Cesare Berlingeri "Piegare il colore"

14/set/2009 18.24.49 Deniarte Contatta l'autore

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                                                                                                                COMUNICATO STAMPA
 
Cesare Berlingeri : “Piegare il colore” museo civico di Marino (dal 3 /10 al 30/10), in collaborazione con : Deniarte Gallerie De Nisi
 
Marino rinnova l’appuntamento con la grande arte contemporanea.
 
E’ da poco calato il sipario sulla bella mostra di Mark Kostabi (27 giugno – 21 luglio) e già, presso il Museo Civico di Marino (ex convento di S. Lucia) si appronta una nuova grande esposizione di valenza internazionale.
 Testimonianza di come questa nuova amministrazione comunale stia tenendo fede ai dichiarati intenti di una particolare e speciale attenzione per l’arte contemporanea, ecco che tornano di scena, alle porte di casa nostra, le tele di Berlingeri.
In poco più di un anno il Maestro inventore della tela piegata, ha compiuto il giro del globo.
Dalle fortunate rassegne in Cina ( Italian shape BERLINGERI, ANNIART A-16 798 Factory, Pechino) alle celebrate personali nei più importanti musei d’arte moderna e contemporanea in Brasile (Museu de Arte Moderna da Bahia, a cura di A. Coelho e C. Fioravante. Museu de Arte Moderna Rio de Janeiro a cura di A. Coelho e C. Fioravante.) , Cesare Berlingeri ha riscosso un universale successo, non ultime le partecipazioni all’XI Biennale del Cairo (dic. 2008), e la bella mostra a Porto Cervo per Vecchiato Art Galleries, (dal 20/06 al10/09).
La mostra, “ Piegare il colore” organizzata in collaborazione con la Deniarte, sarà allestita all’interno dell’ ex convento di S. Lucia ora sede del Museo Civico di Marino (dal 3/10 al 23/10).
Un contesto davvero speciale se si pensa che l’edificio risale addirittura al XII secolo e l’occasione nella quale questa mostra viene proposta è di quelle indimenticabili. Il Maestro, riprendendo un’immagine dell’uva in chiave seicentesca, quasi a rappresentare una incisione sulle sue tele, ne ha celebrato la grandezza realizzando una bella opera, simbolo e manifesto della celeberrima Sagra dell’ uva di Marino.
Se c’è un tempio dove il vino perde la sua aurea sacrale fatta di alta enologia, di stelline michelin , e scende per la strada in una dimensione umana e quotidiana, beh, questo tempio e’ proprio Marino. La perla dei Castelli Romani. Patria ispiratrice di mille stornelli, parte inalienabile della cultura italica.
E se al vino si ispirarono finanche i primi poeti a noi noti in assoluto i Lirici : Archiloco, Pindaro, Saffo passando poi in un filo ininterrotto per , Giovenale, Boccaccio, Baudlaire , Belli, solo per citarne alcuni, il vino è cosa seria!
E lo è ben più di quanto si pensi, se è parte in causa del dogma della transustanziazione, ovvero la trasformazione del vino in sangue di Cristo nel rito della Comunione, vero nucleo attorno al quale è celebrata la messa.
Poco da scherzare quindi... o forse no?
Ma vuoi per la semplice bellezza, vuoi per il grande carico di speculazione estetica e filosofica, ogni esposizione dedicata al Maestro diventa un’irripetibile testimonianza artistica.
Le sue opere appaiono radicalmente diverse da una pittura tradizionale. Nelle sue opere infatti è la materia stessa nella sua totalità che si trasforma : “ Sicuramente il mio lavoro sfiora la scultura,” ci dice, “ è al limite tra pittura e scultura, però è proprio questo limite che mi interessa molto perché rompe l’idea tradizionale: quadro-finestra."
 "Molti critici hanno associato il mio lavoro a quello degli artisti concettuali ma , secondo me, i processi tecnici e creativi sono molto diversi.. Io lavoro con cose materiali, quello che precede il mio lavoro non è un’idea. Esso inizia sempre con la manipolazione e la combinazione della materia. Non penso di avere a che fare con le idee ma con i desideri. La fatica arriva allo sfinimento fisico ma è proprio in questo stato che raggiungo la dimensione del sogno. L’arte diffida dei discorsi, il mondo delle parole è un mondo dubbio.”
 
 
 


 
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