IL VUOTO E LE FORME 2OO8 - 1. Esposizione Internazionale di Sculture, Installazioni e Dipinti. Chiavenna (Sondrio) - 3-29 ottobre 2008

26/set/2008 21.22.20 Bellati Editore Contatta l'autore

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IL VUOTO E LE FORME  2008

1. Esposizione Internazionale di Sculture, Installazioni e Dipinti

Chiavenna (Sondrio) - Italia

 

 


 

 
Sedi

Ex Convento dei Cappuccini, Palazzo Pretorio e piazze allestite con sculture e installazioni.

 
 
Venerdì 3 ottobre

ore 18 ex Convento dei Cappuccini  inaugurazione

ore 18.30 Palazzo Pretorio  presentazione critica

ore 19.30 giro delle piazze allestite con sculture e installazioni

 

 

Sabato 4 ottobre

ore 21 Chiesa ex Convento dei Cappuccini

Performance Suite Sarajevo - Risposte a Peter Handke

di Moreno Gentili

Letture di Stefano Scherini  Musiche di Umberto Petrin

Immagini di Isabella Balena

 

 

Durata della mostra

29 ottobre 2008

 

Orari:

da martedì a venerdì

10-12; 16-19

 

sabato e domenica

10-12; 15-19

lunedì chiusura

 

ingresso gratuito

 

 

Informazioni

email: info@bellatieditore.com

web: www.bellatieditore.com

 

 

CuratoreAnna Caterina Bellati
 
                                                                                                                                                                              

 

 

CHIAVENNA. Arte Contemporanea

 

Un progetto di

Anna Caterina Bellati

 

La prima edizione di IL VUOTO E LE FORME, Esposizione Internazionale di Sculture, Installazioni e Dipinti, propone dal 3 al 29 ottobre 2008 un suggestivo viaggio nell’arte. Sono un centinaio le opere tra sculture, interventi pittorici e ambientali, installazioni, dipinti e disegni che coinvolgono lo spettatore in un viaggio vertiginoso nella piccola città di Chiavenna, ricca di angoli preziosi e luoghi di antica bellezza. Per circa un mese questa località ai piedi delle montagne e all’incrocio di molte vallate, ospiterà artisti contemporanei di calibro internazionale che insieme aprono una finestra sui linguaggi espressivi del nostro mondo.

L’Amministrazione comunale e la Comunità Montana della Valchiavenna, hanno spalancato le porte a questo evento che ripropone molte delle opere esposte di recente a Venezia-Lido, durante Open XI - International Exhibition  of Sculptures and Installations, appena terminato (27.08-28.09 2008).

Palazzo Pretorio, l’ex Convento dei Cappuccini, Piazza Bertacchi, Piazza Crollalanza e la piccola piazza davanti al Convento ospitano i lavori di grande pregio di venticinque talenti del panorama artistico. Così la storia secolare dei luoghi si mescola alla vertigine dell’espressione artistica. La mostra, ideata e curata da Anna Caterina Bellati, si avvale dell’aiuto e dell’amicizia di Paolo De Grandis che ha offerto la sua collaborazione portando a Chiavenna Martin-Emilian Balint e Tsuchida Yasuhiko. Oltre ai lavori arrivati direttamente da Venezia-Lido, la mostra si avvale di numerose altre opere di pittori e scultori provenienti da ogni parte d’Italia che con il loro contributo arricchiscono l’intero progetto. Alla cui base sta una promessa fatta anni fa dalla curatrice a sua nonna, che amava molto il posto in cui era nata. Ribadire che in un luogo, la cui vocazione è in special modo legata al turismo e ai cibi regionali, si può comunque coniugare il piacere di una passeggiata a quello dell’assaporare la bellezza di oggetti prodotti dall’uomo. Lo scambio diventa così emozionale.

Chiavenna offrirà ai suoi ospiti i propri odori e profumi, la propria storia appassionata; gli artisti porteranno una ventata di celebrità, di fantasia e un pizzico di sana follia. Un esperimento, un gioco di rara seduzione.

 

 

L’arte non è l’essenziale, ne rappresenta un mezzo.

Considerata la quantità innumerabile di oggetti e di significati prodotti,

che riducono sempre più il nostro spazio vitale,

lo spazio liberato dalle opere d’arte diventa lui stesso opera d’arte.

Uscendo dalla foresta dei significati ci ritroviamo sulla radura dell’essenziale

e l’avvenimento non è più l’opera d’arte, è l’essere umano stesso.

Rolf Bienentreu

 

  


 

 

GLI ARTISTI

 

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Martin-Emilian Balint

il refettorio dell’ex Convento dei Cappuccini ospita la sua delicata e sognante installazione. Un prato di rose bianche nate da bende di cotone. Luogo per riposarsi e sorprendersi.

 

Christian Balzano

espone in Piazza Bertacchi il famoso toro dorato e irridente. Alcuni interessanti studi di tauromachia sono ospitati a Palazzo Pretorio. Colore e segno.

 

Mauro Benatti

racconta il mito delle Amazzoni allestendo all’esterno dell’ex Convento dei Cappuccini la sua Amazzone ferita. Altre sculture in rete e plexiglass sparse nelle antiche sale di Palazzo Pretorio.

 

Alberto Bertoldi

propone le sue straordinarie nuvole in bilico tra realtà e metafisica nelle sale di Palazzo Pretorio. Un trittico di forte impatto e un grande magico dipinto.

 

Rolf Bienentreu

propone nella chiesa dell’ex Convento dei Cappuccini la sua installazione sul vuoto. Un invito alla riflessione e alla ricerca interiore. Le opere esposte al Lido trovano posto a Palazzo Pretorio.

 

Carlo Cane

nella sala affrescata di Palazzo Pretorio s’innalzano le sue costruzioni funamboliche che coniugano passato e futuro, ridisegnando il cuore delle metropoli contemporanee.

    

Damiano Casalini

sul prato al centro del chiostro dell’ex Convento dei Cappuccini spalanca le porte ai bambini di ogni età l’installazione immaginifica del giovane artista. Basta entrarci per leggere una bella storia.

 

Leonardo Chionna

campeggia in Piazza Bertacchi la lucida piramide di Leonardo Chionna. Mescola suggestioni antiche con inquietudini del terzo Millennio. E quasi sguscia da un bozzolo fatto di terra e foreste.

  

Andrea Ciampini

allestisce nelle sale di Palazzo Pretorio le sue delicate sculture in legno d’ulivo. Lievi figure modellate con la perizia di un figlio d’arte. Serenità e bellezza.

 

Bruno Contensou, Jean-Pierre Landau e Tamara Landau

sotto i portici del Palazzo comunale in Piazza Bertacchi la loro installazione racconta le fantasie fanciullesche di un’estate ormai lontana. E interagisce con i passanti e i loro ricordi.

 

Domenico Di Genni                                    

tra gli affreschi nella prima sala di Palazzo Pretorio si può sfogliare il suo Archivio di volti dai differenti destini. Omaggio alla diversità fra razze, culture e religioni, per negare l’omologazione.

  

Donato Frisia jr                                           

porta a Palazzo Pretorio alcuni importanti lavori che raccontano due grandi della musica classica, Filippo Gragnani e Mozart. Armonia e possenza.

 

Stefano Fioresi

porta nelle sale di Palazzo Pretorio una composizione di nove lavori che ribadiscono l’arguzia della Pop Art con la ripetizione del soggetto in chiave seriale.

 

Paola Giordano

fiorisce su una parete del chiostro dell’ex Convento dei Cappuccini la sua installazione che indaga le metamorfosi dell’animo umano. Altri lavori sulla sfera del femminile sono esposti a Palazzo Pretorio.

 

Vincenzo Musardo

nel chiostro dell’ex Convento dei Cappuccini si può vedere il suo trittico che pone sullo stesso piano figure immaginifiche di epoche e continenti diversi. Archetipi di un mondo futuro.

 

Mario Paschetta

in Piazza Crollalanza è collocata l’installazione che propone gli stupefacenti paesaggi neri carat-teristici della sua produzione. Dicono di un mondo agli inizi, o forse giunto alla risoluzione finale.

 

Kiki Pepe

nel primo corridoio di Palazzo Pretorio avvampa la coloratissima installazione dell’unico artista di Chiavenna in mostra. Nei campi vuoti delle tele, un segno per dire il bene e il male della vita.

 

Giuseppe Rivieri

a Palazzo Pretorio le sue nature morte di estrema fragranza e sapienza coloristica. Un maestro che indaga la metafisica e il silenzio degli oggetti.

 

Giulio Serafini

all’ingresso dell’ex Convento dei Cappuccini si innalza la sua stele dedicata al trapasso dal giorno alla  notte, dalla notte al giorno. La luna indica la strada.

 

Pier Toffoletti

nel chiostro coperto dell’ex Convento dei Cappuccini sono cresciuti i suoi coni-albero. Toffoletti da tempo lavora sull’idea che le piante contengano il genoma dell’esistenza umana e il germe della storia.

 

Tsuchida Yasuhiko

nel chiostro coperto dell’ex Convento dei Cappuccini trovano posto le due opere dell’artista giapponese dedicate alla ricerca dell’innocenza che il genere umano ha perduto.

 

Fulvia Zambon

nell’ultima saletta di Palazzo Pretorio si possono ammirare i suoi dipinti-ritratto di una vivacità allarmante. Arriva diretta la rabbia furibonda di una donna che non accetta il caos totale della propria storia.

 

Dania Zanotto

all’entrata del refettorio dell’ex Convento dei Cappuccini risplendono i suoi abiti sciamanici intrisi di sacralità profana. Contengono segni del passato, parlano di miti e religioni e dicono l’inutilità delle guerre.

 

 

 

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