regala il dvd del film dell'orchestra di piazza vittorio

10/dic/2006 09.00.00 immaginicinema Contatta l'autore

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L'Orchestra di Piazza Vittorio

(L'orchestra di piazza Vittorio)

16 euro nelle migliori videoteche è uscito il DVD
vale la pena di cercarlo e chiedere ai negozianti di esporlo
non solo perchè è il miglior film del 2006 ma perchè è un documento di cività,egugluanza ed impegno culturale e sociale
Vale la pena di regalarlo perchè ha un significato di coinvolgimento umano in una ricerca di scambi e suoni oltre ogni diversità

Trama:
Il film-diario della genesi della ormai famosa Orchestra di Piazza Vittorio, band nata da un'iniziativa di Mario Tronco, il tastierista degli Avion Travel, e Agostino Ferrente, che, nel quartiere di Roma dove gli italiani sono "minoranza etnica", hanno riunito un gruppo di musicisti di strada (e non) che vengono da tutte le parti il mondo.

Cinque anni di documentazione, 30 musicisti, 15 nazionalità, 5 operatori, 4 montatori, 3 fonici, 1 quartiere, 1 cinema da salvare, 1 associazione culturale, 1 direttore d'orchestra e 1 regista per uno straordinario miscuglio multietnico di storie, umanità e musica che per molte persone non sono solo la realizzazione di un sogno, ma una scelta di vita, un lavoro, una famiglia.
Vota il film!
Recensione
La musica come contenitore di esperienze radicate in tutto il mondo. Le note si fondono insieme ai colori e alle anime in cerca di una realizzazione artistica: la sopravvivenza passa in secondo piano quando il sogno della propria vita appare concretamente a portata di mano.

Agostino Ferrente segue Mario Tronco nella sua folle idea di riunire un'orchestra multietnica sotto la sua direzione. Il merito maggiore da attribuire ai due artefici dell'impresa, è quello di aver visto molto lungo e di non aver sprecato nulla dei patimenti e dei successi che li hanno portati alla realizzazione del loro sogno, riprendendo l'avventura fin dalle prime battute. Senza perdersi d'animo i due temerari affrontano i problemi musicali che si mescolano con quelli politici, economici, di immigrazione, permanenza, superamento delle differenze razziali, religiose, acustiche. Le riprese sporche, sgranate, spesso mosse, cancellano l'idea che ciò che mostrano sia lo scimmiottamento di ciò che è stato. La verità di una favola a lieto fine fuoriesce dalla pellicola attraverso la musica, in un documentario dove l'aspetto sonoro è chiaramente il più curato. I problemi economici, di alloggio e di visti non prendono il sopravvento su quelli artistici di spremere tante culture pe!
r approdare ad un succo che le valorizzi tutte senza che nessuna si imponga sulle altre.

Le storie non sono quelle del terzo mondo che prova ad essere accettato in occidente, bensì quelle di artisti che provano a dare un valore alla propria creatività e al proprio bisogno di esprimersi. Il lieto fine è scontato poiché la fama dell'orchestra raggiunge il pubblico prima dell'ingresso in sala. Dall'inizio del progetto all'uscita del film il gruppo si è già esibito in numerosi concerti, ha una sua stabilità, i musicisti hanno uno stipendio, vendono dischi, sono pericolosamente entrati a far parte dello star system. La curiosità rimane e va oltre il film perché la maggior parte dei protagonisti del documentario continuano a suonare nell'orchestra, a portare in giro il loro miracolo di fusione interculturale. Tra manifestazioni contro la legge Bossi-Fini, la richiesta al comune della gestione un cinema che doveva diventare una sala bingo, un indiano costretto a tornare in patria per riavere il visto, le vicende scorrono in attesa del debutto al Roma Europa Festival. L!
e facce realmente sorprese degli artisti che si esibiscono per la prima volta, chiariscono la difficoltà dell'impresa affrontata da Tronco e Ferrente.

Quando le parole perdono la loro importanza, le culture si fondono senza più bisogno di interpreti. La musica unisce una trentina di inconsapevoli eroi mentre un Don Chisciotte li dirige contro i mulini a vento ed un Sancho Panza ne racconta le gesta per immagini. I musicisti che narrano le loro stesse epiche gesta, si mostrano pronti a lasciare lo schermo per proseguire la loro storia dal vivo, svestendo i panni degli attori per impugnare microfoni e strumenti alla ricerca di un sound universale.

(Andrea Monti )
ricordo che :
al TEATRO S.CHIARA al CASALETTO

VIA DEL CASALETTO, 6 9 1 TEL. 06/ 90283009
venerdi 15 ore 21
sabato 16 ore 18
domenica 17 ore 11
per la regia di Daniela Danesi
"CANTICO DI NATALE "
DI CHARLES DICKENS
personaggi ed interpreti
EBENEZER SCROOGE , banchiere DONATO SERAFINI
JAKOB MARLEY suo socio defunto, spettro BERNARDINO DE BERNARDIS
ROBERT CRATCHIT,detto BOB, scrivano di Scrooge DAVID CUTRI'
MARTA, moglie di BOB CAROLA LAGIER
TINY-TIM E PIEROTTO, loro figli GIULA PETITO E YLENIA POMPEI
FRED, nipote di Scrooge MAURO CALI'
ANNIE, sua moglie ORIANA LIUBICICH
BELLE, ex fidanzata di Scrooge CAROLA LAGIER
ERNESTO, suo marito PATRIZIO TAFARO
FANNY, sorella di Scrooge, madre di Fred ROSALBA DI GREGORIO
IL MAESTRO, voce BERNARDINO DE BERNARDIS
SPIRITO DEL NATALE PASSATO ALESSANDRA M. BUGLIONI
SPIRITO DEL NATALE PRESENTE GIULIO MARZANO
SPIRITO DEL NATALE FUTURO VALTER VENTURELLI
PICK E POCK , spiritelli A.M. BUGLIONI C. LAGIER
I SIGNORI DELLA BENEFICIENZA MASSIMO TELLINI, PATRIZIO TAFARO
IL RIGATTIERE MASSIMO TELLINI
L'IMPRESARIO DELLE POMPE FUNEBRI BERNARDINO DE BERNARDIS
DONNA MARIA GRAZIA FIORINI

2°DONNA PAOLA GIONTELLA

RAGAZZA MIKOL LIMENTANI

ADATTAMENTO E REGIA DI DANIELA DANESI


LUCI E SUONO: ENNIO RICCIARDI

COSTUMI: M.GRAZIA FIORINI

SCENE : DAVID CUTRI' DANIELA DANESI

Grafica : metacultura

Ufficio stampa: Marco Capitelli

www.immaginedellospettacolo.com

cantico di natale


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