da Gesù figlio dell'uomo L'UOMO DI GIBRAN

03/nov/2006 09.00.00 immaginicinema Contatta l'autore

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E' uno spettacolo in cui gli attori sono particolarmente coinvolti in una ricerca di spiritualità attorno alla figura umana di Gesù.
oggi 3 novembre ore 21 2006 prima al
TEATRO SANTA CHIARA al Casaletto
Via del Casaletto, 691
venerdi 3- sabato 4 novembre ore 21
domenica 5 novembre ore 18
"L'UOMO DI GIBRAN"
la prosa di Kahlil Gibran
Regia di Daniela Danesi
con
Alessandra M. Buglioni, Mauro Calì, Desiré Cottone, David Cutrì, Rosalba Di Gregorio, M.Grazia Fiorini, Serena Fraschetti, Carola Lagier, Oriana Liubicich, Mikol Limentani, Donato Serafini, Patrizio Tafaro, Massimo Tellini , Valter Venturelli.
Luci e suono: Ennio Ricciardi
Regia di Daniela Danesi



"..L'uomo che ha percorso le vie della terra, e ha trasformato in oro le mie
scorie, e mi ha insegnato ad amare quanti mi odiano e nel far questo mi ha dato
conforto e ha ispirato dolci sogni al mio sonno...nella mia esistenza è questo
il miracolo." Da "Gesù figlio dell'Uomo" di K.Gibran
Spettacolo tratto dal libro "Gesù, figlio dell'uomo" di K. Gibran. Tra nascita,
morte e resurrezione, le visioni del Nazareno attraverso le parole sagge e
poetiche di altrettanti personaggi, a partire da Maddalena e i discepoli ,
passando attraverso figure nate dalla fantasia del poeta , quali il ricco, il
filosofo, l'astronomo. Ne emerge una compiuta e sentita realizzazione delle
singole potenzialità dell'uomo in un percorso di consapevolezza dell'essere
attraverso la dolorosa ricerca della conoscenza che arriva alla visione.
ufficio stampa: Marco Capitelli 338 5465301
www.immaginedellospettacolo.it
Poeta Pittore Filosofo

Kahlil, nasce a Bisherri, una cittadina nel Libano settentrionale, il 6 gennaio 1883, luogo circondato dai famosi "Cedri del Libano". Si chiamava Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni il nome gli fu abbreviato da un'insegnante inglese. Nei suoi scritti in inglese la sua firma sarà sempre
Kahlil Gibran.

I genitori sono cristiani maroniti, religione cattolica formata dopo lo scisma bizantino del V sec a.C., ha due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro Boutros (nato da un precedente matrimonio della madre). La sua formazione si può ricostruire attraverso gli anni neoplatonici e paganeggianti di Boston, ove emigra nel 1894 con la madre, i fratelli ed alcuni zii. Sono gli anni dell'emigrazione araba verso gli Stati Uniti e il Brasile. Il padre, semialcoolizzato, rimane in Libano forse in prigione, Gibran non avrà un buon ricordo del rapporto con lui. E la madre, Kamele Rahmè, gli trasmette la religiosità e i valori umani della sua tradizione culturale.

A 14 anni Kahlil torna in Libano per frequentare la scuola superiore all' Hikmè di Beirut. In questo periodo si imbatte nel classicismo libanese che separa abissalmente i ricchi dai poveri, l'aristocrazia ed il clero dal popolo. Verosimilmente risale a questi anni il contatto più profondo e duraturo con le Sacre Scritture.Completati gli studi, nel 1897, viaggia attraverso il Libano e la Siria. Vi fa ritorno nel 1902 come guida e interprete di una famiglia americana, ma presto deve rientrare a Boston a causa della malattia della madre, che muore di tisi l'anno seguente, e sucessivamente anche i suoi fratelli.

A Boston, nel 1904, conosce Mary Haskell,
l'incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua mecenare, collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere. Mary rappresentò un sostegno decisivo per lui, morale e materiale. Si sono incontrati all'esposizione di alcuni quadri di Kahlil presso lo studio di un amico fotografo. Mary che ha 10 anni più di lui, è preside di una scuola femminile. Grazie ai suoi contributii Gibran studia pittura a Parigi, tra il 1908 e il 1910, all'Acadèmie Lucien (accademia delle belle arti di Parigi). Legge Voltaire e Rousseau, Blake, Nietzsche; scrive "Spiriti Ribelli", pubblicato in arabo nel 1908, una breve raccolta di racconti dal tono aspro e nostalgico sulla società libanese. Tornato negli Stati Uniti (1912), va a vivere a New York dove apre uno studio, da lui definito nei suoi scritti "l'eremo" si dedica contemporaneamente alla letteratura e alle arti figurative. Insieme all'amico Mikhail Naimy é la figura di spicco di un'associazione letteraria Siro-Libanese, Ar!
rabitah-al-Alima, nata a Boston e New York tra letterati e pittori arabi d'oltre oceano, i Mahjar "immigrati" appunto.

Con il suo impegno in questa associazione Gibran vuole portare avanti una "rivolta contro l'occidente tramite l'oriente", parole scritte in occasione della pubblicazione de "Il Folle" (1918), cioè contro il decadentismo dell'occidente e il tradimento del suo stesso Romanticismo. Allo stesso tempo sente il bisogno di un rinnovamento formale e contenutistico della letteratura araba, per esempio si libera della poesia monorima e quantitativa per il verso libero. Nel nuovo continente egli si inserisce nella poesia americana sulla scia di Thoreau, Whiteman, Emerson (che stimò in modo particolare), poeti naturalisti di tradizione protestante e predicatoria. Spesso pubblica dei disegni insieme alle opere, mai lunghe.

Le prime biografie di Gibran, scritte da chi lo frequentò molto negli ultimi anni, come Mikhail Naimy e Barbara Young, e in parte dettate da Kahlil stesso, non sono tuttavia completamente affidabili, in quanto tendono ad alimentare il ruolo di Guru che molti ammiratori già vedevano in Gibran. Il primo studio serio su di lui è quello di Kahlil S. Hawi, pubblicato a Beirut nel 1963.

La salute di Gibran è piuttosto minata negli ultimi anni di vita che trascorre tra New York e Boston, dove vive e lavora sua sorella Mariana. Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone colpito da tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni e stava lavorando a "The Wanderer" raccolta di parabole e parole. Gibran è sepolto in un antico monastero del suo paese d'origine, secondo la sua volontà. Fu sepolto in un giorno di pioggia, accompagnato da pochi amici, tra i quali Barbara Young. Per l'occasione il giornale "The New York Sun" annuncio': "A Prophet is Dead." "Un profeta è morto". Gibran lascia i diritti d'autore in eredità agli abitanti di Bisherri per opere di pubblico beneficio.

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