SIEFF 2010 ECCO I VINCITORI

SIEFF 2010 ECCO I VINCITORI Si è chiusa la XV edizione del SIEFF, il Sardinia international Film Festival con la proclamazione dei vincitori delle 4 sezioni in concorso alla conclusione di un'intensa programmazione (50 film di 25 Paesi diversi per oltre cinquanta ore) durata una settimana.

12/ott/2010 09.24.12 Istituto Superiore Regionale Etnografico Contatta l'autore

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Si è chiusa la XV edizione del SIEFF, il Sardinia international Film Festival con la proclamazione dei vincitori delle 4 sezioni in concorso alla conclusione di un’intensa programmazione (50 film di 25 Paesi diversi per oltre cinquanta ore) durata una settimana. 

La Giuria ha attribuito il Premio “Grazia Deledda” per il miglior film a “The Third Violine” del tedesco Björn Reinhardt.

Queste le motivazioni: Per il ritratto di un isolato paese di montagna in Romania, risultato di un lungo rapporto personale basato sul rispetto reciproco e sull’affezione; tecnicamente compiuto da una troupe formata da una sola persona. L’assenza di commento voice over, e musica esterna, permette di raggiungere un’intensità di esperienza rara ai nostri giorni.

Ex aequo per il Premio per il film più innovativo: tra “O morro da Mangueira como è” di Carmen Opipari e Sylvie Timbert (Per l’innovazione metodologica ottenuta astraendo dalla mise en scene naturalistica in grado di liberare da un contesto connotato negativamente i bambini protagonisti, cosi’ da fare emergere l’espressività dei loro disegni, del linguaggio del corpo e della loro vitale autoriflessività) e “Chaiqian (Demolition)” di John Paul Sniadecki (Un’affermazione sull’osservazione etnografica, l’inquadratura e le qualità della fotografia digitale, che consentono di penetrare nell’universo di lavoratori immigrati cinesi in un contesto urbano in rapida trasformazione nella città di Chengdu. Lo stile, caratterizzato da un rigoroso sguardo fenomenologico, risulta in una dettagliata etnografia dei sensi).

Altro ex aequo nel Premio per il miglior film di autore sardo. In questa sezione il riconoscimento è stato attribuito a “Cancelli di fumo” di Francesco Bussalai (Per la libertà di intrecciare i generi cinematografici alfine di rendere viva la memoria storica collettiva; questo aspetto è raggiunto attraverso una condivisione autoriale tra regista, uno dei protagonisti principali e alcuni membri della comunità di ex lavoratori della fabbrica) e a “Arturo torna dal Brasile” di Marco Antonio Pani (Un ritratto ironicamente ricco di un dottore e cineasta dai molti talenti, il quale ha  attraversato oceani e culture senza perdere contatto con le proprie radici sarde).

Ancora un ex aequo nel Premio per il miglior film prodotto e ambientato in paesi del Mediterraneo, che va a “Vivre Ici” di Mohamed Zran e a “Arab Essarafa – Au Bas de l’Echelle”  di Tarek Ben Ghzaïel.

Ad indicare i migliori film della rassegna è stata la giuria internazionale di esperti composta da Frank Heidemann dell’Università di Monaco, Judith McDougall del Centre for Cross-Cultural Research Australian National University, Antonio Marazzi dell’Università di Padova e da Rossella Ragazzi dell’Università di Tromsoe in Norvegia.

Una Menzione speciale è stata inoltre assegnata al film “17 Augusta” di Alexander Gutman (Per le eccellenti qualità cinematografiche, che offrono uno sguardo radicale nella condizione di cattività di un ergastolano russo).

 

Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato l’Assessore Regionale alla Cultura e Pubblica Istruzione Maria Lucia Baire, il Presidente dell’ISRE Salvatore Liori, il Direttore dell’ISRE Paolo Piquereddu e il sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi.

Poco prima della proclamazione dei vincitori un numeroso pubblico arrivato da tutte le parti dell’isola ha assistito alla prima “sarda” di Tajabone, film del regista Salvatore Mereu, coprodotto dall’ISRE. Applauditissimi oltre all’autore i protagonisti della storia diventata una pellicola di successo e premiata al Festival del Cinema di Venezia i ragazzi delle  scuole medie di via Schiavazzi e di via Meilogu, di cui una folta rappresentanza accompagnata da insegnanti e genitori ha raggiunto Nuoro.

Nel film di Mereu i ragazzi intessono trame di vita vissuta, raccontano il loro sogni e i loro primi amori e non li sfiora l'ansia del successo ma intuiscono l'importanza del momento per la loro crescita. Sono i primi a meravigliarsi che la loro vita di studenti, figli di immigrati e di adolescenti italiani, le loro ansie, i loro sogni e i loro amori diventino protagonisti di una storia cinematografica. Nasce così Tajabone, non un termine sardo ma senegalese che indica il giorno di una festa musulmana all'interno del Ramadan: la data in cui gli angeli scendono in terra e si occupano di cose buone. <Grazie all’ISRE per il contributo e il sostegno fornito, senza il supporto dell’Istituto non avrei mai potuto realizzare e concludere i miei film>, ha detto Salvatore Mereu, <nei confronti dell’istituto ho una grande riconoscenza e si può dire che c’è stata in questi anni una condivisione di intenti e di vedute. I miei film, infatti, s’inquadravano bene nel focus e nell’attività dell’ISRE che presta attenzione al taglio documentaristico e etnoantopologico>.

 

Si è conclusa così con un successo di pubblico la XV Rassegna Internazionale di Cinema Etnografico presso l'Auditorium dell'Istituto Superiore Regionale Etnografico, manifestazione di spessore internazionale che si tiene a Nuoro ogni due anni e rappresenta una delle poche occasioni in Italia nelle quali sia possibile assistere alle più significative produzioni internazionali del cinema etnografico. Nell’appuntamento è stato possibile vedere anche i quattro film vincitori del concorso AViSa 2009 (Antropologia Visuale in Sardegna, concorso annuale indetto dall’ISRE, che premia i progetti di giovani autori sardi producendone la realizzazione). Pellicole capaci di emozionare, con il pubblico in piedi a tributare un lungo applauso agli autori presenti in sala: Gianni Tetti per “Un passo dietro l’altro”, Fabio Calzia per “Il Re dei poliziotti”, Carolina Melis per “Le fiamme di Nule ed infine Elena Morando, autrice de “L’evidente armonia delle cose”.

<Il festival si conferma anche questa volta un evento di grande spessore capace di coniugare la quantità dei tanti film, il crescente numero delle presenze degli spettatori, oltre tremila in cinque giorni, alla qualità delle pellicole provenienti da ben 25 paesi diversi>, ha detto il Presidente dell’ISRE Salvatore Liori, <La Regione con l’ISRE sa di avere e di valorizzare un patrimonio di conoscenze e professionalità importanti capaci di unire tradizione e contemporaneità rafforzando il senso di identità della nostra isola>.

 

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