L'arte di comunicare: la poetica del digitale

Quando si parla di marketing, si pensa a qualcosa che non ha nulla a che vedere con le discipline artistiche e letterarie: si tende a pensare ad una disciplina fredda e lontana dal mondo della comunicazione, eppure l'arte come mezzo comunicativo spesso è fondamentale al marketing, almeno quanto, soprattutto nella contemporaneità, il marketing è indispensabile all'arte.

20/mag/2010 11.36.29 Serena Marra Contatta l'autore

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E’ nata “l'arte di comunicare”, la prima rubrica sulla comunicazione dell'arte di MarketingWebTv: dal mondo di Avatar, la prima intervista.

 

Quando si parla di marketing, si pensa a  qualcosa che non ha nulla a che vedere con le discipline artistiche e letterarie: si tende a pensare ad una disciplina fredda e lontana dal mondo della comunicazione, eppure l'arte come mezzo comunicativo  spesso è fondamentale al marketing, almeno quanto, soprattutto nella contemporaneità, il marketing è indispensabile all'arte.

 

“L'arte di comunicare” è la nuova rubrica di MarketingWebTv .

 

Dopo docenti universitari e giornalisti affermati la neonata web tv si dedica agli artisti, agli imprenditori  dell'arte e a tutti quelli che hanno fatto dell'arte e della comunicazione la passione della loro vita e spesso il loro lavoro.

Da art director a galleristi, da registi teatrali a grafici 3d: MarketingWebTv indaga l'arte.

Il primo intervistato della nuova rubrica è Maurizio Memoli: 35enne napoletano, modellatore 3d del cast di AVATAR

 

Maurizio Memoli, ha iniziato la sua carriera nel mondo delle arti visive come grafico pubblicitario e quasi per caso si addentrato nel meraviglioso mondo del 3d:

 - <<all'inizio creavo prototipi 3d di scaffali>>, ci ha detto nel fuori onda dell'intervista per MarketingWebTv, ora sta girando un lungometraggio di fantascienza con i Manetti bros ed è reduce dal successo di AVATAR, il film di James Cameron per il quale  ha lavorato come modellatore.

Tutti volevano lavorare ad Avatar e lui ce l'ha fatta, il suo sogno americano (neozelandese ad essere precisi, come la Weta Digital, la società che ha curato gli effetti speciali del kolossal 3d) si è avverato.

Tuttavia, anche se l'estero ha dato forma ai suoi sogni, lui preferisce l'Italia: si vive meglio anche se gli italiani hanno la cultura del cinepattone e il “low budget” sembra essere imperativo per le case di produzione; è questo che pensa Maurizio che, nonostante tutto, trova l'aria del Bel Paese  ancora invidiabile e per molto ne ha sentito la mancanza.

Perchè, banale quanto vero, in Italia si respira cultura e tradizione ovunque: tradizione bellissima per certi aspetti che però a volte sembra ostacolare la modernizzazione di questo paese, dalla politica all'arte. L'Italia è un paese di nostalgici e conservatori e le innovazioni, sappiamo che tardano ad arrivare e a farsi accettare. L'ostilità per le innovazioni riguarda ogni campo, sebbene Avatar, complice il passaparola sul web, abbia avuto un grande successo di pubblico ma anche  di critica.

Non si può avere paura del 3d, un attore  digitale non sosituirà mai un attore in carne ed ossa, dice Memoli, il 3d  è come un particolare “makeup”; ogni avatar ha dietro una persona che lo segue in tutto e per tutto.

Per il grafico napoletano, il 3d è una rivoluzione ma anche una naturale evoluzione così come lo fu  il  passaggio dal bianco a nero al colore e c'è nulla da temere: la poesia del cinema è la poesia della fantasia umana e rimane più che intatta anche nel 3d.

 

Da lunedì 24 maggio è possibile vedere la  videointervista su:

 

www.marketingwebtv.it

 

 

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