IVANO DE CRISTOFARO UN NAPOLETANO ATTORE A LOS ANGELES

19/mar/2011 09.49.28 WBE NEWS Contatta l'autore

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Ivano De Cristofaro L'attore napoletano a Los Angeles per valutare la proposta sul film biografico dedicato all'italiano Ferruccio Lamborghini.
"Ho voglia di emozioni, dall'Italia agli USA questa esperienza va fatta" cosi come tutte le proposte da questo momento si intervalleranno tra un set e l'altro di Dreamland di cui sono già fatto prendere dalla continuazione per la quale ho completato la sceneggiatura del secondo e del terzo episodio.

Ivano De Cristofaro, un italiano a Hollywood
"Un sogno che diventa realtà è di poter lavorare con Arnold Schwarzenegger"

LOS ANGELES - Oggi Ivano De Cristofaro è decisamente di buon umore. Non risente
della stanchezza di lunghe giornate di lavoro in palestra "Diventerò
Lamborghini" che lo impegnerà a Los Angeles, il prossimo anno, Los Angeles
dove si è trasferito da alcuni mesi. Non ha nostalgia dell'Italia. "Sono
periodi che devi saper accettare, fanno parte anche questi della vita",
dice con molta serenità l'attore napoletano, sorseggiando un espresso in un bar
della Universal Studios: dove ha appena acquistato una montagna di libri sulla
vita del suo idolo Arnold Scharzenegger, e la nuova biografia di Walt Disney, e
proprio di quest’ultimo sentiremo parlare tantissimo in quanto Ivano e il
regista Sandro ravagnani hanno un progetto di grande prestigio che lo vedrà
protagonista di una fantastica storia dedicata ai ragazzi di tutto il mondo.
Ivano De Cristoforo è il primo attore italiano, ad esser stato "ingaggiato" da Hollywood a pieno titolo: dopo aver figurato come protagonista nel libro e documentario da lui scritto con Sandro Ravagnani "Cosa farò da grande" e aver interpretato il suo primo film di action Dreamland La terra dei sogni sempre con la regia di Sandro Ravagnani.
Cosa faro da grande "E' ancora oggi un piccolo documento, una prova
d'autore che abbiamo fatto con pochi soldi ma in cui davvero abbiamo creduto,"
dice Ivano De Cristofaro di "Cosa farò da grande". "

Per me è stato importante farlo, il messaggio principale, è stato quello di dare un
segnale sulla integrazione razziale, soprattutto in un momento così difficile
per il mondo intero, è importante che ci uniamo tutti in un abbraccio globale
di sincero rispetto reciproco, e ci aiutiamo a superarlo, e sono in attesa di
un copione per un grosso film d'azione, dove vorrei diventare un super eroe
altamente positivo che affronti questo tema.

Che rapporto ha con i colleghi americani ?
"Ci metterò un po' per ingranare con tutti loro, anche per via della
lingua. Ora sto vivendo l'esperienza in modo diverso, riesco finalmente a
capire i loro tempi di lavoro, spesso si esce insieme la sera. Sono tutti
estremamente professionali. Ed è un sogno lavorare con artisti internazionali come
Franco Columbu, e Arnold Scharzenegger da cui poter trarre dei preziosi consigli
e insegnamenti, agli Studios Universal ho passato ore e ore a parlare dei
nostri personaggi, come renderli più veri, comici e seri allo stesso tempo.

Essendo il suo personaggio italiano, non teme gli stereotipi internazionali?
"No, perché è un personaggio a tutto tondo Italiano, che non avrebbe
potuto essere di un altro paese. E’ proprio la sua italianità che lo identifica. E poi che c'è da temere nel fatto di recitare personaggi del proprio paese? Dicono sia limitante, ma alcuni limiti sono fatti per essere abbattuti. L'unica sfortuna per noi italiani è essere nati in Italia, uno dei più bei paesi del mondo. Allontanarsi significa andare a stare peggio. Ma al cuore e alle passioni non si comanda: si seguono e basta senza farsi troppe
domande".
Che differenza trova tra fare cinema, o TV, in Italia e a Hollywood?
"In America sono altamente professionali e con grande tecnica. Secondo me
in Italia gli attori sono passionali, pensi a Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida e Sofia Loren. Gli attori americani sono estremamente tecnici, e molto bravi, sanno non solo nella recitazione, ma anche e soprattutto nelle luci e nelle scenografia. Sono più preparati e più cerebrali come attori, noi siamo più istintivi. E l'istinto a volte ti salva, perché crea momenti imprevedibili e magici" come quelli che vorrei interpretare.
Come spiega la difficoltà degli attori italiani a sfondare a Hollywood?
Come ho già sentito dire da Raul Bova in una recente intervista "Credo che
abbia molto a che fare con la decisione di trasferirsi in America. Pochissimi
sono disposti a farlo. “Non puoi fare un provino e poi sparire per mesi”. Nel
momento in cui ho deciso che avrei voluto provare a lavorare nel cinema americano è stato fondamentale restare qui a Los Angeles. Dove tutti ti vedono, e dando prova che stai facendo davvero sul serio, e che non sei solo alla ricerca del successo facile e veloce, solo così e possibile che ti guardino in un altro modo".

Perché dunque dopo la televisione sceglie di fare cinema?
Innanzitutto perché è il mio sogno da anni e per il quale mi sono preparato,
della televisione ne so poco in quanto ho solo partecipato ad un Reality in
Italia, ho sostenuto la parte di un tutor con alcuni vip di successo ma molto
capricciosi come Valeria Marini e Rosita Celentano, "In America mi sento
bene, e come stare a casa, non sento quello snobismo della televisione
italiana, si figuri del cinema nei confronti della televisione. Ormai tanti
attori fanno cinema e tv anche qui a Hollywood. La televisione può essere un ottimo
trampolino di lancio per ognuno ma io amo e voglio fare solo ed esclusivamente
cinema action.

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