OGGI ORE 18 AL CASALETTO ULTIMA REPLICA

05/nov/2006 08.49.00 immaginicinema Contatta l'autore

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OGGI domenica -5 NOVEMBRE ore 18
ULTIMA REPLICA "L'UOMO DI GIBRAN"
la prosa e la poesia di Kahlil Gibran
regia Daniela Danesi
con Alessandra M. Buglioni, Mauro Calì, Desiré Cottone, David Cutrì, Daniela Danesi, Rosalba Di Gregorio, M.Grazia Fiorini, Serena Fraschetti, Valerio Germani, Carola Lagier, Micol Limentani, Donato Serafini, Patrizio Tafaro, Massimo Tellini .
Luci e suono: Ennio Ricciardi
costumi : Maria Grazia fiorini
Spettacolo tratto dal libro "Gesù, figlio dell'uomo" di K. Gibran. Tra nascita, morte e resurrezione, le visioni del Nazareno attraverso le parole sagge e poetiche di altrettanti personaggi, a partire da Maddalena e i discepoli , passando attraverso figure nate dalla fantasia del poeta , quali il ricco, il filosofo, l'astronomo..., per arrivare il più vicino possibile all'anima dell'uomo contemporaneo.
Ne emerge una compiuta e sentita realizzazione delle singole potenzialità dell'uomo. Un ritratto intenso e tangibile.
Kahlil Gibran nelle opere letterarie
Sensibile scrittore divenuto celebre per la poetica raccolta di scritti riuniti nel volume "Il profeta", Kahlil Gibran è nato il 6 dicembre 1883 a Bisharri (Libano), da una famiglia piccolo-borghese maronita. I genitori erano cristiani maroniti, cattolici della Palestina settentrionale;crebbe con due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro Boutros, nato dal primo matrimonio della madre, rimasta vedova.
Famiglia unita e permeata dal rispetto reciproco, i Gibran si videro costretti ad emigrare per ragioni economiche negli Stati Uniti. Approdarono così sul suolo americano nel 1895. A dodici anni Kahlil cominciò a frequentare le scuole del posto ed è per questo motivo che il suo nome venne abbreviato in Kahlil Gibran, formula che usò successivamente anche nei suoi scritti in inglese.
In seguito, adulto, visse a Boston nel quartiere cinese, abitato da immigrati italiani, irlandesi e siriani.
Tornato nel 1899 per tre anni a Beirut per studiare la lingua e la letteratura araba, soggiornò poi in Libano e Siria, ma nel 1902, desideroso di rivedere la terra che aveva segnato gran parte della sua vita, tornò a Boston.
Nel 1908 è a Parigi per studiare all'Accademia di Belle Arti e si avvicina alla filosofia di Nietzsche e di Rousseau. Nel 1920 è tra i fondatori a New York della Lega Araba, che doveva rinnovare la tradizione araba con l'apporto della cultura occidentale.

Il successo (occidentale) di Gibran, infatti, si deve soprattutto al fascinoso sincretismo religioso che permea "Il profeta" (scritto nel 1923): su tutto prevale l'idea di una generica concezione della divinità, in cui vi si intrecciano immagini e simboli di ogni religione e filosofia (cattolicesimo, induismo, islamismo, mistici sufi accanto agli idealisti europei, romanticisti, Nietzsche e mistici arabi).
Per Kahlil Gibran l'esistenza è il tempo regalato per ricomporre la frattura esistente tra noi e Dio; quando nell'individuo bene e male, perfezione e imperfezione, piccoli sentimenti e grandi passioni riusciranno a convivere, ecco che nella coincidenza degli opposti si manifesteranno saggezza, perfezione e felicità.
La mistica di Gibran sfugge a ogni classificazione, il poeta parla per immagini ricorrendo a un mondo simbolico dai mille significati, che per la sua universalità sollecita l'uomo indù e il cristiano, l'ateo e il credente.
Il suo successo deriva proprio dal suo porsi tra oriente e occidente, tra Beirut, Parigi e New York.

In qualità di artista Gibran è stato un personaggio davvero eclettico, contrariamente a quanto la sua fama, legata perlopiù a "Il Profeta", faccia presupporre.
Oltre che scrittore infatti Gibran fu anche pittore e organizzatore di cultura, in controtendenza al suo carattere schivo ed introverso. Gran parte delle sue iniziative si devono al lodevole aiuto della sua amica Mary Haskell, che lo ha finanziato più volte.

Tra le altre sue opere segnaliamo "Il miscredente," breve romanzo scritto nel 1908 per la rivista "L'Emigrante", in cui impegno politico e tensione civile prevalgono ancora sulla dimensione religiosa.
Altre sue produzioni da ricordare sono il testo autobiografico (in cui esprime il dolore per la morte dell'adorata moglie Selma), "Le ali infrante" (1912), scritto in inglese e le "Massime spirituali", un testo tipico della sua produzione, tra l'aforistico e il mistico, teso a una conciliazione tra occidente e oriente.
Morì a New York il giorno 11 aprile 1931, stroncato dalla cirrosi epatica e dalla tubercolosi; la sua salma fu portata, secondo le sue volontà, in un eremo libanese.
Due anni dopo verrà pubblicata un'opera che aveva lasciato incompiuta: "Il Giardino del Profeta".

Aforismi di Kahlil Gibran«Io non conosco verita' assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza : in cio' e' il mio onore e la mia ricompensa.»
«Il significato di un uomo non va ricercato in cio' che egli raggiunge, ma in cio' che vorrebbe raggiungere.»
«Se un albero dovesse scrivere la propria autobiografia, questa non sarebbe troppo dissimile da quella di una famiglia umana.»
«Alcuni sentono con le orecchie, altri con lo stomaco ed altri ancora con le tasche; ce ne sono poi altri che non sentono affatto.»
«Aver paura del diavolo è uno dei modi di dubitare di Dio.»
«Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.»
«Ascolta la tua donna quando ti guarda, non quando ti parla.»
«Anelo all'eternità, perchè lì troverò i miei quadri non dipinti, e le mie poesie non scritte.»
«Ho conosciuto il mare meditando su una goccia di rugiada.»
«Ci sono misteri nell'anima che nessuna ipotesi può scoprire, nè nessuna intenzione può rivelare.»

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