Consumi - Bevande -6% nel primo semestre del 2008

Consumi - Bevande -6% nel primo semestre del 2008 L'ESTATE 2008 NON SARA' UNA STAGIONE "DA BERE" Continua il crollo dei consumi di bevande nel fuori casa anche nei primi mesi estivi Milano, 6 agosto 2008 - L'inflazione aumenta, i consumi arrancano, gli italiani tirano la cinghia e il caldo estivo che ha tardato ad arrivare_ un mix di fattori in grado di mettere in ginocchio ancora una volta il mercato delle bevande fuori casa: il bilancio del primo semestre del 2008, parla infatti di un preoccupante -6%, confermato anche per i mesi estivi.

06/ago/2008 16.00.00 RdP Comunicazione ed Immagine Contatta l'autore

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L’ESTATE 2008

NON SARA’ UNA STAGIONE “DA BERE”

 

Continua il crollo dei consumi di bevande nel fuori casa

anche nei primi mesi estivi

 

 

Milano, 6 agosto 2008 - L’inflazione aumenta, i consumi arrancano, gli italiani tirano la cinghia e il caldo estivo che ha tardato ad arrivare… un mix di fattori in grado di mettere in ginocchio ancora una volta il mercato delle bevande fuori casa: il bilancio del primo semestre del 2008, parla infatti di un preoccupante -6%, confermato anche per i mesi estivi.

 

E’ quanto emerge dalla periodica indagine realizzata da CDA (Consorzio Distributori Alimentari) - il più importante gruppo indipendente italiano di distributori di bevande, che da solo rappresenta oltre l’11% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari. CDA, attraverso il proprio Data Wharehouse consortile (strumento di   gestione della raccolta e normalizzazione dei dati provenienti dalle Aziende Associate) è in grado di tracciare periodicamente un quadro preciso e dettagliato dei consumi fuori casa, rilevati su un campione di oltre 16.000 pubblici esercizi.

 

Se la media nazionale si attesta intorno ad un minaccioso -6%, ancora più grave sembra, secondo quanto rilevato dal Consorzio, la situazione al Nord, dove i consumi calano del

-7,36% nel Nord Ovest (Area Nielsen 1) e sfiorano un calo del 10% al Nord Est (Area Nielsen 2). Meno preoccupante il dato del Sud (-4,49%), mentre tiene il Centro, dove i consumi di bevande fanno registrare un timido +1,35%.

 

I canali più colpiti da questa crisi dei consumi sembrano essere i bar tradizionali, dove il calo sfiora il 7%, e tutto il comparto della ristorazione che, in linea perfetta con la media nazionale, fa registrare un netto -6,19%. Migliore invece la situazione dei locali dedicati al tempo libero serale, dove, complice la stagione, il calo è “solo” del 3,38%.

 

A risentire in maniera più significativa di questo crollo dei consumi sono gli sciroppi - ingrediente primario dei cocktail - con un crollo vertiginoso che sfiora il 22% pressoché in tutti i comparti, e i ready to drink, ormai in caduta libera, con una media del -18,24% (con un calo di oltre il 20% nel comparto dei bar e nella ristorazione e di quasi il 10% nei locali serali).

 

Ma anche gli aperitivi monodose (-10,28%), le bibite piatte (-9,30%) e le birre (-9,39%) stanno vivendo una stagione di crisi, in particolare nel canale dei bar e della ristorazione. Per le bibite piatte e le birre tuttavia, il calo dei consumi fa segnare percentuali meno preoccupanti nei locali del tempo libero serale (rispettivamente -2,19% e -3,78%), dove invece a farne le spese maggiori sono i succhi di frutta (-13,32%), gli aperitivi e i vermouth (-10,84%).

 

Particolarmente significativo anche il dato di consumo relativo al vino, in particolare ai cosiddetti “vini speciali”, che fanno segnare un allarmante -9,34% nella ristorazione e un -10,45% nei locali serali, a fronte anche di un tasso di inflazione che supera il 6%.

 

Tiene abbastanza bene invece l’acqua, che perde solo il 4%, mentre unica voce fuori dal coro, come ormai siamo abituati a vedere: gli energy drink, che crescono in media del 7,26%. Bevute da soli o più frequentemente utilizzate per la realizzazione di cocktail, queste bevande hanno conosciuto negli scorsi anni un vero e proprio “boom” in tutto il settore Horeca ed oggi, nonostante la crisi confermano il loro trend comunque positivo.

 

Questi dati non possono che metterci in allarme, poiché confermano il trend di un calo generalizzato dei consumi in tutti i comparti, come  avevamo già previsto all’inizio del 2008 - commenta Lucio Roncoroni, direttore di CDA.

 

Nemmeno la stagionalità ci ha aiutato, mentre l’inflazione, che nel nostro settore sfiora il 2,80%, con picchi del 6% per i vini speciali, del 4,43% per le bibite piatte e di quasi il 3,50% per acqua, vini e aperitivi, non potrà che peggiorare ulteriormente la situazione”.

 

  

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