Casa delle culture, appello per sopravvivere

09/dic/2006 23.20.00 immaginicinema Contatta l'autore

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Casa delle culture, appello per sopravvivere
Franco Ottaviano* , 05 dicembre 2006
Il caso L'associazione che ospitò la camera ardente di Pasolini rischia di perdere la sede, messa all'asta dalla Regione. Lunedì prossimo, 11 Dicembre 2007, l'assemblea per tentare di evitare il peggio
L'appuntamento è per lunedì undici dicembre alle 18, a via San Crisogono 45 a Trastevere. L'invito è aperto a tutti, con la speranza che lo raccolgano associazioni, forze sociali e politiche. La battaglia è per la Casa delle Culture, associazione più che trentannale, che rischia di essere cancellata dalla storia della città. La sede di via San Crisogono, in seguito alle cartolarizzazioni volute dalla Regione Lazio, è stata messa all'asta. E' l'epilogo di una lunga vicenda. Sin dal 1994, quando l'associazione fu costretta a lasciare la storica sede di largo Argentina, la Casa delle culture chiese di avere in assegnazione dal Comune di Roma una sede. Gli impegni assunti non ebbero alcun seguito. L'associazione, informata l'amministrazione capitolina, si stabilì nei locali di via San Crisogono, dagli anni ottanta già occupati da altre associazioni e in stato di totale abbandono. I locali furono ristrutturati da volontari e inaugurati nel gennaio del 1995 con la presentazione de!
l libro di Giorgio Napolitano "Dove va la Repubblica", presentazione alla quale parteciparono oltre l'autore Francesco Rutelli, allora sindaco di Roma, Antonio Maccanico e Rosa Russo Jervolino.

Seguirono numerose sollecitazioni per ottenere una regolare assegnazione della sede. Passaggio decisivo anche per procedere ad una ristrutturazione più "robusta", adeguata alle caratteristiche dell'associazione. Nulla di fatto, l'incertezza sulla proprietà dei locali ex Pio Istituto. In conseguenza della Riforma sanitaria i locali passarono dalla gestione del Comune di Roma alle competenze della Regione Lazio che ha proceduto alla cartolarizzazione di tutte le proprietà ex Pio Istituto cedendo l'intero fondo immobiliare alla Banca Nazionale del lavoro. Il 19 dicembre i locali saranno messi all'asta.

La Casa della cultura di Roma, nasce nel 1962. La sua prima sede è in via della Colonna Antonina, nasce come associazione promossa da intellettuali che si richiamano alle forze politiche della sinistra e ai cattolici democratici. Vi partecipano esponenti del Pci, della sinistra socialista dei cattolici democratici e della Sinistra indipendente. Il modello è quello della Casa delle culture di Milano e ha come principale ispiratrice Rossana Rossanda, allora responsabile della Commissione culturale del Pci. Si caratterizza da subito come centro di dibattiti, iniziative culturali, mostre e presentazione di libri, si impegna a costruire un rapporto fra le forze culturali e l'impegno sociale e civile. Negli anni della guerra del Vietnam dà vita al Comitato contro la guerra del Vietnam.
Qualche anno dopo la sua costituzione si trasferisce a via del Corso e successivamente a Largo Arenula. Tra le mura della Casa sono andati in scena momenti storici, come l'incontro del segretario del Pci Luigi Longo con il movimento studentesco e la camera ardente di Pier Paolo Pasolini.

Le vicende della sinistra italiana si ripercuotono negli assetti dell'associazione. Negli anni ottanta il difficile rapporto fra Pci e il Ps di Craxi, la fine dell'esperienza della Sinistra indipendente e all'inizio degli anni Novanta la trasformazione del Pci in Pds e la nascita di Rifondazione. La diaspora a sinistra rende inevitabile il passaggio a una piena autonomia dai partiti. Nel 1992, a significare la volontà di mantenere aperto il dialogo fra tutte le forze della sinistra e tutte le sue culture, l'associazione assume il nome di Casa delle culture e avvia una fase di totale autonomia finanziaria e organizzativa. Tutto il lavoro dell'associazione si fonda quindi sul volontariato e sull'impegno generoso di soggetti che non si riconoscono più nella militanza organica ad un partito della sinistra ma ne sollecitano la ricomposizione. Un impegno di frontiera che colloca la Casa delle culture in un costante dialogo fra soggetti politici e movimenti, fra politica, cultura, !
impegno sociale e civile. Nel 1994 hanno avuto inizio le vicissitudini, la "cacciata" da Largo Argentina e la ristrutturazione autonoma di via San Crisogono, poi la messa all'asta della sede che era diventata uno spazio aperto a tutti: associazioni, forze sociali e movimenti. Per la caratteristica dei nuovi locali accanto alle tradizionali attività si affianca una intensa attività teatrale promossa con il concorso di varie compagnie, prima con il Meta-Teatro e oggi con la Compagnia Ginepro Nannelli. Attività che, per l'allargamento verso il sociale e il politico, negli ultimi anni aveva riscosso un notevole successo di pubblico.

caro Franco la casa della cultura quaranta anni fà fù la sede in cui partecipai alla mia prima riunione politica , prima del sessantotto, prima dei partiti ma prima anche dei movimenti. quando riincontro dopo anni ed anni chi passò di li attorno al 68 e oggi tra i tanti rivoli è attivo in partiti e magari in parlamento mi ripetono tutti che quelli furono gli anni migliori e non solo perchè eravamo giovani ma perchè tra cultura e politiuca ci credevamo davvero sensa alcun interesse se non la voglia di battersi per una società migliore .
abbiamo la siniostra al governo : una società migliore rimane nelle nostre espressioni il desiderio non nascosto
Io lunedi sera all'assemblea alla casa delle culture ci sarò.
Rincontrerò Maurizio, Fabrizio e Francesca .....???
allora erano i tempi di un partito non partito di un giornale Mondo Nuovo e un simbolo il mappamondo che sottoscrverei anch'oggi un partito dimenticato e strano il PSIUP , di Lelio Basso , Vecchietti e Valori e dei giovani a battere i piedi e io ero il più giovane in un congresso , il primo e l'ultimo in cui ho votato .....

Io alla casa delle culture lunedi' sera ci sarò

marco capitelli



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