Comunicato stampa Akkademia dei Prossimali

Comunicato stampa Akkademia dei Prossimali AKKADEMIA DEI PROSSIMALI International Center Promoting Art and Nature - Onlus presenta: "L'imbuto della chiocciola" inaugurazione 3 Novembre 2008 ore 16.30 3-8 novembre 2008 orari: 10.00- 13.00; 15.00-18.30 - Sabato 10.00-13.00 Biblioteca Nazionale Centrale di Roma - Viale Castro Pretorio 105 Akkademia dei Prossimali onlus- Via Alcamo,4 00182 Roma tel.06-7014551 - 348-8234157 www.akkaprossimali.it - akkademia.prossimali@libero.it L'IMBUTO DELLA CHIOCCIOLA E'stupefacente quanto le parole possano essere evocative, anche al di fuori di un proprio contesto.

24/ott/2008 12.07.49 Akkademia dei Prossimali Contatta l'autore

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AKKADEMIA DEI PROSSIMALI  International Center Promoting Art and Nature - Onlus presenta:

“L’imbuto della chiocciola”  inaugurazione 3 Novembre 2008 ore 16.30

  3-8 novembre 2008  orari: 10.00- 13.00 ; 15.00-18.30 – Sabato 10.00-13.00

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma - Viale Castro Pretorio 105



Akkademia dei Prossimali onlus- Via Alcamo,4 00182 Roma tel.06-7014551 – 348-8234157

www.akkaprossimali.it - akkademia.prossimali@libero.it

L’IMBUTO DELLA CHIOCCIOLA



E’stupefacente quanto le parole possano essere evocative, anche al di fuori di un proprio contesto. Ungaretti, con quel suo poetare conciso, rapsodico, bordo di lama carezzevole e tagliente, lo doveva saper bene, quando dipinse l’espressione:“l’imbuto della chiocciola.”

Ecco l’immagine dell’immersione purificatrice, il condotto che scende a precipizio nel sacro ventre del labirinto. Il guscio mandala, la spirale armonica dove abita il fragile mollusco che tutto e niente ha, se non la saggezza della sua valva calcarea. Prezioso contenitore di vita, membrana rassicurante, certezza di resurrezioni cicliche.

Nei pochi centimetri di quel tempio semovente, così simile alle circonvoluzioni del cervello umano, cerchiamo il sapere del mondo in una commistione divina di furia animale ed intelletto. Viene da pensare ad Heidegger, quando parla di rapporto tra Arte e Natura, il “convenirsi reciproco di chi lotta”. Agli occhi del poeta la violenza della penetrazione, nel silenzio di una Natura comunque oltraggiata, ma eterna a sé stessa. Lotta la piccola e lenta lumaca per preservare le belle forme della sua dimora, lotta lo scultore per riprodurre quelle volute nella pietra, facendole più grandi, di perfette proporzioni, più di quanto abbia potuto fare Natura stessa.

Ma ambedue, la chiocciola e l’umano, non sanno che il loro lottare è inutile, perché entrambi si stanno battendo su di un terreno irreale. A che serve confrontarsi duramente, quando il destino dell’animale rimarrà sempre quello forzato di un rifugiato di lusso, che, comunque vada, morirà prigioniero della sua casa? All’artista invece resterà sempre la voglia imperitura di poterla inventare quella casa, perché già esiste e sa che non servirà a nulla re-inventarla. Bisognerà dunque inventare altre forme, forme mai viste sulla terra, che nulla hanno a che fare con la Natura…peccato però che questa capacità ci sia stata negata!

L’arte del nostro tempo sembra soffrire molto per questa dipendenza e non vuole rinunciare a “fare mondo”, sempre citando Heidegger, ma dove arriverà lanciata in un una corsa planetaria, egoistica ed inconsapevole? Parcellizzata, promiscua, con tanta voglia di stupire sé stessa, pensando a filosofie dell’assoluto che possono condurre soltanto verso campi sterili, perché l’assoluto stesso non ci appartiene. Le varie arti sembrano convivere tra loro, ma è soltanto una facciata edonistica perché non sanno più rispettare la purezza icastica della loro specificità. Poeta e pittore non dovrebbero mai dimenticare che suono, parola, colore e forma non sono che filiazioni della Natura, doni spesso immeritati dall’Homo Faber. Ma non c’è consapevolezza, governa l’orgoglio di tanti piccoli Prometei clonati. Tornerà la vera contaminazione tra le arti? Tornerà quando cesseranno il gioco e lo sberleffo, destinati a soccombere, per quanto narcotizzanti e remunerativi possano essere.

Questa mostra vuole tentare, nell’ottica di un’etica ritrovata, l’approccio dell’artista alla sua personale chiocciola. Volo consolatorio attraverso la rugiada delle parole, rubando ad esse spazi descrittivi, evocazioni palpitanti, graffi e tenerezze della memoria. Senza stupire, senza barare: in un silenzio presente.

Anna Maria Baratto, storico dell’arte


 


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