La Cassetta eburnea dello zodiaco

15/nov/2008 13.11.00 Galleria Roma Contatta l'autore

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La Cassetta eburnea dello zodiaco nuova ipotesi di provenienza secondo
Domenica Bufardeci
giovedì 20 novembre
ore 18,30

La Cassetta eburnea dello Zodiaco
Siracusa, cuore della civiltà greca, ricca di bellezze classiche, fu protagonista anche della storia bizantina e medievale, sebbene quest’ultimo aspetto sia spesso trascurato e le opere d’arte prodotte in tale ambito poco o affatto valorizzate.
Esempio di ciò è la presenza di un raro oggetto d’arte custodito nel Tesoro del Duomo di cui per secoli si è negato il valore.
Si tratta di un bellissimo cofanetto d’avorio con raffigurazioni scolpite e dipinte dello zodiaco, sul coperchio troncopiramidale, e delle scene che illustrano i dodici mesi dell’anno sul restante corpo ligneo. Sul fondo una scacchiera.
Primo a notare tale opera fu lo storico siracusano Enrico Mauceri, il quale fa un breve accenno in un articolo sulle suppellettili del Duomo di Siracusa del 1907.
Più dettagliata, ma non del tutto completa, è la descrizione dell’illustre Giuseppe Agnello (1958) , il cui impegno nella valorizzazione delle opere d’arte siracusane di varie epoche costituisce una fonte estremamente preziosa per ricercatori e amanti dell’arte.
Recentemente, nel 2000, il cofanetto è stato esposto nella mostra “Pro Mundi Vita” di cui ha curato la scheda di catalogo la dottoressa Marina Russo, analizzando sinteticamente l’opera.
Ognuno degli studiosi appena citati azzarda un’ipotesi di datazione e di provenienza: per il primo la Spagna del XV sec, per il secondo la Penisola italiana della fine del XIV, per la terza la Sicilia.
Nessuno di loro, però, si pone il problema della destinazione d’uso della cassettina, anche se, implicitamente, possiamo dedurre che essa sia stata ritenuta un oggetto di ambito liturgico dal momento che è stata esposta in una mostra di arredi sacri.
Grazie al supporto di nuovi strumenti d’indagine e in seguito al mio lavoro di ricerca, supportato dalle conoscenze e dall’esperienza dell’esimia professoressa Claudia Guastella e della dottoressa Antonella Rapisarda, sono arrivata alla conclusione che esiste una nuova ipotesi, forse più pertinente rispetto alle precedenti.
Da un’attenta analisi iconografica e stilistica possiamo ritenere che si tratti di un’opera di manifattura francese, in particolare della regione delle Fiandre, oppure olandese e attribuirla alla metà circa del XV secolo.
A conferma di ciò propongo il confronto con altre scatole eburnee presenti nel catalogo della studiosa francese Danielle Gaborit-Chopin riguardo gli avori medievali del museo del Louvre, in particolare la numero 262 della Collezione Alexandre-Charles Sauveget, figura numero 254 del suddetto catalogo.
Da questo confronto si evince che la mia ricerca in merito alla datazione ed all’uso della cassetta eburnea del Tesoro del Duomo di Siracusa sia la più verisimile al dato storico.
Siamo quindi in presenza di un prezioso oggetto che meriterebbe maggiore attenzione da parte degli studiosi e maggiore disponibilità da parte delle autorità ecclesiastiche, affinché quest’opera insieme alle altre altrettanto pregiate, facenti parte dello stesso tesoro, vengano offerte all’ammirazione ed alla conoscenza delle persone amanti dell’arte.
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