Gualtiero Nativi Opere: 1947 - 1977

Gualtiero Nativi Opere: 1947 - 1977 GUALTIERO NATIVI Opere 1947 -1977 21 Febbraio - 11 Aprile 2009 INAUGURAZIONE: Sabato 21 Febbraio ore 18.00 ....................................................................................................

18/feb/2009 20.37.13 Galleria Giraldi Contatta l'autore

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GUALTIERO NATIVI
Opere 1947 -1977

21 Febbraio - 11 Aprile 2009
INAUGURAZIONE: Sabato 21 Febbraio ore 18.00

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Sabato 21 febbraio alle ore 18 sarà inaugurata negli spazi della Galleria Giraldi, in piazza della Repubblica n. 59, una mostra dedicata all’artista Gualtiero Nativi; massimo esponente dell’Astrattismo Classico (con Berti, Brunetti, Monnini e Nuti) fu ospite della galleria (con la quale da allora ha sempre collaborato) già nel 1955, con una collettiva, allora definita “sovversiva”, dedicata agli astrattisti fiorentini.

La mostra presenta quaranta opere, alcune delle quali di grandi dimensioni, eseguite tra il 1947 ed il 1977; consente quindi di indagare un arco temporale di trenta anni, che rappresenta circa la metà dell’intero lavoro dell’artista, certamente il più significativo.

Infatti Gualtiero Nativi inizia nel 1947, dopo alcuni anni di esperienze figurative e neocubiste, quella ricerca dedicata all’astrattismo che non abbandonerà più e che svilupperà fino alla piena maturità, che si può individuare appunto negli anni settanta.

Gualtiero Nativi nasce a Pistoia nel 1921, vive e lavora per tutta la sua vita tra Greve in Chianti e Firenze fino al 1999, anno della sua scomparsa.

Partecipa ai movimenti del dopoguerra ed insieme a Berti, Brunetti, Monnini e Nuti, nel 1950 firma il Manifesto dell’Astrattismo Classico, con il quale viene proposto un purismo geometrico rigoroso, da contrapporre a certi esiti lirici dell’astrazione; agli astrattisti classici interessava non l’oggetto ma l’equivalente geometrico da esso derivato.

Afferma Gualtiero Nativi: “Il termine concretismo era dei Milanesi, a noi non andava bene, la nostra era pittura astratta, ma conservava i prodromi di un racconto, di una figurazione, racconto di un nostro tempo ove convergono personaggi, idee…”

Enrico Crispolti evidenzia nelle opere di Nativi “una declinazione in filtro mentale, una ricerca di estrema contenutezza nella costruzione dei rapporti, degli equilibri, delle forme, degli elementi negli spazi. Una volontà e capacità estrema di controllo, che nella perfezione delle connessioni delle forme e delle valenze cromatiche esprime un rigore di razionalità, una concentrazione, una moralità che esce dai confini dell’opera”.

Partecipa alle più importanti rassegne d’arte contemporanea, in Italia e all’estero: la Quadriennale di Roma, la Biennale di Venezia (1952), la Biennale di San Paolo del Brasile, le mostre di arte italiana nei musei d’arte moderna di Vienna, Belgrado e Zagabria.

Sue opere figurano in collezioni private e pubbliche, nelle gallerie d’arte moderna di Firenze, Roma, Torino, Milano, New York, Rio de Janeiro, Santiago, nelle raccolte comunali di Firenze, Arezzo, Livorno, La Spezia, Pontedera, Pistoia.

Hanno scritto di lui, tra gli altri: G. C. Argan, G. Ballo, R. Barilli, A. Boatto, L. Caramel, L. Cavallo, E. Crispolti, G. Dorfles, G. N. Fasola, L. V. Masina, M. Meneguzzo, F. Menna, C. L. Ragghianti, T. Sauvage, M. Seuphor, M. Valsecchi, L. Venturi, C. Vivaldi.

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