ERTO ZAMPOLI

26/lug/2009 23.24.04 STUDIO Archeo900 Contatta l'autore

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ERTO ZAMPOLI

"caos ordinato"

visioni grafiche dell'artista di Ro Ferrarese

mostra diffusa agosto / settembre 2009

CURATA dal CENTRO STUDI TERRITORIO-AMBIENTE “R.BACCHELLI”

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI RO FERRARESE


Ro Ferrarese (Ferrara)
centro civico, centro sociale e galleria di Ro di Giovanni Dalle Molle
La Fornace (Ruina), Arci (Ruina), Brucamina (Ruina), CasadiRo (Ro)
Il Cavallino (Ro), Da Lazzaro e Dosolina (Ro), Pizzeria da Cristian (Ro)
Bacaro (Ro), Se Dici Bar (Ro), Visentini Srl (Ro)
Bar Gelateria Andrea Benini (Ro), Ca’ Nova (Ro), Farmacia Dott. Sgarbi (Ro)
Visentini (Zocca), Brian Bar (Zocca), Arci Sole Luna (Zocca)
El Trabucolo (Guarda), Arci (Guarda), Osteria Cattarusco (Alberone)
Il Forno (Alberone), Bar tabacchi (Alberone), Coop Arci (Alberone), Ferramenta (Alberone)


collezione Alberto Squarcia
www.archeo900.com


ERTO ZAMPOLI

DAL COSTRUTTIVISMO RUSSO AL SIGNOR BONAVENTURA

 

 

Quasi avesse seguito  l’antica raccomandazione della filosofia greca: “Vivi nascosto ! “ la vita di Erto Zampoli si dipana in un silenzio esistenziale dove, apparentemente, nulla concorre a interrompere un isolamento perseguito e una astensione sociale continuativa.

Diventa davvero incomprensibile, quindi, trovarsi di fronte alla sua opera grafica - questi pastelli eseguiti sul risvolto cartonato delle confezioni che gli forniva la merciaia – così incredibilmente ricchi di forza evocativa e di contaminazione artistica, dagli intrecci cromatici e sintetici del Balla più autarchico e futurista alle più cristallizzate e ferrose composizioni che ricordano il Marx Ernst più totemico, dalle antropomorfie tra Franz Marc e il più allusivo surrealismo alle spigolosità evanescenti di Lyonel Feininger.

Se il sonno della ragione generava mostri, una vita trascorsa senza diretti coinvolgimenti immagina alludendo e il gioco autistico della creazione, perdendo la potenza demiurgica del concorso creativo, elabora i propri “oggetti d’affezione” senza nessuna necessità mimetica: lo “zoo di vetro” diventa teatrino del mondo il cui regista, con metodica inquietudine, dirige trame senza storia, categorie formali ossessive dove la tensione espressionista si lascia addomesticare da un sapiente garbo compositivo.
Interni, animali fantastici e composizioni floreali: tre categorie che dominano nell’attività grafica di Erto Zampoli, perseguita ininterrottamente per tutta la vita.

Senza prospettiva, in scansioni bipiane claustrofobiche i suoi interni e le sue architetture, “costruttivate” da un geometrico caos ordinato, riflettono caleidoscopici frammenti di visioni mai unitarie, frantumi di realtà indipendenti ognuna delle quali antagonista all’omogeneità globale, continuamente ferita e recisa dai toni e dalle forme.

Degno di una visionaria e allucinata fantasticheria il suo “bestiario” si manifesta in una sequenza catalogata, in polimorfiche entità che hanno il terrificante e archetipico fascino dell’ignoto a cui da sempre dobbiamo attribiure una identità riconoscibile. Infine, i suoi “fiori cristalizzati” raccolti da un metallico giardino delle delizie, generati da una alchimia seduttiva e corruttrice, “bouquets del supplizio”.

 

Renzo Orsini

 

 PER VISIONARE LA BROCHURE REALIZZATA DAL COMUNE DI RO  PER L'EVENTO APRIRE IL LINK SOTTOSTANTE :
http://www.comune.ro.fe.it/files/Piegh%20Zampoli.pdf

 

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Questa sera a Ro c'è «un incontro con l'arte»

 RO FERRARESE. Con l’ultimo “incontro con l’arte” il Comune di Ro, in collaborazione col centro studi territorio e ambiente “R. Bacchelli”, intende rendere omaggio al futurismo, movimento di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, attraverso la scoperta e divulgazione di un suo artista rimasto sempre nell’ombra: Erto Zampoli.  L’evento si svolge oggi alle ore 21 presso il ristorante “Il Cavallino”, sulla provinciale Ro-Polesella recuperando il tema “a cena con l’arte” che ha legato i cinque incontri svoltisi da maggio ad oggi. La singolare produzione dell’artista roese, è presentata al ristorante dal collezionista d’arte Alberto Squarcia, che lo ha scoperto definendolo «un artista ritrovato». Il critico Renzo Orsini, invece, che seguirà la mostra diffusa sul territorio in agosto e settembre nei luoghi pubblici roesi (centro civico, centro sociale e casa di Ro di G. Dalle Molle) ne sottolinea «il caos ordinato in caleidoscopici frammenti di visioni e frantumi di realtà indipendenti».  In breve si tratta di un artista che incarna perfettamente l’antinomia “rêve- réalité” del futurismo marinettiano di prima maniera o il surrealismo onirico di Max Ernst; ma quello che sorprende è che Zampoli ha vissuto una vita schiva, lontano dagli ambienti artistici, da uomo semplice, racchiuso nella sua profonda e creativa interiorità che non voleva condividere con nessuno. I fiori, gli animali e gli interni della casa gli ispiravano quelle forme ordinate ma composite che caratterizzano tutta la sua produzione. Non a caso erano gli stessi elementi ispiratori dell’“art nouveau”, quella che in Italia era definita liberty o arte floreale. Doveva averla ammirata negli anni della sua formazione, crescendogli dentro fino a scomporla e ricomporla all’infinito. E’ per questo che merita un riconoscimento sia dai suoi compaesani che da tutti gli appassionati d’arte.

Fiorella Dall’Olio



 

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