Il fuoco iniziatico apre il cenobio

06/mar/2009 17.42.21 Olga Chieffi Contatta l'autore

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La ceramica Raku al Convento San Michele
apre nuove danze del cartellone “Quello che passa al Convento...”
 
Lo scorso venerdì, negli spazi “conviviali” del “Convento San Michele”, si è consumato un evento straordinario; evento legato ad una materia, l'argilla, che fa della filosofia orientale il centro nucleare del proprio discorso e della propria impostazione tecnica. Si tratta di una performance Raku – organizzata da tre animatori d'eccezione quali Livio Ceccarelli, Eduardo Giannattasio e Augusto Pandolfi – legata alla Cerimonia del Tè (cha-no-yu). La ceramica Raku, difatti, nasce per mano di Chojiro, ceramista giapponese vissuto nell'epoca Momoyama (XVI sec.) invitato dal maestro Sen Rickyu a produrre le ciotole con una nuova tecnica, quella Raku appunto. Ora, se con la diffusione del metodo Raku nel mondo occidentale il vincolo con la cerimonia del tè si è perso e la tecnica ha subito profonde trasformazioni, l'incantesimo offerto dai tre artisti invitati a rileggere e attraversare tale metodologia, ha reificato trasversalmente il rito formulando una “cerimonia raku” tramite una festa collettiva in cui lo spettatore e l'attore sono stati, insieme, protagonisti e spettatori d'un metodo legato al fuoco e ai suoi caldi misteri.
Primo – incisivo e solido – appuntamento dedicato alle dinamiche della ceramica raku con le forme e le figure di Livio Ceccarelli, Eduardo Giannattasio e Augusto Pandolfi, “Quello che passa al Convento 2...” dispiega un nuovo programma d'azione che vede nella trasversalità multidisciplinare e nell'impatto immediato le linee generali di un discorso di ampia natura e ad ampio raggio. Gustosamente ampio per l'appunto, carico di piaceri e di azioni performative, il ricchissimo cartellone d'incontri, dibattiti, proiezioni, mostre, concerti, promossi dal Convivio delle Arti dei Rozzi e degli Accordati, presieduto da Vito Puglia (e con il prezioso contributo del Comune e dell'Ente Provinciale del Turismo di Salerno, del Pastificio Amato, della Centrale del Latte e di Salerno Energia e la collaborazione della web radio Unis@und, che offre il cenobio medievale del Convento di San Michele, aperto alla cittadinanza dalla lungimiranza di Marco De Simone, amministratore della società di gestione “Il castello”) – un programma accompagnato, tra l'altro, da una sezione musicale proposta splendidamente (e armonicamente) dal maestro Antonello Mercurio nonché da altre sezioni legate alle arti visive con artisti quali Pierpaolo Costabile e Rovì (per citare soltanto alcuni degli attorio del programma), apre le danze con una prima frustata di appuntamenti.
“Quello che passa al Convento 2...” apre, così, il secondo ambiente annuale progettando appuntamenti tesi a valorizzare il cenobio medievale sito in via San Michele, trasformato – adesso – in un “laboratorio locale del pensiero globale”, un vero e proprio spazio dei saperi, aperto a tutte le libere creatività.
Antonello Tolve
 
Lo scorso venerdì, negli spazi “conviviali” del “Convento San Michele”, si è consumato un evento straordinario; evento legato ad una materia, l'argilla, che fa della filosofia orientale il centro nucleare del proprio discorso e della propria impostazione tecnica. Si tratta di una performance Raku – organizzata da tre animatori d'eccezione quali Livio Ceccarelli, Eduardo Giannattasio e Augusto Pandolfi – legata alla Cerimonia del Tè (cha-no-yu). La ceramica Raku, difatti, nasce per mano di Chojiro, ceramista giapponese vissuto nell'epoca Momoyama (XVI sec.) invitato dal maestro Sen Rickyu a produrre le ciotole con una nuova tecnica, quella Raku appunto. Ora, se con la diffusione del metodo Raku nel mondo occidentale il vincolo con la cerimonia del tè si è perso e la tecnica ha subito profonde trasformazioni, l'incantesimo offerto dai tre artisti invitati a rileggere e attraversare tale metodologia, ha reificato trasversalmente il rito formulando una “cerimonia raku” tramite una festa collettiva in cui lo spettatore e l'attore sono stati, insieme, protagonisti e spettatori d'un metodo legato al fuoco e ai suoi caldi misteri.
Primo – incisivo e solido – appuntamento dedicato alle dinamiche della ceramica raku con le forme e le figure di Livio Ceccarelli, Eduardo Giannattasio e Augusto Pandolfi, “Quello che passa al Convento 2...” dispiega un nuovo programma d'azione che vede nella trasversalità multidisciplinare e nell'impatto immediato le linee generali di un discorso di ampia natura e ad ampio raggio. Gustosamente ampio per l'appunto, carico di piaceri e di azioni performative, il ricchissimo cartellone d'incontri, dibattiti, proiezioni, mostre, concerti, promossi dal Convivio delle Arti dei Rozzi e degli Accordati, presieduto da Vito Puglia (e con il prezioso contributo del Comune e dell'Ente Provinciale del Turismo di Salerno, del Pastificio Amato, della Centrale del Latte e di Salerno Energia e la collaborazione della web radio Unis@und, che offre il cenobio medievale del Convento di San Michele, aperto alla cittadinanza dalla lungimiranza di Marco De Simone, amministratore della società di gestione “Il castello”) – un programma accompagnato, tra l'altro, da una sezione musicale proposta splendidamente (e armonicamente) dal maestro Antonello Mercurio nonché da altre sezioni legate alle arti visive con artisti quali Pierpaolo Costabile e Rovì (per citare soltanto alcuni degli attorio del programma), apre le danze con una prima frustata di appuntamenti.
“Quello che passa al Convento 2...” apre, così, il secondo ambiente annuale progettando appuntamenti tesi a valorizzare il cenobio medievale sito in via San Michele, trasformato – adesso – in un “laboratorio locale del pensiero globale”, un vero e proprio spazio dei saperi, aperto a tutte le libere creatività.
Antonello Tolve
 
 

 

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