apertura al pubblico della Cassa di Risparmio di San Miniato

13/set/2004 22.32.01 Ilaria Duranti Contatta l'autore

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"Invito a Palazzo" di Ilaria Duranti

"Invito a Palazzo" è la giornata di apertura gratuita al pubblico dei palazzi e delle sedi storiche delle banche, dove opere importanti, architetture e arredi originali si svelano al visitatore come normalmente non sarebbe possibile e permettono di rivivere atmosfere del passato e della storia patrimonio di tutti gli uomini.

La Cassa di Risparmio di San Miniato sarà aperta per l’occasione, come le altre filiali, il 2 ottobre prossimo con orario continuato.

Le imprese italiane, e tra queste le banche, da sempre si distinguono per la salvaguardia e tutela dei nostri tesori e proprio questa sentita responsabilità di cui sono strumento privilegiato ha fatto sentire l’impegno dell’apertura al pubblico dei loro patrimoni artistici.

Senza le banche, d’altra parte, buona parte dei capolavori che hanno resa unica l’Italia non avrebbe mai visto luce. Basta pensare ai Medici, ai Chigi e agli Strozzi, illustri esempi di mecenatismo che hanno aperto la strada alle inestimabili collezioni nate in seguito.

Questo istituto bancario fondato nel 1830 da Monsignor Torello Pierazzi e da altri illustri esponenti dell’Accademia degli Euteleti di San Miniato è una delle più antiche Casse di Risparmio d’Italia e nasce in un periodo di forte sviluppo economico della Toscana.

Nel suo statuto originario si legge che lo scopo principale era quello di essere banca per il popolo e tutt’oggi rimane fortemente legata e inserita nel contesto sociale, culturale ed economico in cui opera.

Con la legge Amato la Cassa di Risparmio di San Miniato è diventata Società per Azioni, mentre la Fondazione continua a svolgere iniziative culturali e sociali.

La raccolta è custodita in gran parte nella sede di Palazzo Formichini, edificio fatto costruire nella prima metà del ‘500 e secondo lo stile imperante a Firenze da Filippo di Baccio d’Agnolo su commissione di Vittorio di Battista Buonaparte e di sua moglie Antonia di Bindo Portigiani.

In seguito per successione pervenne ai Morali, ai Conti Ceuli di Pisa, ai Bertacchi di Livorno e infine nel 1800 passò alla famiglia Formichini da cui l’acquistò la Cassa di Risparmio nel 1953.

Il ricco patrimonio si compone di opere che vanno dall’epoca medievale a quella contemporanea.

Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia, fratello di Masaccio, presente anche al Museo di Fucecchio, ci ricorda quanto sia differente la sua poetica da quella dell’Umanesimo a lui contemporaneo, legandosi a quella tradizione di decorativismo artigianale dei cassoni nuziali, preziosi oggetti d’arredo dell’epoca.

Importante il nucleo di opere cinque - seicentesche. Primo degli artisti da citare è sicuramente, per diritto di cittadinanza, Ludovico Cardi detto Il Cigoli, di cui resterà sicuramente impressa la Maddalena in meditazione, donna di malinconica lascività.

Come non ricordare poi Jacopo da Empoli, recentemente celebrato nella sua città da una mostra veramente di alto interesse. Alto rappresentante della Controriforma e ricordato per il suo stretto legame con l’inquieta poetica del Pontormo, castrata però di tutte le stravaganze di quest’ultimo.

Spiccano poi artisti contemporanei come Dilvo Lotti e Pietro Parigi, che hanno reso indimenticabile San Miniato. In particolare in un affresco del maestro Lotti è raffigurata un pezzo di storia di questo paese, volti e fisionomie che rinascono dal passato, immortalati dalla sua arte e dove qualcuno potrà sicuramente riconoscersi o ricordare ancora oggi.

Infine ritratti di prelati con lo stemma Buonaparte, perché San Miniato è stata culla di antenati veri o presunti di Napoleone, celebrati un anno fa in un’importante mostra organizzata all’interno Sistema Museale della città e di Palazzo Grifoni.

Notevoli oltre alle opere conservate anche gli affreschi di Giovan Domenico Ferretti e lo splendido pergolato sul retro del palazzo.

Vi sarebbero ancora notevoli capolavori, ma cogliere l’occasione di visitare questi ambienti è come celebrare la grandezza che ci ha preceduti e andare verso il futuro con la consapevolezza che possiamo anche noi lasciare un segno.

 


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