“KAROL WOJTYLA E ANCORA OGGI PRESENTE IN ME ATTRAVERSO IL SUO MESSAGGIO DI AMORE.”

01/mag/2011 14.14.39 WBE NEWS Contatta l'autore

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“Grazie a Papa Karol Wojtyla, al quale nel 1978 ho stretto la mano, all’uomo più straordinario della terra, a colui che 30 anni dopo, mi ha permesso attraverso la sua immagine, la sua straordinaria forza spirituale di continuare a vivere, e poter superare una delle lotte più difficili dell’uomo sulla terra. Lo guardo ancora oggi negli occhi e sento la vibrazione della sua mano e la voce forte del suo pensiero.

Sebastiano Sandro Ravagnani nato a Roma figlio di Alberto Ravagnani, uno dei fondatori dell’Agenzia giornalistica Ansa (autore e giornalista, Creativo Disney e Ufficio stampa da anni del mondo del circo) nato a Roma nel 1956 e residente a Nerviano in Lombardia, per il Cinema sua grande passione fin da piccolo quando portava i caffè a Federico Fellini, ha rinunciato a tutto, dopo anni di televisione in Rai e a Mediaset, dopo essere stato l’ufficio stampa della regina del circo italiano Moira Orfei, a letteralmente voltato pagina. Tutto è iniziato dopo Reality Circus su Canale 5, ho conosciuto l’attore Ivano De Cristofaro con il quale ho condiviso un documentario e un libro sui mestieri dell’uomo dal titolo “Cosa farò da grande” nel 2009. Ora "Dreamland" La Terra dei Sogni lo ha portato oltre oceano a Los Angeles dove ha ritrovato dopo anni la zia Palmira (Oblate di Maria) che vive li da 50 anni, ed cosi che una idea, un progetto, una passione diventano realtà.

Penso che in primo luogo sia fondamentale avere fede e credere nei propri ideali, poi lo sport, visto come mezzo educativo e prodromico ad un futuro migliore, che esalta le doti fisiche ma in particolar modo quelle morali e di principio, che fornisce le regole per affrontare la vita correttamente, che abitua al sacrificio e che presenta le sconfitte solo come esperienze negative dalle quali trarre l’insegnamento per migliorare ed andare avanti. Quindi, non solo come esibizione degli atleti (siano essi pugili, come abbiamo voluto dimostrare con Ivano De Cristofaro in Dreamland) ma soprattutto come sacrificio per una lunga preparazione fisica e psicologica e la rivalutazione dello spirito di amicizia e di riconoscenza, scevro da contenuti di prepotenza e violenza gratuite.

È proprio attraverso lo sport che permette lo sfogo delle pulsioni negative in un quartiere dominato dalle bande, In secondo luogo l’emigrazione.

Uno dei fenomeni che ha caratterizzato la storia italiana negli anni 60/70 e che ha lasciato l’impronta in tutti gli Usa attraverso la nascita dei quartieri denominati Little Italy.

Oggi suggestivi vicoli folkloristici, ieri luoghi della malavita e della disperazione di chi, giunto in un paese straniero per far fortuna, doveva assoggettarsi alle leggi delle gang per riuscire a sopravvivere.

In terzo luogo lo scontro generazionale e il rapporto padre figlio, che purtroppo avendo perso mio padre a 4 anni mi è completamente mancato e che ho continuamente ricercato in ogni uomo.

E cosi ho voluto ricostruire attraverso splendide scene con la giovane figura di James interpretata Ivano De Cristofaro e il grande maestro di vita Franco Columbu, (amico fraterno di Arnold Schwarzenegger), nelle quali il rapporto tra i due diventa vivido e carico di emozioni in una storia davvero avvincente.

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