MARCO LODOLA - PEEPSHOW, comunicato

Diciamo che a me Lodola mi piace e spero che diventi il più grande artista del nuovo millennio, non tanto perché in famiglia abbiamo un suo cavallo illuminato ma proprio perché la sua è roba che abbellisce, che illumina e che si abbina molto bene con le belle facce e con gli ambienti veri.

11/nov/2008 10.46.00 Shenker Contatta l'autore

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Comunicato Stampa

Shenker Culture Club

presenta 

Marco Lodola

Peepshow

 Energie luminose

dal 20 novembre a Torino

 

Se ne dicono di Lodola …

 

Possiedo da due anni due profilati di plastica di Lodola e non so mai come metterli – talvolta neppure da dove guardarli.

Aldo Busi

 

L’elettricità è buona. La sedia elettrica non lo è. I corpi elettrici di Marco Lodola sono elettricità e felicità. Chi non vorrebbe avere in casa sua: “Corpo elettrico, cm 290x110x40, perspex e neon”; e una pin up di cm 300x100x22, perspex, lamiera e neon”.

Piero Chiambretti

 

Io ho un cavallo a dondolo di Lodola. Lo ha regalato lui a mia figlia quando è nata. Un cavallo a dondolo pieno di neon e faccine colorate che se attacchi la spina si illumina tutto come l’insegna di un luna park. Diciamo che a me Lodola mi piace e spero che diventi il più grande artista del nuovo millennio, non tanto perché in famiglia abbiamo un suo cavallo illuminato ma proprio perché la sua è roba che abbellisce, che illumina e che si abbina molto bene con le belle facce e con gli ambienti veri.

Lorenzo Jovanotti

 

“Pronto buongiorno è il Signor Lodola?”

“Si chi parla?”

“Sono Paolo Belli”

“Non ci credo uno dei miei artisti preferiti”

…ecco questo è Marco Lodola un folle … solo un folle può essere un mio fan e solo un folle può fare delle opere così meravigliose.

Paolo Belli

 

Questo Lodola vorrebbe che facessi danni anche occupandomi di arti figurative e, in particolare, di “scultura”. Le mie conoscenze a proposito erano finora circoscritte … ero afflitto da una desolante ignoranza. Dico “ero” perché, dopo aver visto le opere di questo Lodola me ne sono innamorato (delle opere, non di Lodola …). Ho capito la grandezza di Lodola e del suo “lodolismo”(il lodolismo è l’essenza dell’Arte lodoliana; un po’ come il magnete ed il magnetismo, il pacifico ed il pacifismo … eccetera) partendo da un concetto basilare e fondamentale nella pittura, nella scultura e nelle arti figurative in genere: “Anche l’occhio vuole la sua parte”.

Diavolo di un uomo, dove trovi tutta quella fantasia?

Renzo Arbore

 

Prendete un bambino sensibile, shekeratelo per tre mesi poi fatelo crescere di colpo e lasciatelo risposare a lungo. Adesso tiratelo senza romperlo fino a un metro e ottanta per circa settantacinque chili. Infilategli un paio di boxer fantasia, un maglione comprato su internet … portatelo al cinema a vedere Buster Keaton, Fred Astaire e John Belushi. Leggetegli Topolino e “I Viaggi di Gulliver”. Brizzolategli i capelli, dategli un camice nero, due ragazzi di bottega e rinchiudetelo in uno studio-ex fabbrica-loft di 600 metri quadrati truccato da parco giochi dai 6 ai 14 anni. E finalmente dategli un nome, un nome semplice, musicale, quasi femminile: Marcolodola.

Giuseppe Cederna

 

In un mondo dove niente è vero e tutto è verosimile, bisogna trattare il male con il male, la virtù con il virtuale, la bellezza con la monnezza, con un sospiro di leggerezza. E’ quello che fa Marco Lodola. Il suo “marchio di riconoscimento” è rappresentato dalla plastica. Questa anonima e ributtante sostanza organica ad alto peso molecolare, robaccia per meno abbienti amanti del cattivo gusto, e il “corpo” artistico di Lodola.

Roberto D’Agostino

 

Tra i suoi numerosi primati, Marco Lodola vanta quello di essere l’artista italiano al quale più meritatamente si addice la definizione pop, in quanto il suo lavoro trova ragione d’essere nel rapporto e nel gradimento del pubblico. Non cerca scuse ne’ protezioni di sorta ma accetta la sfida dello sguardo. Proprio per questo si accende, si illumina, si manifesta e non si nasconde.

Luca Beatrice

 

Come nel Gran Varietà … si apre il sipario sul mondo incantato di Lodolandia.

Allo Shenker Culture Club di Piazza Solferino 9 a Torino, corpi elettrici, perspex, neon e luci in una allegra parata di opere realizzate apposta per questa occasione. Le installazioni luminose e i colori che hanno reso Marco Lodola un fenomeno di culto dell’arte, saranno i protagonisti di Peepshow con il Patrocinio della Città di Torino.

Il voyeurismo, l’arte e la gioia sono qui “soggetti” d’avanspettacolo percorsi dall’elettricità che dona vita a fantastiche creature di plastica in fermo-immagine, agli ammiccamenti seduttivi di prosperose pin-up in pose provocanti, alle leggerezza delle ballerine en attitude e ai loro tulle fluorescenti, ai volti senza espressione da sfidare con il potere della fantasia. Opere che decorano e reinventano il nostro quotidiano annullando la distanza fra l’arte e la sua applicazione.

Un backstage da teatro di rivista popolato da figure retrò sospese tra il culto di uno spettacolo d’altri tempi e il mondo pop, in cui l’arte è osservata, spiata dal buco della serratura o attraverso la lente d’ingrandimento a seconda delle interpretazioni. Ma vi è anche, il candore, e insieme la perdizione di un mondo apparentemente fatuo con Pinocchio, il totem di due metri che rappresenta a tutti gli effetti la mascotte in pectore nel Paese dei Balocchi.  

Il terzo elemento naturale di Lodola, insieme a elettricità e plastica, è la musica: passione e fonte d’ispirazione. La serata inaugurale della mostra sarà, infatti, accompagnata da un dj-set con Andy, co-fondatore dei Bluvertigo, che insieme a Lodola ha dato vita ad una sinergia artistica, LodolAndy, da cui sono nate opere di forte impatto.

Marco Lodola e Shenker rappresentano ormai un connubio segnato da uno scambio continuo di ispirazioni fra arte e impresa, espresso appieno nella reinterpretazione del logo aziendale in una scultura simbolo dell’artista che sarà al centro dell’happening di Torino. Uno sfondo d’eccezione per le foto degli ospiti della serata, che verranno poi autografate da Lodola e che andranno a comporre una virtuale comunità di volti ed espressioni degli Shenkeriani d’Italia.

 

A disposizione una gallery fotografica all'indirizzo www.shenker.com

- menù in alto a destra, cliccare Press Room

- si aprirà il pop-up con la richiesta di password

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Shenker Culture Club è la divisione di Shenker creata nel 2003 per iniziativa del suo Presidente, Barbara Santoro, come strumento concreto di diffusione di cultura, parte di un percorso di responsabilità sociale d’impresa. Un contenitore di idee ed eventi ricchi di contenuto, basati sull’emozione come codice di comunicazione e sulle relazioni come interazione efficace con il pubblico. La conoscenza della lingua e della cultura inglese si alimenta con l’esperienza dell’incontro con le tante espressioni culturali: letteratura, arte, fotografia, musica, teatro, cinema e tematiche sociali.

PEEPSHOW

20 novembre 2008 – 31 gennaio 2009. Inaugurazione 20 novembre, ore 18.30

Shenker Culture Club

Piazza Solferino, 9 - Torino

Orario: dal lunedì al venerdì 10.00-19.00, sabato 10.00-13.00

Website: www.shenker.com

Ingresso libero

INFO

Ufficio Stampa: Michela Capriotti, e-mail michela.capriotti@shenker.com, tel. 06 45421851, cell. 335 8005861

Maria Cristina Cuccoli, e-mail mariacristinacuccoli@tiscali.it, cell. 347 2724919

 

 

 


Michela Capriotti
Ufficio Stampa & P.R.
Shenker Culture Club
Piazza di Spagna, 66 - 00187 Roma
Tel. 06/45421851
Fax 06/5421588
Cell. 335 8005861









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