Mostra ''Organica" di Caterina Sbrana a Sakros Arte Contemporanea.

22/ott/2008 09.20.36 Sakros -Arte Contemporanea- Contatta l'autore

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‘Organica’

di Caterina Sbrana

 

Sabato 25 Ottobre alle ore 19:00, presso lo spazio espositivo Sakros di Carrara, sarà inaugurata la

mostra “Organica” dell’artista Caterina Sbrana. L’artista nasce a Pisa il 29 Luglio 1977. Nel 2003

presenta la tesi “Cerchi nell’acqua, divagazioni su Ofelia”, ricerca sugli archetipi che attraversano il

corpo femminile. Nel 2004 prende parte al Premio Nazionale delle Arti (Roma) iniziativa promossa

dal Ministero dei Beni Culturali, come rappresentante dell’Accademia di Carrara e ottiene la

menzione speciale della giuria per “Ofelia di fango”. Nel 2006 vince il primo premio di

“Dilagazioni”, primo Festival internazionale dedicato al personaggio di Ofelia, evento curato da

Graziano Staino. Sempre nel 2006, una sua opera viene scelta come copertina per il saggio di

Marina Breccia “Le parole ritrovate”, di cui cura l’allestimento per la presentazione alle librerie

Feltrinelli di Pisa.

La sua pittura densa di suggestioni letterarie, naturalmente monocroma, si fonda sulla forza

evocativa della materia. La terra, viene utilizzata come pigmento grezzo e primordiale, il cui solo

medium è l’acqua, per tracciare su grandi tele di lino icone dell’immaginario pittorico, erbari,

planimetrie. Al fango, che resta il materiale d’elezione per dipinti e installazioni si sono aggiunti

due nuovi cicli di lavori con la cenere e il pistillo di papavero.

Dice di lei Alfonso M. Iacono : “Caterina imita, non copia la natura, ma lo fa proprio attraverso il

fango, la cenere, il papavero quasi suggerendoci che tra la rappresentazione e la cosa rappresentata

vi sia una relazione basata sull’organicità di un mondo che può e vuole essere trasformato”.

L’artista in questa sua personale raccoglie tre cicli di lavori , tre declinazioni dell’idea di

paesaggio. Nel primo ciclo l’artista utilizza la cenere evocando la suggestione di un taccuino da

viaggio del Grand Tour che si mescola alla fascinazione per le antiche planimetrie. Nel secondo

ciclo dedicato alla Terra, Caterina propone con sottigliezza minimale elementi del Micro-paesaggio,

erbe e radici, ispirati alla grande zolla di Durer o studiate nelle tavole scientifiche.

Nel terzo ciclo il papavero, elemento del paesaggio mediterraneo, diventa icona, essenza del sonno

utilizzata per parlare del sonno stesso. Come scrive Gaia Bindi nel catalogo che accompagna la

mostra “ Il sonno, per gli antichi che non riuscivano a spiegarlo, era considerato esperienza terrena

dell’aldilà, imago mortis. Ed è forse tale l’immagine di un agnello che sembra dormire o forse no,

più volte ricreata su differenti tele di una serie intitolata Vanitas, ciascuna interpretata col papavero

su una diversa tonalità di viola. Il soggetto ricorda ancora tanta pittura dell’Ottocento italiano – si

pensi ai fratelli Palizzi o al divisionista Pellizza da Volpedo – dove l’immagine dell’ovino è spesso

simbolo di sacralità campestre e di socialità incorrotta. Ma quelli di Caterina Sbrana, placidamente

abbandonati, nascono come ritratti multipli di un esemplare reale, un animale contaminato dalle

emissioni di diossina nelle campagne circostanti alla discarica di Acerra. Protagonista di un fatto di

cronaca piccolo eppure grandissimo, l’agnello ancora una volta sacrificato è l’immagine eterna e

attualissima di un’ innocenza perduta.”

 

La mostra rimarrà visibile al pubblico dal 25/10/08 al 16/11/08

 Per maggiori informazioni visitare il nostro sito web www.sakros.com

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