CHI ERA IL PITTORE GIACOMO BALLA (1871-1958)

09/ago/2004 22.52.24 pierluigi47 Contatta l'autore

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    CHI ERA IL PITTORE GIACOMO BALLA (1871-1958)
 

Nato a Torino il 18 luglio 1871, Balla comincia ad esporre a Torino a 20 anni nella locale Promotrice. AII'inizio del 1895 si trasferisce con la madre a Roma, dove vivrà fino alla morte, avvenuta il 1° marzo 1958. 

Nel 1899 partecipa per la prima volta all'Esposizione annuale della Società degli Amatori e Cultori, manifestazione artistica alla quale sarà presente, costantemente, fino al 1914 ed alle edizioni del 1928 e del 1929. Nel settembre del 1900 parte per Parigi, dove visita l'Esposizione Universale, nella quale ha modo di vedere, oltre ai quadri dei divisionisti italiani, le opere dei pittori dell'Impressionismo e Neoimpressionismo francesi, quelle della Secessione austriaca, e gli studi fotografici sul movimento di Etienne-Jules Marey. Durante il soggiorno parigino rimane colpito dagli effetti della luce notturna e dell'illuminazione artificiale delle strade, come dimostrano i numerosi quadri, realizzati tra il 1900 e il 1902, in cui rappresenta la città di notte.

Nel 1903 viene ammesso, per la prima volta, alla Biennale d'Arte Internazionale di Venezia con il Ritratto di Ettore Roesler Franz. In questi anni indirizza il proprio interesse nei confronti delle tematiche del verismo sociale e realizza le quattro grandi tele del ciclo, mai portate a termine, Dei Viventi. Nel primo decennio del '900 affianca a tele dipinte con la tecnica divisionista della scomposizione del colore, una serie di quadri monocromi, raffiguranti scene notturne ed interni, tra cui Il dubbio. A partire dal 1906 si interessa, soprattutto, allo studio di problemi luministici.

L'11 febbraio del 1910 sottoscrive il Manifesto dei Pittori Futuristi e, nell'aprile dello stesso anno il Manifesto Tecnico della Pittura Futurista. Nel 1911 fa parte del comitato organizzatore dell'Esposizione Internazionale di Roma alla quale partecipa anche in veste di espositore con Il Ritratto di Nathan. È nel 1912 con opere come il celebre Dinamismo di un cane al guinzaglio, che l'arte di Balla si delinea con caratteristiche decisamente futuriste, già affermando la sua peculiare attenzione all'analisi oggettiva del particolare, sicuramente legata al forte interesse dell'artista per la fotografia. 

L'idea del moto e il senso moderno della velocità, centrali nella poetica del Futurismo, sono resi da Balla mediante un linguaggio di dettagli ripetuti e dissociazioni cromatiche. Successivamente, la sua pittura si fa più astratta, per costruirsi su una rete di "linee andamentali", traiettorie che tracciano il movimento di corpi nello spazio a partire da un punto di vista mobile. Con le Compenetrazioni iridescenti, dipinte tra la fine del 1912 e il 1914, l'artista realizza una serie di composizioni liricamente astratte, scandite da forme triangolari pure e armonie di colori che aspirano ad un'idea di totalità.

Espone alcune tele alla Mostra Futurista allestita nel Foyer del Teatro Costanzi di Roma, dove figuravano anche opere di Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini e Ardengo Soffici. In queste tele Balla analizza il movimento di un corpo vivente, rappresentando la sequenza degli spostamenti della figura nello spazio. Nel 1914 invia ventisette opere alla LXXXIII Esposizione di Belle Arti della Società degli Amatori e Cultori, suscitando la perplessità della critica, che lo trova eclettico. Nel 1915 firma con Fortunato Depero il Manifesto della Ricostruzione Futurista dell'Universo.

Nel 1916 firma insieme a Depero il manifesto Ricostruzione futurista dell'universo che delinea un programma di ricreazione del reale attraverso gli equivalenti astratti di tutte le forme pensati come complessi plastici mobili. In questo ambito si collocano l'ideazione e la creazione di congegni meccanici, musicali e rumoristici e poi di giocattoli, vestiti, concerti, edifici, secondo una logica che ispira anche la creazione di mobili ed interi arredamenti.

Negli anni Venti e oltre Balla partecipa a gran porte delle mostre del gruppo futurista: a Macerata nel 1922, a Torino, a Roma, nella III Biennale Romana, e a New York, nel 1925, nella Biennale di Venezia, e con Depero e Prampolini partecipa all'Exposition Internationale des Arts Decoratifs et Industriels Modernes.  A Boston nel 1926. Sempre in quell'anno inizia a collaborare al giornale romano "L'Impero". A Bologna, Torino, Palermo e a Milano nel 1927 quando collabora a "Vetrina Futurista". A Imola e Torino nel 1928, mentre a Fiuggi, Roma, Milano e Parigi nel 1929. Espone quindi a Venezia, nella Biennale del 1930, a Roma, anche nella Quadriennale, nel 1931 (quando prende le distanze dal Futurismo e la sua produzione successiva lo testimonia) ed a Roma nel 1932.

Nel 1936 é presente a New York nella mostra Cubism and Abstract Art. I suoi rapporti con il gruppo futurista vanno tuttavia allentandosi progressivamente a metà degli anni Trenta, fino ad un vero e proprio distacco polemico nel 1937. Tiene personali ancora a Roma nel 1942 e nel 1947. Dal 1948 torna tuttavia a proporre opere degli anni futuristi, che del resto dalla Biennale di Venezia di quell'anno ricompaiono sulla scena nazionale e internazionale in mostre storiche, le maggiori delle quali, relative al Futurismo, sono a New York nel 1949, nella Biennale di Venezia del 1950, a Zurigo nel 1950 stesso, a Bologna nel 1951, nella Biennale di San Paolo del Brasile nel 1953, a New York, nel 1954, a Madrid, Losanna e nella Quadriennale romana nel 1955, mentre a Roma nel 1956, a Parigi, Milano, Madison (New Jersey, U.S.A.) e Torino in Francia-Italia nel 1957.

Dopo la sua morte opere di Balla compaiono nella mostra del Futurismo a Rama e a Winterthur nel 1959, a Milano e nella Biennale di Venezia del 1960, nella mostra del Futurismo di New York nel 1961, e a Los Angeles nel 1962, nella Biennale di Venezia nel 1968, in quelle di Parigi e di Milano nel 1973 e di Dusseldorf nel 1974. Opere prefuturiste di Balla figurano nella mostra del Divisionismo italiano a Milano nel 1970. Personali con opere futuriste Balla tiene a Roma e a Milano, e nella Quadriennale romana nel 1951, a Firenze nel 1952, a New York nel 1954, mentre le prime personali postume hanno luogo a Venezia e a Milano nel 1959, e a Roma nel 1961, alle quali ne seguono molte altre in diverse città italiane.

Le maggiori retrospettive di opere di Balla dei diversi momenti della sua ricerca sono comunque quelle realizzate nella Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino nel 1963, nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma nel 1971-72, e nel Musée d'Art Moderne de Ia Ville de Paris nel 1972.                                                      xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

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