CS Mostra Pat Edwards “Forgotten Divas - Il Ritorno delle Stelle” - Milano

Edizioni Anfiteatro Arte I Quaderni di Milano numero 2 www.anfiteatroarte.com info@anfiteatroarte.com Anfiteatro Arte presenta Pat Edwards "Forgotten Divas - Il Ritorno delle Stelle" un progetto in cui l'artista Pat Edwards indaga gli elementi centrali della sua poetica: identità, memoria e percezione.

12/ott/2009 11.06.10 Ufficio Stampa Arte & Cultura Contatta l'autore

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Comunicato stampa, con cortese preghiera di pubblicazione.

Mostra di Pat Edwards
“Forgotten Divas - Il Ritorno delle Stelle” Galleria Anfiteatro Arte – Milano


In allegato comunicato in Word e immagini.jpg

Artista: Pat Edwards
Titolo Mostra: Pat Edwards “Forgotten Divas - Il Ritorno delle Stelle”
A cura di: Mattia Munari
Luogo: Galleria Anfiteatro Arte – Milano, Via Savona 26
Tel. +39 0286458549, Fax +39 0286458549
Orario: 10.30-13.00 - 16.30-18.30
Biglietti: ingresso libero
Vernissage: 19 novembre 2009 ore 18.30-21.30
Catalogo: in galleria. Edizioni Anfiteatro Arte I Quaderni di Milano numero 2
www.anfiteatroarte.com
info@anfiteatroarte.com







Anfiteatro Arte presenta Pat Edwards “Forgotten Divas - Il Ritorno delle Stelle” un progetto in cui l'artista Pat Edwards indaga gli elementi centrali della sua poetica: identità, memoria e percezione.
Il ciclo è ispirato alle Dive del cinema muto in un percorso in cui i volti e gli sguardi delle Stelle di un tempo rivivono nei bagliori luminescenti delle opere loro dedicate.
L'analisi sull'identità si concentra su personaggi che esprimono una ambiguità di fondo, volti sui quali si proiettavano fantasie e desideri, visi indimenticabili eppure dimenticati, specchi luminosi su cui si riflettevano sogni ed illusioni, ora avvolti dal velo del tempo. Le opere parlano un linguaggio sussurrato, ricco di evocazioni in cui si ritrovano incanto e disillusione, chimera e verità, aspirazioni e miraggi, ambizione e nostalgia.

“Nel ciclo Forgotten Divas ho voluto mettere in rilievo diversi aspetti legati alla nostra società, al nostro tempo e alla nostra cultura. Le grandi dive del cinema muto sono state i primi prodotti di consumo viventi della nostra epoca. Sono state tratte dall’anonimato per essere consacrate sui grandi schermi agli inizi del XX secolo; sono state protagoniste indiscusse dei rotocalchi e hanno illuminato il jet set internazionale. Hanno imposto canoni di bellezza, di eleganza, di moda e sono state ricchissime e ricercatissime. La loro fama era ineguagliabile e ognuna di loro sembrava essere indimenticabile. Invece lo show business scoprì la necessità di creare delle nuove stelle da proiettare nel firmamento di celluloide, e rapidamente i nuovi astri andavano a sostituire i precedenti.
Così le stars, poco prima osannate, si ritrovavano loro malgrado a precipitare dalle luci della ribalta alle ombre del dimenticatoio e dell’anonimato, scomparendo rapidamente dalla memoria collettiva”. (Pat Edwards)

L'ambiguità del successo si accompagna all'evanescenza dei colori che emergono dal velo del tempo con lampi splendenti: l'immagine si accende, le dive irraggiungibili sono presenze soavi ed eteree che raccontano storie, celano sentimenti, suggeriscono sogni, scatenano desideri con la seduttività di uno sguardo.
Sono opere diverse in ogni momento: a seconda della luce e della prospettiva le Dive si disvelano nei colori o tornano ad essere avvolte nella patina nostalgica di un'epoca.
Sono presenze deliberatamente lasciate senza nome, avvolte in un'aura di charme intrigante e misteriosa. Stelle ma anche polvere di stelle, precipitato di sogni.
Lottano per tornare a splendere, per una visibilità che solo chi guarda può conferire loro. Così l'immagine si accende o si spegne a seconda della posizione dello spettatore che stabilisce una personale relazione con l'opera; un rapporto attivo, che si arricchisce di una intensa componente emozionale.
“Con il mio intervento intendo ridonare una nuova luce a queste identità note ed oscure al contempo. Servendomi metaforicamente del loro rise and fall conduco le loro immagini dal bianco e nero al colore e dal colore nuovamente al bianco e nero. Accendo per alcuni istanti dei volti che hanno vissuto di toni seppiati, come a fare riemergere dalla memoria un ricordo sopito, un lampo repentino che prende vita e per poi scomparire”. (Pat Edwards)
Alla tematica concettuale fa da contrafforte una spiccata tendenza alla ricerca e alla sperimentazione tecnica. L'invenzione cromatica traduce visivamente l'effimero artificio della fama e della notorietà, risvegliando memoria e riflessione. L'opera con il suo movimento e i suoi giochi di luce suggerisce una dimensione spaziale e temporale che implica una dimensione interiore.
Lo spostamento del punto di vista dello spettatore dà vita a riflessi e colori, spazi di luce che si modificano costantemente. Gli effetti luminosi e visivi trasmettono all'osservatore un senso di reviviscenza, una memoria risvegliata.
“Forgotten Divas - Il Ritorno delle Stelle” traccia un percorso in cui mondo interiore, percezione e coscienza si intrecciano con la cultura e i miti collettivi, dando vita ad opere che creano un immaginario che trascende vita e finzione, realtà e sogno.
Uno studio sulla percezione estetica ed emozionale che si traduce in ritratti delicati, raffinati ed intimisti, carichi di intensità emotiva. Una storia di volti dimenticati e di nuovi incontri.

Pat Edwards (1973) vive e lavora tra l'Italia e gli Stati Uniti
“Forgotten Divas - Il Ritorno delle Stelle” è la sua prima mostra personale alla galleria Anfiteatro Arte di Milano.

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