Z2o Galleria l Inaugurazione mercoledì 10 settembre 2008, ore 19

Le opere di Scaramella si caratterizzano inoltre per la continua presenza di simboli religiosi, prima riferiti unicamente alla religione cattolica (come ricerca culturale) ed in seguito compaiono simboli che hanno a che fare con tutte le forme di culto.

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08/set/2008 13.13.35 z2o Galleria - Sara Zanin Contatta l'autore

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      Z2O Galleria l Sara Zanin
Via dei Querceti 6, 00184 Roma
tel. +39 06 70452261 fax +39 06 77077616      
www.z2ogalleria.it  info@z2ogalleria.it   
orari galleria: lunedì - sabato: 15.30 – 19.30 o su appuntamento
 
 
presenta
 

Ines Meyer

Gaia Scaramella

Sophie Usunier

Lisa Wade

 
 
 
10  settembre   -  22   settembre  2008
 
 
Inaugurazione:  mercoledì  10  settembre  alle ore 19:00
 
 

 

 

Ines Meyer, Senza Titolo,2008

matita e pastelli ad olio su carta

 

Ines Meyer, nata a Warendorf nel 1969, raccoglie in un gesto a volte impercettibile e insicuro, altre deciso, cupo, irrazionale le emozioni, la vita espressa attraverso il corpo. Un corpo che non ama mostrarsi ma scomparire, per far emergere piuttosto un guizzo, una smorfia, un sussulto, quasi un movimento. Le piccole superfici dei disegni esplodono di fronte allo spasmo doloroso, allo slancio disperato, brulicano di segni presi dalla quotidianità e gettati sul foglio, si contraggono fino a scomparire nel silenzio di un ricordo, di un pensiero emerso e subito dopo disperso nel flusso della memoria. Che fare delle emozioni? A chi interessano? L'artista propone di prenderne appunti, di non dimenticarle, potrebbero tornare utili quando meno uno se lo aspetta, se non altro come ricordo di qualcosa di umano. Il formato small dei disegni e l'uso del bianco/nero sono una presenza quanto mai significativa in un mondo di oggetti extra large, rumorosi, inutili.

 

Gaia Scaramella, M2, 2008

tecnica mista su carta

 

Gaia Scaramella, nata a Roma nel 1979, lavora con l'incisione coniugando una grande capacità tecnica con contenuti contemporanei. Nei suoi ultimi lavori, la pratica della distruzione/ricreazione, messa in atto attraverso operazioni di ritaglio ed uso del collage, porta l'artista a creare le sue opere attraverso la ricomposizione in nuove forme di incisioni tagliate in sotili fettucce, avvalendosi dell'utilizzo del torchio prima, e del "distruggi documenti" poi. In questo modo, la scelta coscienziosa di frammenti componibili diventa un'azione meccanica e casuale. Le opere di Scaramella si caratterizzano inoltre per la continua presenza di simboli religiosi, prima riferiti unicamente alla religione cattolica (come ricerca culturale) ed in seguito compaiono simboli che hanno a che fare con tutte le forme di culto. Questo perché l’artista compie un lavoro ossessivo, seriale, iconografico, simbolico, per la scelta di forme riconoscibili universalmente ed intrise di molteplici significati e significanti.


 

Sophie Usunier, Les Empaillès,Roma,

2006-2008

 

Sophie Usunier, nata in Francia nel 1971, lavora da diversi anni in Italia; è presentata per la prima volta a Roma dalla curatrice Francesca Referza. I suoi lavori nascono spesso da riflessioni socio-antropologiche, a volte maturate all'interno di situazioni lavorative temporanee, sulle quali l'artista medita fino ad approdare ad una formula, spesso di tipo installativo, che tuttavia non ne disvela immediatamente i meccanismi principali, ma piuttosto li suggerisce in modo allusivo.
Les Empaillés (gli impagliati) nasce per la prima volta nel 2003 come progetto da realizzarsi in collaborazione con gli abitanti del luogo in cui sarebbe stato esposto. L’artista infatti è solita chiedere a chi vive in loco di fornirle alcuni vestiti ormai inutilizzati, creando così un forte rapporto relazionale con il luogo in cui l’opera viene realizzata.
Les Empaillés sono delle sculture leggere da far fisicamente rivivere, attraverso l’utilizzo di paglia, materiale organico, residuo agricolo di largo impiego in passato, che per la sua composizione chimica tende a decomporsi molto lentamente. Il percorso che sta seguendo l’artista francese è quello della costruzione, progetto dopo progetto, di una personale geografia umana, fatta di punti di osservazione particolari, di luoghi densi di stratificazioni di senso, di meccanismi sociali da ‘smontare’ in modo semplice, ma determinato.

 

 

Lisa Wade, Scudo I, 2008

metallo, vetroresina, colori e

chiodi su legno

 

Lisa Wade, nata a Washington D.C. nel 1972, con la serie Scudi e Lance, rivisita il concetto dell’autodifesa civile, morale ed intellettuale della società contemporanea.
Il crescente desiderio dei governi, delle multinazionali e dei singoli individui di controllare il potere dei beni  attraverso conflitti sanguinosi, strategie incomprensibili o piani segreti, genera in noi il continuo allarmismo che tende a farci essere sempre piu’ diffidenti, aggressivi e possessivi verso ogni cosa, proprio come si comporterebbe un soldato in guerra.
Gli artefatti da combattimento, reinterpretati nel mio ultimo lavoro come “nuove armi domestiche”, sono realizzati recuperando materiali di scarto, packaging, tessuti, metalli, identificativi del nostro tempo che vogliono essere un riflesso preciso dei nostri modi di agire e di pensare senz’altro pericolosi per il nostro futuro.


 

SCHEDA INFORMATIVA:

Galleria: z2o Galleria - Sara Zanin 

Mostra  collettiva :  Ines Meyer, Gaia Scaramella, Sophie Usunier, Lisa Wade 
Inaugurazione mercoledì  10  settembre  alle ore 19:00

Sede: via dei Querceti 6, 00184 Roma

Durata mostra10  settembre  - 22  settembre 2008

Orarida lunedì a sabato 15:30 - 19:30 o su appuntamento

Ingresso libero

Per ulteriori informazioni: Tel.: +39 06 704 522 61; Fax: +39 06 770 776 16

info@z2ogalleria.it; www.z2ogalleria.it

 

 

 


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