STUDIO 254 SHOW: “BUONSENSO O FOLLIA?”. FRANCESCO PANNOFINO: “COME ATTORE SONO PIÙ FOLLE CHE COME DOPPIATORE, PERCHÉ UN DOPPIATORE PER FAR BENE IL PROPRIO LAVORO DEVE METTERSI A SERVIZIO DEL FILM”

26/nov/2010 11.33.03 STUDIO 254 Contatta l'autore

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In onda stasera venerdì 26 novembre alle ore 20.30 su Gold Tv Italia e domenica 28 novembre alle 17.45 su Gold sat (856 e 903 del pacchetto Sky)

STUDIO 254 SHOW: “BUONSENSO O FOLLIA?”. FRANCESCO PANNOFINO: “COME ATTORE SONO PIÙ FOLLE CHE COME DOPPIATORE, PERCHÉ UN DOPPIATORE PER FAR BENE IL PROPRIO LAVORO DEVE METTERSI A SERVIZIO DEL FILM”


 

Quale è il vero motore della vita? È la follia o il buonsenso a spronare le donne e gli uomini ad agire? Ed è proprio vero che solo se un po’ folli gli artisti possono considerarsi veramente tali?

Se ne parla nella nuova puntata di Studio 254 Show – trash o qualità? la trasmissione televisiva realizzata dagli studenti dell’accademia di Cesare Lanza, in onda tutti i venerdì alle ore 20.30 su Gold Tv Italia e la domenica alle 17.45 su Gold sat (856 e 903 del pacchetto Sky).

Buonsenso o follia saranno, dunque, i temi della discordia, che come sempre vedranno contrapposte le squadre di opinionisti presenti in studio.

Ospite d’onore della serata l’attore e doppiatore Francesco Pannofino, che in un’atmosfera surreale, doppiando live un allievo dell’accademia, ha ricreato una scena del celebre film Forrest Gump di Robert Zemeckis, nel quale era proprio la voce di Forrest, interpretato magistralmente da Tom Hanks.

Pannofino, noto al grande pubblico per la serie Boris - nella quale interpreta il regista Renè Ferretti – e lo spot di una celebre società telefonica, ha risposto con la consueta disponibilità e simpatia alle domande dei ragazzi ripetendo quanto sia importante la scuola del teatro per qualsiasi professione legata al mondo dello spettacolo.

Ma cosa ne pensa Pannofino di buonsenso o follia?

“La follia è necessaria, però sempre meglio che sia controllata! Come attore sono più folle che come doppiatore, perché il doppiatore per far bene il proprio lavoro deve mettersi a servizio del film. L’attore, invece, ha un margine d’azione più ampio”.

A chi gli ha chiesto se abbia mai desiderato identificarsi con gli attori che doppia, uno per tutti George Clooney, Pannofino ha dichiarato di essere felice di quello che è e di quello che fa. “Forse - ha sottolineato con ironia - mi piacerebbe avere il loro conto in banca…, ma in Italia il mercato cinematografico è assolutamente differente”.

Tante le curiosità, soprattutto sul mestiere di doppiatore. “Due sono le scuole di doppiaggio – ricorda Pannofino -, una che spinge i doppiatori a compiere le stesse azioni che fanno gli attori in scena, l’altra, più tradizionale, per la quale i doppiatori prestano ai personaggi solo la voce. Io appartengo alla seconda scuola”.

Come sta vivendo questo momento di particolare notorietà?

“La serie di Boris, ma soprattutto lo spot della Tim mi hanno dato una popolarità fortissima, mi fermano per strada per chiedermi qualsiasi cosa. Ma faccio questo mestiere perché lo amo molto, quindi per me l’affetto del pubblico, in tutte le sue manifestazioni, è fondamentale”.

 

26-11-10

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