La Francia è sempre più aperta alle produzioni cinematografiche straniere

La Francia è sempre più aperta alle produzioni cinematografiche straniere.

24/mag/2011 11.40.41 Business France Italia Contatta l'autore

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L’agenzia francese per gli investimenti internazionali (AFII) è l’agenzia nazionale incaricata della promozione, della prospezione e dell’accoglienza degli investimenti internazionali. L’AFII facilita la realizzazione del vostro progetto in Francia.  Esso è l’organismo di riferimento sull’attrattività e l’immagine economica della Francia. L’Agenzia si appoggia su una rete internazionale, nazionale e territoriale. L’AFII lavora in partnership con le agenzie regionali di sviluppo economico per fornire un servizio personalizzato agli investitori stranieri.  Per maggiori informazioni, herve.pottier@afii.fr o consultate www.invest-in-france.org/it/ o www.afii.fr. Il credito d’imposta internazionale è amministrato dal Centro nazionale del cinema e dell’immagine animata (www.cnc.fr), sulla base delle valutazioni e dell’expertise di Film France (www.filmfrance.net).

La Francia, terra d’accoglienza privilegiata dell’industria cinematografica e audiovisiva,  grazie al Festival di Cannes e al Festival del film americano di Deauville, è in grado di valorizzare e di dare grande visibilità alle produzioni di tutto il mondo. Grande produttrice di film, con circa 200 lungometraggi girati all’anno, la Francia mette a disposizione le competenze di tecnici formati alla FEMIS, la scuola nazionale superiore specializzata in immagine e suono, un’eccellenza riconosciuta anche all’estero.
Gli studios cinematografici nel distretto parigino dell’Ile-de-France e della regione PACA (Provenza-Alpi Marittime-Costa Azzurra), recentemente completati con le modernissime strutture installate a Lille e a Lione, sono notoriamente in grado di accogliere le migliori produzioni su scala mondiale. Per le riprese in esterno, il patrimonio paesaggistico, storico e culturale della Francia rappresenta inoltre un irrinunciabile valore aggiunto.

Senza contare che la Francia dispone di risorse di altissimo livello per il restauro e l’archiviazione di supporti per l’industria cinematografica. La Cinemateca Francese ospita la più grande banca dati mondiale sulla ‘settima arte’. Tra le attività dell’Istituto Nazionale dell’Audiovisivo (INA) si contano la R&S (Ricerca&Sviluppo), la formazione e la produzione in ogni campo dell’immagine e del suono.

L’industria cinematografica francese ha generato, nel 2010, entrate pari a 330 M€ di cui 137 M€ realizzati all’estero. Undici film - in ogni genere cinematografico  - hanno registrato più incassi all’estero che in Francia: dal film d’autore a quello destinato al grande pubblico, passando per i film di animazione. In quest’ultimo genere cinematografico, in particolare, la reputazione della Francia è riconosciuta ormai a livello mondiale sia negli effetti speciali sia in 3D, grazie a società come Mac Guff, Buf o Mikros.

L’attrattività della Francia come location di prim’ordine per la realizzazione di film stranieri si è ulteriormente rafforzata nel 2009, con l’instaurazione del regime fiscale del credito d’imposta internazionale (TRIP), esteso alle produzioni realizzate da imprese che hanno sede all’estero, a condizione che tutta o una parte del film realizzato sia girato in terra francese. Da quando è diventato operativo, questo nuovo strumento ha permesso a 31 produzioni straniere (riprese, animazioni, documentari, fiction, effetti visivi digitali) di beneficiare di un TRIP che corrisponde al 20% delle spese tecniche sostenute per la realizzazione dell’opera.  Così, 12 lungometraggi sono stati totalmente o in parte girati a Parigi, gli altri nelle regioni PACA, Picardie, Bretagna, Rhône-Alpes e anche nei territori d’oltremare francesi, come la Guadalupa.

Negli ultimi anni, dopo l’introduzione del TRIP, il budget delle realizzazioni straniere è quintuplicato (50M€ nel 2009 e 2010, contro 10 M€ nel 2008). Grazie a questi strumenti per favorire la creatività, hanno deciso di girare in Francia compagnie di prim’ordine come la BBC, per una serie di film consacrati a Merlin l’Enchanteur (Il Mago Merlino), e dei cineasti americani come Clint Eastwood («Hereafter»), Martin Scorsese («The invention of Hugo Cabret») e Woody Allen («Midnight in Paris»).

Il numero di giorni di riprese condiziona le ricadute economiche per il territorio (locazione di materiale, industria alberghiera, post-produzione, ecc.). Nel 2010, il totale di giorni di riprese è passato a 210 giorni, contro i 92 totalizzati nel 2008. Nello stesso periodo preso in considerazione, la media del numero di giornate necessarie per girare i lungometraggi è passato da sei a 14 giorni.

«Il dinamismo dell’industria cinematografica francese, che si accredita come la prima d’Europa, si conferma ancora una volta. Il credito d’imposta internazionale, che permette dal 2009 alle produzioni straniere di beneficiare dell’abbattimento fiscale per le riprese realizzate in Francia, ha rafforzato il posto occupato dal nostro Paese in questo settore – ha spiegato David Appia, presidente dell’Agenzia francese per gli investimenti internazionali (AFII) - .Grazie a queste misure, il numero di giorni di riprese dei lungometraggi è raddoppiato nel giro di due anni. Ognuno di questi film è l’occasione per far conoscere al grande pubblico internazionale la ricchezza, la diversità e l’attrattività patrimoniale del nostro Paese», ha concluso il presidente dell’AFII.

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