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24/lug/2006 15.02.00 immaginicinema Contatta l'autore

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E in Piazza grande a locarno in quello schermo giagante ( il più grande d'europa ( perchè si per noi la svizzera fa parte dell'europa anzi del mondo ) ci saremo pure noi
Con Miami Vice di Michael Mann in Piazza Grande si aprirà la prossima edizione del Festival internazionale del film di Locarno.
Il 12 agosto al Festival di Locarno grande evento con proiezione del
film di Agostino Ferrente e concerto dell'Orchestra di piazza Vittorio
Il film è prodotto e distribuito dalla Lucky Red.
La 59° edizione del Festival internazionale del Film di Locarno si aprirà mercoledì 2 agosto 2006 con la proiezione in Piazza Grande dell'attesissimo film "Miami Vice". E' stato lo stesso regista e produttore Michael Mann a decidere di portare sul grande schermo la celebre serie televisiva da lui stesso creata. Saranno Colin Farrell et Jamie Foxx ad interpretare i ruoli di James "Sonny" Cricket e di Ricardo "Rico" Tubbs, ruoli che furono allora di Don Johnson e Philip Michael Thomas. Sono felice di poter aprire questa edizione con questo film, denso e spettacolare, ha precisato Frédéric Maire, direttore artistico del festival. Michael Mann - continua il direttore - non ha solamente sviluppato una nuova estetica del thriller ripresa poi un po' da tutti. È anche il perfetto esempio di cineasta hollywoodiano che ha saputo imporre il proprio talento con film quali "Manhunter", "Heat" o "Collateral".

Distribuito dalla UIP, "Miami Vice" uscirà in Svizzera francese il 16 agosto, in Svizzera tedesca il 24 agosto e in Svizzera italiana il 6 ottobre.

Festival di Locarno 2006
fuori concorso


ANDREA OCCHIPINTI, AGOSTINO FERRENTE, DONATELLA BOTTI

presentano




L'ORCHESTRA
DI PIAZZA VITTORIO


un film di
AGOSTINO FERRENTE




Il film-diario della genesi della ormai famosa Orchestra di Piazza Vittorio, band nata da un'iniziativa di Mario Tronco, il tastierista degli Avion Travel, e Agostino Ferrente, che, nel quartiere di Roma dove gli italiani sono "minoranza etnica"... hanno riunito un gruppo di musicisti di strada (e non) che vengono da tutte le parti il mondo.
Cinque anni di documentazione, 30 musicisti, 15 nazionalità, 5 operatori, 4 montatori, 3 fonici, 1 quartiere, 1 cinema da salvare, 1 associazione culturale, 1 direttore d'orchestra e 1 regista per uno straordinario miscuglio multietnico di storie, umanità e musica che per molte persone non sono solo la realizzazione di un sogno, ma una scelta di vita, un lavoro, una famiglia.





Ufficio Stampa
LUCKY RED
Via Chinotto,16 (tel +39 06 3759441 - fax +39 06 37352310)
Georgette Ranucci (+39 335 5943393 - g.ranucci@luckyred.it)
Alessandra Tieri (+39 335 8480787 - a.tieri@luckyred.it)

CAST TECNICO


Regia e sceneggiatura Agostino Ferrente

Collaborazione alla sceneggiatura Massimo Gaudioso
Mariangela Barbanente
Francesco Piccolo

Musiche L'Orchestra di Piazza Vittorio
diretta da Mario Tronco

Montaggio Desideria Rayner
con la supervisione di Jacopo Quadri

Collaborazione al montaggio Roberta Cruciani
Mascha Calamandrei

Fotografia e riprese Greta De Lazzaris
Alberto Fasulo
Simone Pierini
Giovanni Piperno
Sabrina Varani

Suono in di presa diretta Pierre Yves Lavoué
François Waledisch
Montaggio delle musiche Pino Pecorelli
Montaggio del suono Silvia Moraes
Mix Paolo Segat

Organizzazione Filippo Pichi

Aiuto regia Cinzia Castania
Carlotta Massimi

Produttore associato Fabrizio Bentivoglio
Produttore esecutivo Agostino Ferrente per Pirata M.C.

Una produzione Lucky Red
Pirata M.C
Bianca Film

Distribuzione italiana Lucky Red

Durata 90'

PRINCIPALE CAST ARTISTICO


Mario Tronco
Agostino Ferrente
Dina Capozio
Mohammed Bilal
Houcine Ataa
Carlos Paz
Rahis Bharti
Ziad Trabelsi
Omar Lopez Valle
Pap Yeri Samb
Raul Schebba
John Maida
Pino Pecorelli
Peppe D'Argenzio
Marian Serban
Abdel Majid Karam
Amrit Hussain

L'ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO

Mario abita a Piazza Vittorio, cuore dello storico rione umbertino, l'Esquilino, noto per essere il quartiere più multietnico di Roma dove bene o male convivono non meno di sessanta etnie diverse e dove ironicamente si dice che gli italiani sono diventati una "minoranza etnica". Tastierista degli Avion Travel, vive qui ed è piacevolmente ossessionato dai suoni a dalle varie lingue che, come una musica, salgono dal cortile del suo palazzo e gli entrano in casa. L'ossessione diventa il sogno: un'orchestra.

Presto il suo sogno incontra e si fonde con quello di Agostino, un documentarista anche lui residente all'Esquilino: nel quartiere è sopravvissuto un unico cinema-teatro, l'Apollo, tra i più antichi e belli d'Italia, negli ultimi anni decaduto a sala a luci rossi, ora minacciato di essere trasformato in sala Bingo. Anche il suo sogno ha a che fare con le varie culture che convivono attorno alla piazza: salvare il cinema per restituirlo al quartiere trasformandolo in un laboratorio multidisciplinare con una programmazione di film che possa valorizzarle, e farle incontrare.

Intorno a queste due scommesse si crea il comitato Apollo 11, formato da artisti di vari settori, intellettuali, ma anche da comuni abitanti innamorati del loro quartiere. Insieme si battono per la difesa di un cinema che sperano diventerà quello della diversità, fedele all'immagine dell'Esquilino.

Il 14 ottobre 2002, su un camioncino trasformato in palcoscenico e parcheggiato davanti all'Apollo, quelli di Apollo 11 improvvisano un primo concerto di protesta per la raccolta di ulteriori adesioni per salvare il cinema e c'è anche il primo ciak di un documusical "work in progress" che per cinque anni diventerà il diario dell'avventura umana e artistica di Mario e Agostino alla disperata ricerca di musicisti nati chissà dove e portati a Roma dal destino.

Tra le belle scoperte e le delusioni, tra arrivi e partenze, l'orchestra riesce a raggrupparne una trentina. Chi cattolico, chi musulmano, chi ebreo, chi induista, chi ateo. Chi campa suonando e chi lavando i vetri ai semafori. Autodidatti che non sanno leggere uno spartito e diplomati al conservatorio. Qualche italiano e altri che non parlano nemmeno la lingua. Vittime di regimi di destra e di sinistra, c'è chi ha un passato da dimenticare e chi è pieno di nostalgia. C'è di tutto. tranne un cinese! Appuntamento mancato con una comunità difficilmente avvicinabile che però sta piano piano impadronendosi dell'Esquilino con i suoi magazzini all'ingrosso di scarpe e magliette made in China, sotto lo sguardo insofferente dei vari comitati, per lo più di destra, che regolarmente scendono in piazza per manifestare contro.

Malgrado qualche rivalità tra alcuni componenti e le difficoltà economiche interne all'associazione e malgrado quelle dovute ad una legge restrittiva sull'immigrazione come la Bossi-Fini, con i relativi ostacoli di una burocrazia indigesta che accompagna tutti i giorni la vita degli extra-comunitari, l'Orchestra di Piazza Vittorio alla fine riesce a dare voce e corpo ad una armoniosa diversità che non ha niente a che fare con la "musica etnica" perché qui è tutti insieme verso un'altra musica. Ma non sono solo lingue e strumenti a sposarsi, perché in questi cinque anni non sono mancati i matrimoni misti e la nascita di bambini di un colore nuovo.

L'Orchestra di Piazza Vittorio (2006) è:

Houcine Ataa (Tunisia, voce)
Nasce nel 1971 a Tunisi, da una famiglia di musicisti di lunga tradizione, è infatti suo padre a insegnargli il mestiere del canto. Sono state le navi da crociera su cui si è esibito per un periodo che, nel 1998, lo hanno portato in Italia, a Palermo, luogo in cui decide di fermarsi attratto da una cultura tanto simile alla sua. Oggi vive a Roma e lavora come cantante nei locali arabi della città.

Peppe D'Argenzio (Italia, sax baritono, clarinetto basso)
Sassofonista degli Avion Travel. Oltre al suo gruppo ha partecipato ad altre esperienze musicali importanti: l'operina "La Guerra Vista dalla Luna" con Fabrizio Bentivoglio, il gruppo Fabrizio Bentivoglio & Quintetto di Musicamormale, colonne sonore di film anche in collaborazione con Mario Tronco e Leandro Piccioni.

Evandro Cesar Dos Reis (Brasile, chitarra classica, cavaquinho)
Nato a San Paolo del Brasile.
E' arrivato in Italia nel 2002 lavorando per un anno per la compagnia Costa Crociere. Lì ha conosciuto sua moglie. Nel nostro paese ha inciso due dischi, "Latin Vibe" vol. 1&2 con Giacomo Bondi che segue ancora in studio di registrazione. Nel 2003 ha inoltre collaborato con Jovanotti e con lui, all'interno di un ensemble brasiliano, si è esibito al Live8 nell'estate 2005. Da lì è nato l'incontro e la collaborazione con L'Orchestra di Piazza Vittorio.

Awalys Ernesto "EI Kiri" Lopez Maturell (Cuba, batteria, congas, mani, piedi e cori)
Il più giovane componente dell'Orchestra, Ernesto viene dall'Avana, Cuba.
E' arrivato in Italia due anni fa per lavoro. Oltre all'OPV collabora stabilmente come batterista con un locale di Milano.
E' il nipote di Omar, il trombettista dell'Orchestra, un giorno è venuto alle prove all'Apolio 11 perché Mario cercava un batterista e non gli è più stato possibile andar via.

Omar Lopez Valle (Cuba, tromba, flicorno)
È partito da L'Havana, Cuba, nel 1991 per un viaggio verso la libertà, come dice lui. Poi, dopo aver girato l'Europa si è fermato per amore a Roma nel 1992. Suona la tromba dall'età di 7 e la passione per la musica la deve al nonno, famoso trombettista cubano e suo primo maestro.
Omar si può tranquillamente definire figlio d'arte: nella sua famiglia ci sono altri sedici trombettisti. Oltre alla tromba suona il flicorno soprano, le percussioni ed è anche compositore. Quando non è impegnato con l'Orchestra si dedica alla sua band di fusion-jazz e musica multietnica: Sirius.

John Maida (Stati Uniti, violino)
È nato a New York nel 1970. In Italia è arrivato nel 1993 per suonare nell'Orchestra americana del Festival dei Due Mondi di Spoleto, dove è stato il primo violino per quattro anni, fino al 1996.
A New York ha frequentato la High School of Music and the Arts.
Studia composizione ma la sua formazione classica non gli impedisce di essere un grande appassionato di musica etnica. Oltre al violino suona le tablas e la chitarra jazz.

Eszter Nagypal (Ungheria, violoncello)
È nata a Szeged, in Ungheria. Arrivata in Italia nel 1994, si è diplomata al Conservatorio di Milano e poi ha frequentato un corso triennale di perfezionamento all'Accademia Stauffer di Cremona. Attualmente, oltre a far parte dell'Orchestra, suona con la Roma Sinfonietta e con Nicola Piovani. Ha suonato anche con l'Orchestra Regionale del Lazio e a Milano con l'Orchestra Giuseppe Verdi. Ha partecipato anche a due tournée con Carmen Consoli e insegna il violoncello ai bambini.

Gaia Orsoni (Italia, viola)
La sua è una formazione classica. Ha lavorato con l'Orchestra di Santa Cecilia, il Teatro dell'Opera, l'Orchestra Regionale del Lazio e nell'Orchestra della RAI a Sanremo. Era sul palco quando hanno suonato gli Avion Travel: "Tifavo per loro!". Porta avanti a pieno ritmo la sua attività di musicista classica, con la Roma Sinfonietta e con molti gruppi di musica da camera, contemporanea e quartetti.

Carlos Paz (Ecuador, voce)
"Io sono il nuovo uomo latino americano: non sono indio e non sono spagnolo. La mia cultura è occidentale, parlo spagnolo, vesto occidentale e porto dentro qualcosa della cultura indigena." Carlos parte dall'Ecuador nel 1990 perché non ne condivide la politica e va in Russia per un breve periodo. Poi si ferma a 5 anni a Vienna per cantare in una grande orchestra di salsa. Lascia anche Vienna e dopo aver girato l'Europa arriva a Roma in cerca di sole e di calore.
A Roma suona salsa e merengue con i Chirimia e per le strade della capitale si esibisce con un gruppo di musica delle Ande. Ama definirsi musicista urbano e non artista di strada.

Pino Pecorelli (Italia, contrabasso, basso elettrico)
Pino suona il contrabbasso e ha fatto parte del progetto dell'Orchestra di Piazza Vittorio fin dall'inizio. Ha collaborato con Pino Marino, con gli Slow Motion, e ha partecipato alla lavorazione delle musiche del film di Paolo Virzì, "Caterina va in città". È arrivato all'Orchestra attraverso gli Avion Travel con i quali aveva precedentemente collaborato.

Raul "Cuervo" Scebba (Argentina, marimba, glockenspiel, congas, percussioni varie)
In Italia è arrivato nel 1990. Prima viveva in Argentina e mentre lavorava al Teatro dell'Opera de La Plata ha deciso di chiedere un anno di aspettativa e partire per l'Europa. È argentino ma ha radici italiane, siciliane per la precisione: i suoi nonni erano infatti di Mazzarino in provincia di Caltanissetta.
Come musicista è molto attivo e oltre agli impegni con l'Orchestra suona musica etnica del sud Italia con "I tamburi del Vesuvio", world music con "Ondabuena Hotel", musica etnica e afrocubana con i "Batarumba" e infine si esibisce con la big band "Ali Times Orchestra". Raul insegna all'Università della Musica di Roma.

Giuseppe Smaldino (Italia, corno)
Nato a Cassano provincia di Bari. Collabora con varie orchestre sinfoniche italiane e fondazioni come La Fenice di Venezia e il teatro Petruzzelli di Bari. Inoltre suona con diversi gruppi cameristici e l'Orchestra di Piazza Vittorio. E' entrato a fare parte dell'OPV tramite un certo Mario Tronco che ha conosciuto in un progetto che coinvolgeva una banda pugliese e gli Avion Travel.

EI Hadji "Pap" Veri Samb (Senegal, voce, djembe, dumdum, sabar, shaker, cori)
"Io sono un cantastorie e voglio far conoscere la cultura del mio paese, i ritmi, i canti, i balli." Viene da una famiglia senegalese di griot, casta di artisti che tramanda la cultura del passato attraverso canti, danze e musiche tradizionali.
Maestro di danza e percussioni tradizionali senegalesi, ha girato l'Europa con il gruppo artistico "Cirde de la jeunesse de Louga", molto famoso in Senegal. Come percussionista e ballerino è stato in tournée in tutto il mondo con musicisti e gruppi africani ed europei.
Suona con il gruppo di Ruggero Artale "Safle ngewal", con "Concoba", "Sunuafrica".

"Kaw" Dialy Mady Sissoko (Senegal, voce, kora, piede)
Nato a Dakar, nel Senegal, è arrivato in Italia nel 2000 per lavoro.
Maestro di Kora e percussionista, ha lavorato e collaborato con molti gruppi e artisti in tutto il mondo, quali il Ballet National de Senegal, il Ballet African, Yussou n'Dour, Ernest Ranglen (jazzista giamaicano), lo spagnolo Enrique Moriente, Ismail Lò, e molti altri. Inoltre, ha diviso il palco in Inghilterra con vari musicisti jazz tra cui B.B. King e Bonnie Spear e ha suonato con il contrabbassista americano Collman e il batteri sta americano Dionne. AI momento sta collaborando con il Teatro Fabricone Toscano di Prato.

Ziad Trabelsi (Tunisia, voce e oud)
Diplomato al Conservatorio, ha 27 anni e una laurea in matematica e scienze all'Università di Tunisi.
Faceva musicista sulle navi, ed è stato il destino a portarlo in Italia: prima Napoli, poi Ancona e infine Roma.
Sogna un futuro da musicista senza i problemi legati al permesso di soggiorno.
"L'Orchestra è una curva nella mia vita: Mario Tronco è un musicista dallo spirito aperto e ha subito accettato la mia creatività. Ora siamo passati a una fase di maturità del progetto e sto scoprendo me stesso come autore soprattutto nel comporre" .
All'interno dell'Orchestra Ziad sta imparando a costruire un "dialogo" tra il modo di comporre occidentale e quello del suo paese d'origine, un dialogo tra armonia e melodia.

Mario Tronco (Italia, direttore artistico, piano fender)
Pianista, tastierista, e autore della Piccola Orchestra Avion Travel, ha scritto colonne sonore per Riccardo Milani, Fabrizio Bentivoglio, Una Wertmuller, Giovanni Piperno, Agostino Ferrente.
All'età di 10 anni ha fatto il suo ingresso nel mondo musicale in qualità di dimostratore di organi elettronici per la ditta Barone di Caserta.
L'amore per la musica ha radici nella sua famiglia. Nipote d'arte, il nonno era tenore, ma dovette abbandonare la sua carriera artistica per amore della moglie gelosa. Il fratello del nonno invece era direttore dell'Orchestra di musica leggera "Euterpe". IP L'Orchestra di Piazza Vittorio è un suo sogno realizzato.

Carlo "Stellina" Zona (Caianello, bus driver)
Un'Orchestra per muoversi ha bisogno di mezzi, Carlo guida quello principale e non se ne potrebbe fare veramente a meno. .

NOTE DI REGIA

Quando a scuola mi ripetevano che tutte le strade portano a Roma ho sempre pensato che fosse soltanto un modo di dire, frutto di una leggenda o perlomeno anacronistico. Forse perché non sono nato a Roma, e prima di venirci ad abitare ho conosciuto tante metropoli dove il miscuglio di "razze" è realtà da parecchi decenni. O forse perché da buon meridionale vanto una miriade di parenti emigrati nel mondo e nessuno di loro però ha scelto Roma come sua destinazione, magari considerandola troppo meridionale, o meglio troppo poco settentrionale.
E invece dopo vari giri sono "emigrato" a Roma e subito mi sono lasciato attrarre da un quartiere pieno di immigrati, dove alcuni di quelli vecchi, quelli del meridione italiano che hanno deciso di trasferirsi nella Capitale, si sentono minacciati dalla concorrenza di quelli nuovi. Credo che il mondo funzioni così da molto tempo.

Così, mi sono ricreduto e ho scoperto quanto quel proverbio sia attuale. Perché oggi Roma, se non proprio una meta di destinazione privilegiata, di sicuro è un punto di passaggio per l'Europa del nord, dove chi parte si aspetta possibilità di accoglienza migliore. Ma questo non perché gli italiani siano razzisti, ma forse perché devono ancora abituarsi all'inversione di ruolo, al non essere più emigranti in cerca di un Paese ospitante, ma Paese pronto ad ospitare.

Forse per questo la storia che racconto nel film è una storia nuova e sorprendente, che dimostra come anche qui da noi può succedere che un immigrato possa alla fine realizzare il sogno di vivere grazie al proprio talento e non dovendosi arrangiare con quei lavori di fortuna solitamente snobbati dai padroni di casa.

E' andata così con i nostri musicisti e devo dire che l' incontro con ognuno di loro è stato l'incontro con un personaggio che da solo, con la sua storia, sarebbe potuto diventare il protagonista del film.
Ma se li conto tutti scopro che strada facendo ne abbiamo incrociati più di una trentina, forse troppi per un "solo" film... ma tanti quanti gli strumenti che via via hanno composto l'orchestra. E alla fine questo vuole essere il film: un'orchestrazione di tante singole storie che si sono incrociate, grazie alla musica.

E in tutto ciò confesso di non essere uno storico della musica, come molti registi che fanno film "musicali". Per questo è stato sin troppo facile cadere nella tentazione di cercare di raccontarli come persone prima ancora che come musicisti, intrufolandomi un po' nella loro quotidianità, sfiorarandola, cercando di evocare l'universo di memorie lontane che ognuno di loro si porta nel cuore, ma privilegiando soprattutto il loro presente, il loro tentativo di sentirsi cittadini italiani, anzi, romani, senza per questo dover nascondere le proprie origini, anzi, valorizzandole il più possibile, anche, appunto, grazie alla musica.

E alla fine rivedendo le immagini mi sono chiesto se non fosse più giusto, quando si racconta di esseri umani che lasciano la loro terra per cercare fortuna altrove, concentrarsi sulle storie drammatiche, fatte di dolorose separazioni, di sacrifici, di diritti negati, di razzismo. Quelle storie che troppo spesso finiscono male. In fondo, è quello che tutti si aspettano.
Ma io mi sono ritrovato testimone e partecipe di una storia di immigrazioni che invece, nonostante tutto. finisce bene, finisce molto bene. E forse - mi sono detto - in questi tempi può essere importante regalare una storia come quella dell'Orchestra di Piazza Vittorio: una storia a lieto fine. Però vera.


AGOSTINO FERRENTE


Agostino Ferrente, regista, produttore, direttore artistico. Nato il 28 ottobre 1971 a Cerignola (Fg), "reduce" da Ipotesi Cinema (il gruppo diretto da Ermanno Olmi) e dal Dams di Bologna, prima di occuparsi di cinema è stato coordinatore editoriale di varie testate radio-televisive per le comunità di italiani all'estero.
Aiuto regista di Silvano Agosti e collaboratore "in incognito" di Nico Cirasola, ottiene riconoscimenti in festival internazionali con i corti Poco più della metà di zero (1993) e Opinioni di un pirla (1994).
Dirige con Giovanni Piperno, e produce con la sua Pirata Manifatture Cinematografiche, due documentari pluripremiati: Intervista a mia madre (Rai Tre- Teatri Uniti 1999) e Il film di Mario (1999-2001).
Nel 2001, insieme ad una decina di complici, fonda a Roma il gruppo Apollo 11 che salva lo storico cinema-teatro Apollo dal rischio di diventare un bingo e con rassegne di cinema, musica e scrittura diventa uno dei centri di produzione culturale più vivaci della capitale.
Con Apollo 11, insieme a Mario Tronco degli Avion Travel (che ne è l'ideatore e il direttore artistico) crea l'Orchestra di Piazza Vittorio ensemble composto da una ventina di musicisti provenienti da altrettanti paesi del mondo di cui è uscito il secondo Cd co-prodotto da Apollo 11 e Radio Fandango. Su questa vicenda ha appena diretto e prodotto, con la sua Pirata M.C. un film documentario per il cinema co-prodotto con Bianca Film e Lucky Red, da quest'ultima distribuito.
Con Doc/it, Associazione Documentaristi Italiani di cui è vicepresidente, svolge un'intensa attività di promozione del genere documentaristico organizzando vari eventi tra cui gli Stati Generali del Documentario e il Premio Doc/it a Venezia, e varie iniziative dedicate Vittorio de Seta, Peresidente Onorario dell'Associazione, del quale diventa fidato collaboratore.
Sempre per Doc/it, in co-regia con Giovanni Piperno, Gianfranco Pannone, Enrica Colusso, Alessandro Rossetto e Chiara Malta, ha realizzato la mini inchiesta collettiva Scusi dov'è il Documentario?
Ha inoltre realizzato i docuclip Gli Avion Travel in seduta di registrazione (2003) e L'alluvione del '43 di Pino Marino (2005) e il video clip di Ena Andi, il singolo di punta dell'ultimo album dell'Orchestra, Sona.
Con Rai Tre, Indigofilm e Cult sta realizzando, in co-regia con Giovanni Piperno il web-documentario Appunti sull'amore.
Da un paio d'anni è membro dell'Accademia del Cinema Italiano.


In qualità di socio fondatore dell'Apollo undici e di libraio dell'esquiolino e di cittadino dei caos del mondo veramente internazioanle ci sono nel film anch'io marco capitelli

ma come dico sempre è la vita che è un film


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