CS 2 la sindrome di icaro: licini e 26 artisti tra cielo e terra.

Licini e 26 artisti tra terra e cielo, è la mostra di arte contemporanea a cura di Marisa Vescovo, che dal 13 settembre al 2 novembre renderà omaggio, nel Borgo Storico Seghetti Panichi di Castel di Lama, al maestro marchigiano a 50 anni dalla morte.

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10/set/2008 00.20.53 Stefano Verri Contatta l'autore

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Da: Stefano Verri [mailto:s.verri77@alice.it]
Inviato: mercoledì 10 settembre 2008 0.20
A: s.verri77@alice.it
Oggetto: CS 2 la sindrome di icaro: licini e 26 artisti tra cielo e terra.

 

 

 

LA SINDROME DI ICARO

LICINI E  26  ARTISTI TRA CIELO E TERRA

Mostra collettiva d’Arte Contemporanea

a cura di Marisa Vescovo

 

Parco Bioenergetico e Antiche Scuderie del Borgo Storico Seghetti Panichi 

(Castel di Lama, Ascoli Piceno)

 

13 settembre – 2 novembre 2008

inaugurazione  venerdì 12 settembre, ore 17

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

La sindrome di Icaro.  Licini e 26 artisti tra terra e cielo, è  la mostra di arte contemporanea a cura di  Marisa Vescovo,  che dal 13 settembre al 2 novembre renderà omaggio, nel Borgo Storico Seghetti Panichi di Castel di Lama,  al maestro marchigiano a 50 anni dalla morte.

Una selezione di raffinati disegni di Osvaldo Licini, prevalentemente  incentrati sul tema del volo e del mito e popolati dalle sue creature mostruose o angeliche, proveniente da importanti collezioni private marchigiane, è collocata nelle antiche  Scuderie.  

Mentre nel  Parco Bioenergetico la Sindrome di Icaro verrà evocata e rappresentata  da 26 artisti contemporanei tra i quali (Eliseo Mattiacci, Aldo Mondino, Vettor Pisani, Nino Migliori, Paolo Icaro), con sculture, installazioni e performance di Saverio Todaro, Barbara Uccelli, Luisa Valentini, collocate nel verde.

 

In scena “soggetti ibridi”, verità, multiple, esseri nati dal mistero dell’inconscio, ribellioni verso la tristezza coatta della quotidianità e la società dello spettacolo, per ricreare una diversa immagine del mondo e del soggetto che vi abita.

Licini, in effetti pare aver fatto anticipazioni di “Blade Runner” e dei replicanti, e del “Cielo sopra Berlino” di Wim Wenders. Gli artisti  presenti si sono ispirati a questi fantasmi di Licini, comete o astri, dal volto femminile, visti come esperienze di confine, che stanno tra caos ed emozione, tra simbolico e a-simbolico, e alludono ad antiche cosmogonie, a corpi smembrati e poi ricomposti. In fondo il tema è il volo e la metamorfosi delle cose e degli esseri (magari noi stessi), che ci mostrano l’arrivo di strane creature ibride, di mutanti terribili e terribilmente belli nel nostro futuro.

Tutto ciò diventa particolarmente intenso e realistico in un luogo dove l’acqua, la luce e naturalmente le piante, creano un ambiente ricco di energia e fascino.

“Un artista può dunque diventare per noi un demone mediatore, capace di rivelare non soltanto un aspetto dell’anima, ma anche il modo di entrare in una relazione profonda con essa, e aiutarci a risvegliare la possibilità immaginativa insita nella nostra natura.” Così Marisa Vescovo nel saggio introduttivo interpreta il ruolo dell’artista in un’esposizione che “intende quindi esplorare le simbologie dell’ascesa e della discesa, figure emerse dal patrimonio letterario, poetico, e dalla riflessione filosofica e visiva, per mostrare come siano necessarie per dare un senso alla vita dell’uomo: perché il rinnovamento (l’ascesa) passa sempre per l’approfondimento (la discesa).”(Marisa Vescovo)

L’artista diventa quindi Demiurgo, artefice ed interprete di un mondo superiore e diverso attraverso il quale ci guida, svelandoci segreti ancestrali. Allo stesso modo l’opera diventa un passaggio dimensionale, una porta verso un’altrove sconosciuto ed affascinante.

Sospesi tra la terra ed il cielo ventisei artisti (Eliseo Mattiacci, Vettor Pisani, Nino Migliori, Aldo Mondino, Marco Gastini, Giuliano Giuliani, Marco Rotelli, Giovanni Fiamminghi, Marguerite Kaharl, Carla Mattii, Gian  Ruggero Manzoni, Filippo Centenari, Luisa Valentini, Mimmo Borrelli, Saverio Todaro, Francesco Sena, Stefania Pignatelli, Paola Binante, Jessica Carroll, Bruno Sacchetto, Enrico Iuliano, Claudio Rotta Loria, Fausto Bertasa, Paolo Icaro, Ennio Bertrand, Barbara  Uccelli.) accompagnano Licini in questo percorso. Un secolo di storia dell’arte, dai maestri internazionalmente riconosciuti alle nuove generazioni, dai modelli espressivi più antichi alle nuove tecnologie digitali, registra ed esplora gli aspetti più insondabili del cosmo e dell’animo umano.

 

Nel corso dell’inaugurazione a partire dalle ore 18.00 avranno luogo tre eventi performativi. Il primo di Saverio Todaro sarà la Teatralizzazione di Monica Ciarcelluti dell’Opera Oracolo, in cui l’opera d’arte si manifesta nel mondo fisico. Barbara Uccelli, in Iki Voliera, gioca, invece, sul senso dei contrasti e della trasgressione mentre Luisa Valentini, con il suo Old Mother Blood crea una sorta di rito ancestrale che si rivolge agli elementi fondanti della natura.

 

Il  Parco, realizzato dal grande botanico e paesaggista tedesco Ludwig Winter tra il 1875 ed il 1890  (è uno dei 64 Grandi Giardini Italiani) è luogo ideale per instaurare ed intraprendere un alato dialogo cosmico.

 

La mostra promossa e organizzata dall’Associazione Culturale Seghetti Panichi, in                  collaborazione con il  Museo d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno e la  Casa Museo Licini di Monte Vidon Corrado, ha il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Marche, Provincia di Ascoli Piceno, Comune di Castel di Lama. Sponsor (Banca BPU, Simplast, Gepco, Europlak, Eco Services).

Il catalogo bilingue, con  tutte le opere in mostra e accurate note bibliografiche, riporta interventi di Marisa Vescovo, Olimpia Gobbi, Stefano Papetti e Giulia Panichi Pignatelli, Presidente dell’Associazione che promuove la rassegna.

Orari apertura:dalle 12.00 alle 18.00 (orario continuato), chiuso il lunedì.

Ingresso:gratuito

Visite:   visite guidate su prenotazione per gruppi e scolaresche, accesso per disabili.

Informazioni:www.seghettipanichi.it - info 334.8991218       

 

 

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