CS..::Carlo De Meo - PER FAVORE NON GUARDARMI NEGLI OCCHI::..

CS..::Carlo De Meo - PER FAVORE NON GUARDARMI NEGLI OCCHI::.. P E R F A V O R E N O N G U A R D A R M I N E G L I O C C H I C a r l o D e M e o Inaugurazione: Giovedì 14 Maggio 2009, ore 19:00 Apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 A cura di Marianna Fazzi Il 14 Maggio 2009 apre nel quartiere di Monteverde a Roma lo spazio dedicato alle arti visive dell'Associazione Culturale Sos Students, organizzazione che dal 2004 è attiva nel campo delle performing arts e della musica, collaborando con artisti del calibro di Morgan, Meganoidi, Avion Travel e altri ancora.

08/mag/2009 03.16.55 Ass. Cult. Sos Students Contatta l'autore

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P E R  F A V O R E  N O N  G U A R D A R M I  N E G L I  O C C H I
C a r l o  D e  M e o

Inaugurazione: Giovedì 14 Maggio 2009, ore 19:00
Apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00
A cura di Marianna Fazzi

Il 14 Maggio 2009 apre nel quartiere di Monteverde a Roma lo spazio dedicato alle arti visive dell’Associazione Culturale Sos Students, organizzazione che dal 2004 è attiva nel campo delle performing arts e della musica, collaborando con artisti del calibro di Morgan, Meganoidi, Avion Travel e altri ancora. Ad inaugurare la project room una personale dell’artista Carlo De Meo dal titolo: PER FAVORE NON GUARDARMI NEGLI OCCHI.

Un’installazione site specific in cui 18 metri quadri di mattonelle colorate calibrate su di un'intermittenza sempre uguale e sempre diversa formano una sorta di monolite che, posto al centro della stanza, ha il potere di riattivare attenzione ed immaginazione provocando un iniziale disorientamento.

La fascinazione di chi guarda si gioca nei minuti iniziali ma è soltanto transitando intorno all’installazione che si coglie un inaspettato colpo di scena. Un volto ripetuto e posizionato alla scomoda altezza di un metro e dieci si confonde con ciò che lo circonda fino a rendersi esso stesso luogo sensibile per poi ritornare a perdersi, nella vista dello spettatore.

La dimensione privata e domestica di colui che ospita è palesata, resa esplicita, ma allo stesso tempo egli sa bene che mai come adesso rappresentazioni e simulazioni sono parte integrante della realtà e per questo si ritrae, spalanca gli occhi, ne tiene uno aperto ed uno chiuso e infine li serra deciso.

L'essenza dell'operazione consiste nell'introdurre questa contraddizione in fieri. La visibilità a tutti i costi, legata al bisogno di comunicare più al mondo che a sé stessi e alla sovrabbondanza di immagini appare come bloccata nello spazio della fruizione in cui l’artista rivendica il proprio diritto ad una beata solitudo.

Il mimetismo, proprio di molti lavori dell’artista, impone al suo “alter ego” (così come a chi osserva) una ri-negoziazione delle certezze che tanto più sono evidenti quanto spesso ignorate, un invito a vedere nuovamente ciò che pensiamo essere assodato e che mette in crisi l’ingenua fiducia in ciò che comunemente pensiamo essere reale e magari non lo è.


Bio Carlo De Meo:
Carlo De Meo nasce a Maranola nel 1966 dove vive e lavora. Da tempo la sua ricerca artistica si è focalizzata sulla figura umana che, ridotta al 33%, ricopre all’interno dell’opera il ruolo del narratore, dell’attore non protagonista e all’occorrenza dello spettatore. Il soggetto sulla scena si infiltra e mimetizza all’interno degli spazi per raccontare storie in cui la memoria, la corporeità, l’esperienza del quotidiano e il ribaltamento inventivo degli oggetti presuppongono uno svolgimento continuo che dall’esterno scivola verso l’interno, orientando le azioni del vivere. Ultime mostre personali: “OMO” alla Fondazione IDIS, Città della Scienza di Napoli (2009), “DEMEOCRAZIA” alla Fondazione Volume! di Roma (2006) e “LEMANINTESTA” al BAD Museum di Casandrino (2006). Fra le collettive: “SUMMER KISS”, a cura di M. Coccia e E. De Leonibus al Museo Laboratorio di Città di Castello (2008), “SMALL IS BEAUTIFUL”, a cura di P. Weiermair alla Fondazione Blickle – Kraichtal (2007) e “FALSO MOVIMENTO”, a cura di C. Pisano, presso il Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea, CIAC, Genazzano (2007).

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