Vienna. Città della provocazione.

27/nov/2009 18.24.43 anti: galleria d'arte contemporanea Contatta l'autore

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VIENNA. CITTÁ DELLA PROVOCAZIONE.
9 novembre – 10 dicembre 2009
 
 
 
 
 
La galleria anti di Mestre scuote la calma città veneziana presentando l’esposizione “Vienna. Città della provocazione” che raccoglie alcuni lavori degli artisti appartenenti all’ Azionismo viennese (Wiener Aktionismus): Günter Brus, Hermann Nitsch, Arnulf Rainer e Rudolf Schwarzkogler.
 
L’Azionismo viennese si sviluppò in Austria negli anni sessanta del novecento e si caratterizzò per il coinvolgimento diretto del corpo (umano e animale) in pratiche performative chiamate “azioni” particolarmente trasgressive, provocatorie e dal carattere fortemente rituale.
Gli artisti appartenenti a questo movimento ebbero nei confronti della società viennese contemporanea un atteggiamento dissacrante che espressero con opere che, per i loro riferimenti all’erotismo, al sadomasochismo, all’autolesionismo ed ai simboli religiosi, provocarono al tempo forti reazioni di dissenso. 
 
 
 
Presenti in mostra alcune fotografie tratte dall’“Azione n. 9” (1965) di Hermann Nitsch che mostrano lo squartamento di un agnello in uno dei rituali dell’Orgien Mysterien Theater. Fondato dall’artista nel 1957, il “teatro dell’orgia e del mistero” viene concepito come una forma d’opera d’arte totale dove grazie alla messa in scena di azioni simili a riti sacrificali, vengono coinvolti i cinque sensi del pubblico in quello che voleva essere un rituale di espiazione collettiva. Relitti di una di queste azioni sono i “Relikt” come la pianeta esposta macchiata di sangue.
 
 
 
Le fotografie che ritraggono Rudolf Schwarzkogler mostrano l’artista completamente bendato con garze bianche e legato con fili elettrici come in quelle tratte dall’”Azione n. 3” (1965). Queste immagini rappresentano anche l’unica testimonianza delle sue azioni in quanto venivano compiute in privato davanti all’obiettivo di un fotografo.
 
 
 
In uno dei due manifesti intitolati “Vienna Action” (1964) viene mostrata la sola testa di Günter Brus completamente dipinta di bianco tanto da confondersi con lo sfondo retrostante. Questa è inoltre fotografata di profilo e mostra la presenza a livello della tempia di una serie di protuberanze di materiale che sembrano fuoriuscire da una ferita aperta.
 
 
 
Di Arnulf Rainer sono esposte alcune “Sovrapitture”, in quella del 1957 fitte pennellate nere ricoprono quasi interamente la superficie del quadro.
 
 
 
Presente anche uno dei suoi dipinti su fotografia in cui agisce con tratti rossi, neri e bianchi sull’ ingrandimento di un particolare di un’incisione di Goya.
 
 
L’esposizione presenta quindi una panoramica delle tematiche più interessanti che caratterizzarono il movimento e che tanto produssero scalpore in una mostra che rende la stessa città che la ospita: “città della provocazione”. 
 
 
 
 
 
 
 
Hermann Nitsch (Vienna 1938)è l’ideatore e fondatore dell’Aktionismus, nel 1957 concepisce l’ Orgien Mysterien Theater, teatro dell’orgia e del mistero. I suoi lavori si caratterizzano per l’importanza data al sangue ed al suo colore simbolo di sacrificio, passione, estasi. Nelle sue performance spesso vengono sacrificati e squartati degli animali: capri espiatori in un rito di espiazione collettiva. 
 
Arnulf Rainer (Baden nei pressi di Vienna 1929) interviene con la pittura su fotografie: inizialmente il soggetto è il corpo umano, suo oppure quello di cadaveri, poi userà fotografie di opere di Van Gogh, Leonardo Da Vinci e Goya. I suoi lavori si caratterizzano per i violenti tratti gestuali che in alcuni casi ricoprono completamente la superficie pittorica.
 
Rudolf Schwarzkogler (Vienna 1940- Vienna 1969) è considerato l’artista più controverso del gruppo. Pone il proprio corpo al centro della sua opera performativa usandolo come una materia che tortura, mutila, lega e benda. Muore suicida.
 
Günter Brus (Ardning nello Steiermark 1938) si è dedicato principalmente alla performance e all’azione sul proprio corpo che anche per lui diventa il territorio su cui agire con ferite, mutilazioni e torture. L’importanza data ai fluidi corporei lo ha spinto ad usare anche escrementi umani.
 
 
 
VIENNA. CITTÁ DELLA PROVOCAZIONE.
9 novembre – 10 dicembre 2009
ANTI: Galleria d’Arte Contemporanea
Via Mestrina 58, Mestre (Venezia)
lunedì 15,30 – 19,30
da martedì a sabato 10,00 – 12,30 / 15,30 – 19,30
 
 
www.antigallery.it
 
 
 
 
 
 
info@antigallery.it
 
 
 
tel. 3666875619tel. 366687561
 
VIENNA. CITTÁ DELLA PROVOCAZIONE.
9 novembre – 10 dicembre 2009
 
 
 
 
 

 

VIENNA. CITTÁ DELLA PROVOCAZIONE.

9 novembre – 10 dicembre 2009

 

 

La galleria anti di Mestre scuote la calma città veneziana presentando l’esposizione “Vienna. Città della provocazione” che raccoglie alcuni lavori degli artisti appartenenti all’ Azionismo viennese (Wiener Aktionismus): Günter Brus, Hermann Nitsch, Arnulf Rainer e Rudolf Schwarzkogler.

 

L’Azionismo viennese si sviluppò in Austria negli anni sessanta del novecento e si caratterizzò per il coinvolgimento diretto del corpo (umano e animale) in pratiche performative chiamate “azioni” particolarmente trasgressive, provocatorie e dal carattere fortemente rituale.

Gli artisti appartenenti a questo movimento ebbero nei confronti della società viennese contemporanea un atteggiamento dissacrante che espressero con opere che, per i loro riferimenti all’erotismo, al sadomasochismo, all’autolesionismo ed ai simboli religiosi, provocarono al tempo forti reazioni di dissenso. 

 

Presenti in mostra alcune fotografie tratte dall’Azione n. 9(1965) di Hermann Nitsch che mostrano lo squartamento di un agnello in uno dei rituali dell’Orgien Mysterien Theater. Fondato dall’artista nel 1957, il “teatro dell’orgia e del mistero” viene concepito come una forma d’opera d’arte totale dove grazie alla messa in scena di azioni simili a riti sacrificali, vengono coinvolti i cinque sensi del pubblico in quello che voleva essere un rituale di espiazione collettiva. Relitti di una di queste azioni sono i “Relikt” come la pianeta esposta macchiata di sangue.

Le fotografie che ritraggono Rudolf Schwarzkogler mostrano l’artista completamente bendato con garze bianche e legato con fili elettrici come in quelle tratte dall’”Azione n. 3” (1965). Queste immagini rappresentano anche l’unica testimonianza delle sue azioni in quanto venivano compiute in privato davanti all’obiettivo di un fotografo.

In uno dei due manifesti intitolati “Vienna Action” (1964) viene mostrata la sola testa di Günter Brus completamente dipinta di bianco tanto da confondersi con lo sfondo retrostante. Questa è inoltre fotografata di profilo e  mostra la presenza a livello della tempia di una serie di protuberanze di materiale che sembrano fuoriuscire da una ferita aperta.

Di Arnulf Rainer sono esposte alcune “Sovrapitture”, in quella del 1957 fitte pennellate nere ricoprono quasi interamente la superficie del quadro.

Presente anche uno dei suoi dipinti su fotografia in cui agisce con tratti rossi, neri e bianchi sull’ ingrandimento di un particolare di un’incisione di Goya.

 

L’esposizione presenta quindi una panoramica delle tematiche più interessanti che caratterizzarono il movimento e che tanto produssero scalpore in una mostra che rende la stessa città che la ospita: “città della provocazione”. 

 

 

 

 

Hermann Nitsch (Vienna 1938)è l’ideatore e fondatore dell’Aktionismus, nel 1957 concepisce l’ Orgien Mysterien Theater, teatro dell’orgia e del mistero. I suoi lavori si caratterizzano per l’importanza data al sangue ed al suo colore simbolo di sacrificio, passione, estasi. Nelle sue performance spesso vengono sacrificati e squartati degli animali: capri espiatori in un rito di espiazione collettiva. 

Arnulf Rainer (Baden nei pressi di Vienna 1929) interviene con la pittura su fotografie: inizialmente il soggetto è il corpo umano, suo oppure quello di cadaveri, poi userà fotografie di opere di Van Gogh, Leonardo Da Vinci e Goya. I suoi lavori si caratterizzano per i violenti tratti gestuali che in alcuni casi ricoprono completamente la superficie pittorica.

Rudolf Schwarzkogler (Vienna 1940- Vienna 1969) è considerato l’artista più controverso del gruppo. Pone il proprio corpo al centro della sua opera performativa usandolo come una materia che tortura, mutila, lega e benda. Muore suicida.

Günter Brus (Ardning nello Steiermark 1938) si è dedicato principalmente alla performance e all’azione sul proprio corpo che anche per lui diventa il territorio su cui agire con ferite, mutilazioni e torture. L’importanza data ai fluidi corporei lo ha spinto ad usare anche escrementi umani.

 

 

VIENNA. CITTÁ DELLA PROVOCAZIONE.

9 novembre – 10 dicembre 2009

ANTI: Galleria d’Arte Contemporanea

Via Mestrina 58, Mestre (Venezia)

lunedì 15,30 – 19,30

da martedì a sabato 10,00 – 12,30 / 15,30 – 19,30

www.antigallery.it

info@antigallery.it

tel. 3666875619tel. 366687561

VIENNA. CITTÁ DELLA PROVOCAZIONE.

9 novembre – 10 dicembre 2009

 

 

La galleria anti di Mestre scuote la calma città veneziana presentando l’esposizione “Vienna. Città della provocazione” che raccoglie alcuni lavori degli artisti appartenenti all’ Azionismo viennese (Wiener Aktionismus): Günter Brus, Hermann Nitsch, Arnulf Rainer e Rudolf Schwarzkogler.

 

L’Azionismo viennese si sviluppò in Austria negli anni sessanta del novecento e si caratterizzò per il coinvolgimento diretto del corpo (umano e animale) in pratiche performative chiamate “azioni” particolarmente trasgressive, provocatorie e dal carattere fortemente rituale.

Gli artisti appartenenti a questo movimento ebbero nei confronti della società viennese contemporanea un atteggiamento dissacrante che espressero con opere che, per i loro riferimenti all’erotismo, al sadomasochismo, all’autolesionismo ed ai simboli religiosi, provocarono al tempo forti reazioni di dissenso. 

 

Presenti in mostra alcune fotografie tratte dall’Azione n. 9(1965) di Hermann Nitsch che mostrano lo squartamento di un agnello in uno dei rituali dell’Orgien Mysterien Theater. Fondato dall’artista nel 1957, il “teatro dell’orgia e del mistero” viene concepito come una forma d’opera d’arte totale dove grazie alla messa in scena di azioni simili a riti sacrificali, vengono coinvolti i cinque sensi del pubblico in quello che voleva essere un rituale di espiazione collettiva. Relitti di una di queste azioni sono i “Relikt” come la pianeta esposta macchiata di sangue.

Le fotografie che ritraggono Rudolf Schwarzkogler mostrano l’artista completamente bendato con garze bianche e legato con fili elettrici come in quelle tratte dall’”Azione n. 3” (1965). Queste immagini rappresentano anche l’unica testimonianza delle sue azioni in quanto venivano compiute in privato davanti all’obiettivo di un fotografo.

In uno dei due manifesti intitolati “Vienna Action” (1964) viene mostrata la sola testa di Günter Brus completamente dipinta di bianco tanto da confondersi con lo sfondo retrostante. Questa è inoltre fotografata di profilo e  mostra la presenza a livello della tempia di una serie di protuberanze di materiale che sembrano fuoriuscire da una ferita aperta.

Di Arnulf Rainer sono esposte alcune “Sovrapitture”, in quella del 1957 fitte pennellate nere ricoprono quasi interamente la superficie del quadro.

Presente anche uno dei suoi dipinti su fotografia in cui agisce con tratti rossi, neri e bianchi sull’ ingrandimento di un particolare di un’incisione di Goya.

 

L’esposizione presenta quindi una panoramica delle tematiche più interessanti che caratterizzarono il movimento e che tanto produssero scalpore in una mostra che rende la stessa città che la ospita: “città della provocazione”. 

 

 

 

 

Hermann Nitsch (Vienna 1938)è l’ideatore e fondatore dell’Aktionismus, nel 1957 concepisce l’ Orgien Mysterien Theater, teatro dell’orgia e del mistero. I suoi lavori si caratterizzano per l’importanza data al sangue ed al suo colore simbolo di sacrificio, passione, estasi. Nelle sue performance spesso vengono sacrificati e squartati degli animali: capri espiatori in un rito di espiazione collettiva. 

Arnulf Rainer (Baden nei pressi di Vienna 1929) interviene con la pittura su fotografie: inizialmente il soggetto è il corpo umano, suo oppure quello di cadaveri, poi userà fotografie di opere di Van Gogh, Leonardo Da Vinci e Goya. I suoi lavori si caratterizzano per i violenti tratti gestuali che in alcuni casi ricoprono completamente la superficie pittorica.

Rudolf Schwarzkogler (Vienna 1940- Vienna 1969) è considerato l’artista più controverso del gruppo. Pone il proprio corpo al centro della sua opera performativa usandolo come una materia che tortura, mutila, lega e benda. Muore suicida.

Günter Brus (Ardning nello Steiermark 1938) si è dedicato principalmente alla performance e all’azione sul proprio corpo che anche per lui diventa il territorio su cui agire con ferite, mutilazioni e torture. L’importanza data ai fluidi corporei lo ha spinto ad usare anche escrementi umani.

 

 

VIENNA. CITTÁ DELLA PROVOCAZIONE.

9 novembre – 10 dicembre 2009

ANTI: Galleria d’Arte Contemporanea

Via Mestrina 58, Mestre (Venezia)

lunedì 15,30 – 19,30

da martedì a sabato 10,00 – 12,30 / 15,30 – 19,30

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tel. 3666875619tel. 366687561

VIENNA. CITTÁ DELLA PROVOCAZIONE.

9 novembre – 10 dicembre 2009

 

 

La galleria anti di Mestre scuote la calma città veneziana presentando l’esposizione “Vienna. Città della provocazione” che raccoglie alcuni lavori degli artisti appartenenti all’ Azionismo viennese (Wiener Aktionismus): Günter Brus, Hermann Nitsch, Arnulf Rainer e Rudolf Schwarzkogler.

 

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