Mostra Biblioteca Morante

Mostra Biblioteca Morante ESPRESSIONI D'ARTE presenta la mostra PLASMA, DISSOLUZIONE E FORMA CRISTINA ARBUNESCU, FRANCESCO ASTIASO GARCIA, CRISTIANO QUAGLIOZZI 24 SETTEMBRE - 16 OTTOBRE 2008 vernice mercoledì 24 ore 17,00 Biblioteca Elsa Morante Via Adolfo Cozza, 7 00122 Roma curatori: Tiziana di Bartolomeo critica: Gianluca Tedaldi allestimento a cura di Antonio Laglia sito web: www.espressionidarte.it e-mail: info@espressionidarte.it ufficiostampa@espressionidarte.it infoline: 06-5611815 ingresso libero orari apertura: lun mar mer 9-13/15-19 giov ven 9-19 sab 9-13 Questa occasione d'incontro possiede una valenza, quella di presentare al pubblico di Roma gli artisti Cristina Arbunescu (Romania), Francesco Astiaso Garcia e Cristiano Quagliozzi.

16/set/2008 09.59.03 Espressioni D'Arte Contatta l'autore

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ESPRESSIONI D'ARTE

presenta la mostra

PLASMA, DISSOLUZIONE E FORMA



CRISTINA ARBUNESCU, FRANCESCO ASTIASO GARCIA, CRISTIANO

QUAGLIOZZI





24 SETTEMBRE - 16 OTTOBRE 2008



vernice mercoledì 24 ore 17,00





Biblioteca Elsa Morante

Via Adolfo Cozza, 7

00122 Roma



curatori: Tiziana di Bartolomeo

critica: Gianluca Tedaldi

allestimento a cura di Antonio Laglia

sito web: www.espressionidarte.it



e-mail: info@espressionidarte.it

ufficiostampa@espressionidarte.it



infoline: 06-5611815



ingresso libero



orari apertura:

lun mar mer 9-13/15-19

giov ven 9-19

sab 9-13









Questa occasione d'incontro possiede una valenza, quella di

presentare al pubblico di Roma gli artisti Cristina

Arbunescu (Romania), Francesco Astiaso Garcia e Cristiano

Quagliozzi. In questa mostra ci sono linguaggi franchi e

inoppugnabili, ci sono allusioni che parlano alla cultura o,

all'opposto, alle viscere. Ci sono diaframmi poetici per

velare il troppo certo e verità scoperte per allontanare

la compagnia dei tentennamenti.







L’esperienza artistica di Cristiano Quagliozzi ha da

sempre individuato nel disegno la tecnica più idonea per

comunicare il vigore e l’audacia creativa che lo

accompagnano. Volto alla ricerca di una propria identità

stilistica, nella serie di disegni a grafite realizzati su

carta decide di incentrare il suo lavoro proprio sul

confronto tra la propria identità e i maestri del passato

Il deciso e consapevole tratto segnico dell’artista fa

emergere rappresentazioni dei celebri angeli del Bernini a

partire dai particolari del volto, delle braccia, delle

mani, delle croci e degli strumenti che sostengono. Immagini

ieratiche, eterne ed immutabili, consacrate

dall’immaginario ad emblemi della nostra cultura vengono

esaltate da un minuzioso tratto descrittivo. Le stesse si

ritrovano appena accennate e quasi suggerite da schizzi,

grafismi e cancellazioni che interferiscono con l’immagine

conferendo all'insieme un sapore e un contenuto altamente

lirico.

L’indefinitezza dell’immagine è il frutto di una

sperimentazione sempre in atto e di un impulso creativo che

l’artista riesce sapientemente a controllare dando valore

e significato ad ogni segno o cancellazione apparentemente

casuale. (Francesca Pardini)

Autoritratti, ritratti, maschere, volti. Osservando la vasta

e variegata produzione artistica di Francesco Garcia che

spazia nella sperimentazione di ogni mezzo espressivo : dal

disegno a carboncino, alla fotografia, all’uso del ready

made con valenza concettuale, alle sculture in bronzo e cera

dove l’informale cede il posto alla classicità della

figura, non si può non essere colpiti infine

dall’immagine di questi volti trasparenti quasi eterei che

lasciano trasalire attraverso lo spazio, attraverso l’aria

che li attraversa, la leggera pienezza della loro presenza.

(Francesca Cascino)

Cristina Arburescu sembra essersi posta il problema della

figurazione riallacciandosi agli anni Settanta, quando il

sipario sembrava essersi chiuso sul tramonto dell’arte.

Come in chi non ha spezzato il filo del discorso con le

avanguardie, sembra consapevole che una figura deve superare

un esame: quali carte ha per dimostrare che non è solo

illustrazione, esercizio di pura tecnica, ma ha un aggancio

inequivocabile con la realtà attuale? Credo che la

risposta stia nella scelta di utilizzare un supporto di

immagine oggettiva, meccanica, fotografica. Questo punto di

partenza, quindi, è neutrale, non pretende di illudere

nè di stupire con l’abilità tecnica; quello che conta

è il modo di lavorare su questo dato di partenza. Lì si

esercita la sensibilità (e l’eleganza) dell’artista,

lì è il luogo dove hanno occasione di imprimersi anche

emozioni. Fotografia e pittura sono fra loro distinte. Oggi

la fotografia ha maggior successo presso le sedi più

prestigiose di promozione dell’arte proprio per la sua

imparzialità, la sua qualitàdi testimonianza di fatti e

caratteri. Cristina Arburescu pare aver introdotto la sua

mano all’interno del meccanismo fotografico per cercare di

essere, allo stesso tempo, d’avanguardia e capace di

comunicare emozioni. (Gianluca Tedaldi)









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