consultazione degli archivi RAI: 4 ore.

(totale: 44 ore)

 

TERZO MODULO - LA FOTOGRAFIA E IL DOCUMENTARIO IN ETNOGRAFIA -  5 WORKSHOPS

 

Francesco Faeta; Lello Mazzacane (Università di Napoli “Federico II”); David McDougall (Center for Cross-Cultural Research, The Austalian National University); Allison Jablonko; Francesco Zizola.

(totale: 36 ore)

 

QUARTO MODULO - ORIENTAMENTO E INDIRIZZO AL TERRENO

 

Francesco Faeta, Lello Mazzacane, Dario Coletti, Francesco Marano, Antonello Ricci

(discussione collettiva: 5 ore. Orientamento per gruppi: 10 ore)

 

** Al fine di preparare adeguatamente gli incontri con gli autori, le lezioni del secondo modulo saranno integrate da una serie di proiezioni, introdotte e curate da Emi De Simoni, in date da concordarsi, dei film o dei video di Vittorio De Seta, Luigi Di Gianni, David Mc Dougall, Cecilia Mangini, Gianfranco Mingozzi, Gabriele Palmieri, Riccardo Putti.

 

 

 

SCUOLA DI ETNOGRAFIA VISIVA

FOTOGRAFIA, CINEMATOGRAFIA E VIDEO PER LA RICERCA ETNOGRAFICA E ANTROPOLOGICA

 

Introduzione ai corsi

 

Da molti anni l’interesse per l’etnografia visiva e per l’antropologia visuale è in crescita nel nostro Paese, come in altri, e coinvolge, in particolar modo, i giovani in formazione, sia nell’ambito dei corsi di laurea di base e magistrali nel settore delle arti visive, del cinema e della fotografia, sia, e soprattutto, nell’ambito dei corrispondenti corsi di antropologia ed etnologia. A tale crescita d’interesse l’Università non è stata in grado di offrire sin oggi risposta, malgrado la vivace e a tratti spregiudicata attività d’ingegneria accademica che si è affermata in questi anni, per una molteplicità di ragioni che non è qui il caso di affrontare e su cui comunque, nelle sedi opportune, occorrerà riflettere. In Italia, così, non si sono strutturati, in analogia con altri Paesi d’Occidente, centri di ricerca etnografico-visiva in cui affiancare alla produzione documentaria, e all’archiviazione ragionata di fotografie, film e video, un’attività di riflessione teorica e di formazione avanzata dei discenti.

A fronte di tale carenza si sono andate sviluppando, un po’ ovunque, iniziative spontanee, del tutto esterne al mondo scientifico e alla realtà accademica, di basso profilo culturale, sovente connesse a un’improbabile e ideologicamente perniciosa ideologia del recupero delle tradizioni popolari, tese a insegnare ai giovani come fotografare e filmare le realtà etnograficamente significative. Tali iniziative, gestite spesso da circoli, associazioni, gruppi spontanei di formazione e interesse eterogenei, con il sostegno di enti locali, muovono dal presupposto empirico che la tradizione, qualsiasi cosa s’intenda con tale termine (sulla cui ambiguità la moderna letteratura antropologica si è soffermata con vivace piglio critico), si vive, e non è affatto indispensabile, di conseguenza, conoscerla scientificamente. Dunque i corsi in questione non riconoscono l’esistenza di alcuna area specialistica del sapere, cui fare riferimento, e non presuppongono alcuna competenza nelle persone cui si

rivolgono.

Dalla situazione sin qui sommariamente ricordata consegue, dunque, che i giovani che intendono avere rigorosa formazione teorica e pratica nel campo dell’etnografia visiva non hanno alcun luogo o programma di riferimento, mentre nel Paese cresce una pletora di documentatori improvvisati e sprovveduti, allevati nella convinzione di essere tout-court antropologi, che alterano fortemente il campo delle relazioni possibili tra universi etnograficamente significativi e documentaristica scientifica. La teoria e le pratiche antropologiche stesse, sottoposte a una costante sovraesposizione e distorsione, subiscono un danno d’immagine rilevante, dal momento che nel senso comune esse perdono del tutto la loro fisionomia di apparati critici per la decifrazione della realtà sociale contemporanea.

Il corso della Scuola di Etnografia Visiva, giunto al suo secondo anno di realizzazione, è diretto a discenti che possiedano una formazione, più o meno avanzata, nel campo specialistico delle discipline DEA o a quanti, attraverso significative esperienze professionali, abbiano comunque acquisito in esso specifiche competenze. La qualità dell’insegnamento sarà, dunque, adeguata al piano della formazione avanzata, così come delineato nelle norme d’indirizzo per l’istruzione universitaria di terzo livello. L’insegnamento sarà improntato a una viva e cordiale interazione tra discenti e docenti ma i messaggi saranno inquadrati nel più rigoroso e formale registro della comunicazione scientifica. Gli allievi sono ammessi a una scuola di alta formazione dove è loro richiesto un impegno elevato, a fronte della prestazione specialistica di un corpo docente altamente qualificato. L’obbiettivo didattico è quello di offrire a giovani studiosi una qualificazione specialistica nel contesto delle pratiche etnografiche, che consenta loro di ripensare in termini di maggiore apertura critica la loro stessa formazione e il loro operato nel campo delle scienze sociali. La proposta didattica di ciascun docente sarà supportata da un adeguato e aggiornato orientamento bibliografico che la segreteria della scuola metterà a disposizione degli allievi in tempo reale.

Il corso è articolato in quattro moduli didattici. Il primo, al cui interno operano alcuni degli antropologi culturali e sociali italiani che hanno manifestato costante attenzione critica al tema, è teso a costruire una sistematica rimeditazione delle pratiche etnografiche, con riguardo sia alle posture di terreno, sia alle modalità di restituzione dei saperi etnografici e antropologici. Si richiede ai discenti, insomma, di ripensare criticamente le teorie e le pratiche etnografiche (la cui conoscenza di base è largamente presupposta), nella prospettiva dell’inserimento dei mezzi audiovisivi al loro interno. L’attenzione sarà volta sia verso il possibile uso dei mezzi audiovisivi nel corso del lavoro di terreno, sia alla valutazione dei documenti nell’elaborazione del testo etnografico e antropologico, nel presupposto implicito che nessuna etnografia visiva può prescindere da una completa padronanza dei termini etnografici nel loro complesso. Il secondo modulo è teso a fornire, in modo sistematico, informazioni intorno alla storia, alla teoria, ai prodotti, ai campi problematici dell’etnografia visiva, in rapporto anche all’antropologia visuale, con particolare e distinto riferimento alla fotografia, al cinema e al video. Attenzione sarà prestata anche alle tecniche di conservazione e d’uso archivistico dei documenti visivi e all’interazione tra campi del visivo e del sonoro. Questo modulo, ancor più del primo, in cui l’interazione docente-discente si esprimerà in forme il più possibile dialogiche, attingerà alle regole della didattica frontale, con costante uso dei documenti audiovisivi nel corso delle lezioni. Il terzo modulo sarà dedicato a incontri di tipo seminariale con i fotografi o filmakers prescelti. Questi hanno avuto una costante frequentazione dell’ambito fotografico-etnografico, o filmico, con un’ampia teorizzazione delle specifiche problematiche a essi connesse. La didattica si caratterizzerà, in questa fase, come esperienza di full-immersion nella problematica proposta dal docente, lungo l’arco di una o più giornate, con un generoso, ampio ed eticamente sostenuto trasferimento di saperi e competenze. Gli incontri-seminario costituiscono il punto centrale e più alto dell’attività didattica e, in qualche misura, tutto il lavoro precedente sarà inteso come lavoro che consentirà agli allievi, in questa fase, di interagire proficuamente con i docenti. Gli incontri-seminario sono organizzati come camera di trasferimento, criticamente orientato, di saperi e conoscenze che i docenti hanno accumulato in anni d’esperienza e di pratica di terreno. Gli incontri-seminario sono, a loro volta, l’anticamera dell’esperienza di terreno che la scuola imprescindibilmente postula. Il quarto modulo prevede, infatti, l’assegnazione delle tesi e la discussione preliminare relativa ad alcuni suoi indirizzi realizzativi. Una prima riunione sarà collettiva (di tutti gli allievi con tutti i docenti preposti a questa fase del lavoro di formazione), alcune altre saranno concertate con singoli docenti, che assumeranno il compito di tutors, per gruppi più ristretti. Anche in questa fase l’attenzione sarà centrata sugli aspetti teorico-metodologici dell’impresa di terreno, evitando di restare impigliati nella selva di determinazioni pratiche e di minute informazioni che l’andata sul campo sovente suscita, soprattutto nei più giovani allievi. Tali problemi saranno rimessi agli allievi stessi, anche perché la risoluzione di questo campo problematico, com’è noto, contribuisce a temprare al terreno e a costruire una postura etnografica corretta.

 

per informazioni ISTITUTO SUPERIORE DI FOTOGRAFIA E COMUNICAZIONE INTEGRATA

Roma - Via degli Ausoni, 1 - Tel. 06 44 69 269 - info@isfci.com - www.isfci.com; www.sev1.it

 

SCUOLA DI ETNOGRAFIA VISIVA

FOTOGRAFIA, CINEMATOGRAFIA E VIDEO PER LA RICERCA ETNOGRAFICA E ANTROPOLOGICA

 


Istituto Superiore Di Fotografia e Comunicazione Integrata
Via degli Ausoni,1
064469269
www.isfci.com

                  



                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

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