Francesco Parisi.Olii, pastelli,incisioni. 2006-2009-

2006-2009- FRANCESCO PARISI Olii, pastelli e incisioni 2006 - 2009 a cura di Giuseppe Appella 7- 28 marzo 2009 Cocktail di inaugurazione sabato 7 marzo dalle ore 18,00 Galleria Fabrizio Russo via Alibert 20 - 00187 Roma - tel. 06/6789949 - telefax 06/69920692 e-mail: info@galleriarusso.com - www.galleriarusso.com orario di visita: lunedì 16.30-19.30; dal martedì al sabato 10.00-13.00 16.30-19.30 Chiuso domenica e festivi Catalogo De Luca Editori d'Arte a cura di Giuseppe Appella Ufficio stampa: Scarlett Matassi - 347-0418110 info@scarlettmatassi.com Da sabato 7 marzo la pittura di Francesco Parisi nella galleria di Fabrizio Russo.

03/mar/2009 02.02.18 scarlett matassi Contatta l'autore

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 FRANCESCO PARISI

Olii, pastelli e incisioni

2006 - 2009

 

a cura di  Giuseppe Appella

 

7– 28 marzo 2009

 

 Cocktail di inaugurazione sabato 7 marzo dalle ore 18,00

 

Galleria Fabrizio Russo

via Alibert 20 - 00187 Roma   -   tel. 06/6789949 – telefax 06/69920692

e-mail: info@galleriarusso.com  - www.galleriarusso.com

 

orario di visita: lunedì 16.30-19.30; dal martedì al sabato 10.00-13.00   16.30-19.30

Chiuso domenica e festivi

 

Catalogo De Luca Editori d’Arte a cura di Giuseppe Appella

 

Ufficio stampa: Scarlett Matassi - 347-0418110  info@scarlettmatassi.com

 

 

Da sabato 7 marzo la pittura di Francesco Parisi nella galleria di Fabrizio Russo. La rassegna, curata da Giuseppe Appella, illustra i più recenti sviluppi dell’attività pittorica dell’artista, noto anche per le preziose ed originali prove nel campo della tecnica incisoria, dove eccelle a livello internazionale. Negli olii e nei pastelli eseguiti nel triennio 2006 – 2009 Parisi prosegue quel colto percorso di meditazione e rilettura dell’arte tardoromantica simbolista, specialmente di area centroeuropea, che ne ha evidenziato, sin dagli esordi, le doti di autentico anticonformismo.

 

Tra gli artisti della sua generazione, Francesco Parisi, nato a Roma nel 1972, è uno dei pochi  a procedere ignorando i modelli culturali dominanti. La sua vicenda artistica è quella di uno spirito incline ad andare contro il comune pensare. E’ così dai tempi dell’Accademia,  quando, unico del suo corso, decide di dedicarsi a tempo pieno alla più ostica ed elitaria delle tecniche incisorie: la xilografia. Un’arte della quale il tempo aveva sepolto i segreti, che rimandava ad un mondo perduto: quello di Cambellotti, De Carolis, Morbiducci, Osimo, Attilio Giuliani e Italo Zetti, maestri inseguiti attraverso un’attività di ricerca  condotta non solo nelle biblioteche e nelle librerie antiquarie, ma anche andando a bussare alla porta di figli e nipoti per chiedere una testimonianza o la possibilità  di essere ammesso a vedere quel che rimaneva degli ambienti in cui i suoi modelli avevano vissuto e lavorato. Così procedendo, Parisi si è ritrovato ad essere, alle soglie dei quaranta anni, uno dei maestri della xilografia italiana, un incisore di fama internazionale le cui opere sono entrate nelle raccolte della Bibliothèque Nationale de France, Département des estampes et de la photographie, Paris, del Royal Museum of Fine Arts, Antwerp e del British Museum, departments of prints and drawings, London. 

Chi segue nel dettaglio gli sviluppi delle varie discipline artistiche nel mondo contemporaneo sa bene che oggi la  pratica dell’incisione e, nell’ambito di questa, della xilografia, è una scelta di rottura e anticonformismo autentici. Parisi spiega divertito che il bello di praticare una disciplina della massima difficoltà  ma tagliata  fuori dalle mode e dal grande mercato  è  la libertà  di poter  fare ricerca in ogni direzione, senza condizionamenti di sorta. In quel territorio ignorato dai grandi mercanti, l’artista romano si è potuto permettere il lusso di un sorprendente  neodecadentismo, che ne fa un diverso tra i diversi.

E siccome alla  libertà  ci si abitua, anche quando  torna a vestire i panni del pittore il suo  lavoro procede  in assoluta autonomia, indifferente  alla tirannia delle tendenze.

E’ appunto il caso  della mostra proposta da  Fabrizio Russo: una serie di olii e pastelli  -  molti di grandi dimensioni, alcuni in forma di dittico o trittico – che tradiscono la matrice tutta letteraria  dell’arte di Parisi, nutrita da tante  e approfondite letture.

In una casa che potrebbe essere quella di uno Sperelli  o di un Des Esseintes, l’artista vive e  lavora circondato  da  una  cospicua collezione  di volumi rari e opere grafiche realizzate tra fine Ottocento e primi Novecento. Che incida o dipinga; che coltivi la sua passione per la letteratura  come accanito lettore o componendo libri a mano in preziose edizioni private con tirature mai superiori alle dieci copie, i suoi interessi culturali si concentrano sulle tematiche del dionisismo e del mito come  veicolo per accedere alla piena conoscenza di sé, in un  viaggio verso i territori incerti ed oscuri della psiche.

Ognuna delle opere esposte rappresenta una tappa di questo percorso. Come è evidente nel simbolismo apertamente dichiarato dei nudi o in quello più insinuante e sottile di certi arcani paesaggi che Giuseppe Appella pone al centro della rassegna: sintesi formali o tagli d’immagine di luoghi reali trasportati dalla contemporaneità a una dimensione al di fuori del tempo. Campidoglio, Circo Massimo, Villa Torlonia e Augusteo, diventano, con Villa Borghese, Foro Italico, Villa Pamphili e le rappresentazioni della  Valle di Grottarossa, luoghi del mito.

Anche nella produzione pittorica, Parisi utilizza l’assoluta padronanza delle tecniche per superare l’apparenza della realtà  e portare alla luce  quegli elementi panici e ancestrali della vita che sono al centro della sua ricerca.

Lo studio incessante  dell’arte simbolista, con particolare riferimento alle  Secessioni italiane e tedesche, portano l’artista a sperimentare e recuperare, come già per la xilo, tecniche e metodologie  largamente in disuso. E’ il caso del  pastello a secco, proposto nella tradizionale versione su carta ma anche in una inedita e innovativa versione su tela che consente di  realizzare  pastelli di dimensioni insolitamente grandi.

Un grande poeta dei nostri giorni, Valentino Zeichen, scrive di Francesco Parisi: “ Gli occhi dotati di senso della prospettiva vedono nella distanza oltrepassata come un terzo occhio dove altri appena intravedono niente”.

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