Domenica In...Corto, ultima serata

17/apr/2010 11.16.24 Victoriano Papa Contatta l'autore

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Domenica 18.4.2010 alle 20:00 ultimo appuntamento con “DOMENICA IN…CORTO”, ciclo di 4 eventi dedicati al sodalizio tra arti visive e corti d’autore, voluti dall’associazione culturale “pARTEnope Studio”, nell’omonimo spazio polifunzionale (via del Parco Margherita n. 36/b – Napoli. Info: 081/419777, info@partenopestudio.it, www.partenopestudio.it). Ingresso con tessera.

 

Dopo il buon riscontro dei 3 precedenti happening, torna “DOMENICA IN…CORTO”, kermesse a cura di STEFANIA ANDRIA, tesa a coniugare il Live Painting di MARCELLA FUSCO, KATIA PUZONE e STEFANIA CICCARELLA con la videoproiezione di 3 cortometraggi di GIOVANNI MEOLA (nelle prime 3 date) e 2 di LUCIANO DE FRAIA, nell’incontro di domenica 18.

Le serate, all’insegna dell’ospitalità e della sinergia culturale tra varie forme d’arte e differenti mezzi di comunicazione, partono con un aperitivo di benvenuto, seguito, prima, dalle dimostrazioni pratiche di pittura dal vivo, nelle diverse tecniche, forme e realizzazioni, e poi dalla videoproiezione dei 2 corti di DE FRAIA, che sarà presente. Così, il “pARTEnope Studio”, attivo già da 2 anni nella didattica, con corsi di pittura, restauro, antiquariato, arredamento d’interni e decorazione, si apre al più largo pubblico anche nelle ore serali e nel weekend.

Dopo i corti di Meola, di taglio ‘socio-antropologico’ e quanto mai attuali, domenica prossima sarà la volta di “I LOVE IN YOU” e “STABAT” di LUCIANO DE FRAIA, regista, autore e produttore napoletano, da tempo impegnato nella realizzazione di creazioni dal tenore documentaristico non solo nella forma del corto, ma anche di veri e propri lungometraggi come “Napoli: La Storia”, film-documentario del 2008, prodotto da Pixel06, una sorta di vero e proprio mistery, attraverso cui la storia della città si svela, secolo dopo secolo, di aneddoto in aneddoto, curiosità, costumi, tradizioni e usanze, dalle origini quasi sino ai giorni nostri, davanti agli occhi dello spettatore. De Fraia è autore pure di un corto del 2006, “Crossing a painted Vesuvius”, che prova a comprendere l’arte, la musica, la creatività attraverso gli occhi degli stessi artisti, lascia la parola, nel modo più autentico e diretto, anche se sempre mediato, proprio a loro e alla commistione tra arte contemporanea e musica.

Ma domenica 18 sullo schermo saranno protagonisti prima “I LOVE IN YOU”, corto del 2006, prodotto da Pixel06, col montaggio di Michela Maiello, musiche di Christof Unterberger, vincitore del NAOUSSA INTERNATIONAL SHORT FILM AND VIDEO FESTIVAL 2007, e a seguire “STABAT”.

“I LOVE IN YOU” è uno short fantasy, un racconto fatto di scorci, in cui vivono l’avventura del viaggio, l’audacia delle grandi scoperte, cose lontane e irraggiungibili, l’ardimento, la tensione verso l’impossibile, ma mai la disperazione. Una poetica dell’immagine tesa a evocare l’amore. Un drago volando oltre i secoli sino a Napoli, vuole, cerca, ma alla fine cade dinanzi alle bugie, alla corruzione politica e alla criminalità. Allegoria eroica della purezza e di un idealismo costretti a soccombere di fronte alle brutture della realtà. È stato proiettato al Boston International Film Festival.

“STABAT”, invece, di cui De Fraia firma regia, sceneggiatura e montaggio, con musiche di Christof Unterberger, è del 2005. Ha concorso e vinto a Twin Cities Underground Film Festival 2006, Torino Film Festival, Lower East Side Film Festival (NY, USA), Newcastle Film Festival (nc, Australia), Sedona International Film Festival and Workshop (AZ, USA), Bradford International Film Festival (bd, UK), Tribeca Underground Film festival (NY, USA), Flatland Film Festival 2006 in concorso, Moondance International Film 2006 Festival (LA, USA), Columbine Award Film Score, Columbine Award Musical Video, Fargo Fantasy Film Festival, (AZ, USA) Best Film.

“STABAT” vuole essere la dimostrazione di quanto i segni lasciati al nostro passaggio abbiano riflessi nel tempo e nello spazio, oltre ogni immaginazione, a noi quindi l’onere etico che il proprio agire abbia significato all’interno di una logica di giustizia. Dedicato a una pacifista uccisa in Medio Oriente è proprio uno stabat, il momento in cui l’anima assurge al cielo. Partendo da questa metafora cristiana, due angeli scendono sulla Terra per giungere a un luogo simbolico: al Khazneh di Petra in Giordania, dove raccoglieranno la rosa (sinonimo di bellezza e purezza d’intenti) e si immoleranno, divenendo statue, affinché la loro opera sia compiuta, e mentre le anime immortali vagheranno in una città spazzata da venti e sabbia, sino a incontrare nella desolazione il sacrificio compiuto.

 

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