Modica (RG) - "La città nascosta", al via il 29 luglio la VII edizione della rassegna cinematografica d'e ssai

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18/lug/2010 09.57.19 Inpress Contatta l'autore

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Modica (RG) - L’elegante cornice dell’atrio comunale (Palazzo S. Domenico - Piazza Principe di Napoli) ospiterà dal 29 luglio al 24 agosto 2010, alle ore 21,30, la settima edizione della rassegna cinematografica “La città nascosta”, organizzata dall’omonimo cineclub con il patrocinio del Comune di Modica e di Caffè Moak.

Anche quest’anno il cineclub “La città nascosta”, aderente alla Federazione italiana cineforum, propone un calendario di appuntamenti da non perdere per gli amanti del film d’essai, proiettati rigorosamente da pellicola 35 mm su schermo 16/9 per una visione ottimale.

Si parte giovedì 29 luglio con il film “Draquila - L'Italia che trema” di Sabina Guzzanti (Italia, 2010) che fa un’analisi impietosa della situazione in cui versa il nostro Paese, con la sistematica messa in discussione dei principi di legalità e democrazia.

Si prosegue giovedì 5 agosto, sempre alle ore 21,30, con il film “Departures” del regista giapponese Yôjirô Takita (Giappone, 2008) vincitore del premio Oscar nel 2009 come miglior film straniero. “Departures” narra la storia di un ex violoncellista che accetta un’offerta di lavoro "di aiuto alla partenza". Non si tratta di un'agenzia di viaggi, come pensa, ma di un’agenzia di pompe funebri. Un film intenso e delicato che affronta un tema difficile, la morte, con leggerezza e ironia, per parlare soprattutto di vita, di sogni e di riconciliazione con il proprio passato.

Giovedì 12 agosto sarà proiettato “Bright Star” di Jane Campion (Australia/ Francia/Gran Bretagna, 2009). La regista di “Lezioni di piano” racconta con eleganza e stile la storia d’amore tra il ventitreenne poeta John Keats e la bella Fanny Browne sullo sfondo dell’Inghilterra di primo Ottocento.

Giovedì 19 agosto sarà la volta di “Il tempo che ci rimane” di Elia Suleiman (Gran Bretagna/Belgio/Francia/Italia, 2009). Partendo dai diari del padre, membro della resistenza palestinese, e dalle lettere della madre ai parenti costretti a lasciare il paese, il regista racconta la storia della sua famiglia, dal 1948, anno della creazione dello stato d'Israele, ai nostri giorni: un film surreale e poetico sulla memoria e sulla coscienza di quei Palestinesi che hanno vissuto da stranieri nella loro patria.

Chiuderà la rassegna, martedì 24 agosto, “Il segreto dei suoi occhi” del regista argentino Juan José Campanella (Spagna/Argentina 2009), vincitore del premio Oscar 2010 come miglior film straniero.

Un caso giudiziario e una storia d'amore, tra noir e commedia, in cui protagonista è il tempo: quello impiegato per risolvere il caso di un omicidio di una giovane sposa, quello che ci vuole per rivivere da vecchi ciò che non si è riuscito a vivere da giovani.

 

 

 

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