MA TUTTI MUTI-SORDI E CIECHI ? TU COSA FAI ?

22/gen/2007 19.30.00 Museo Cinema Roma Contatta l'autore

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IL M.I.C.S. -MUSEO CINEMA SPETTACOLO ROMA
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COMUNICATO STAMPA ^mics@email.it^ tel 063700266 ( messaggi in segreteria automatica )
Ufficio Stampa Benini aggiornamento 10 gennaio 2007
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MUTI-SORDI-CIECHI
E TU CHE FAI ,
PER DIFENDERE LA CULTURA AUTONOMA E SALVARE IL PATRIMONIO DEL MICS-
ANCHE LA STAMPA AUSTRIACA E' SOLIDALE
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IN QUESTI GIORNI SONO APPARSI NUMEROSI ARTICOLI E SERVIZI ON LINE ECCONE ALCUNI: RIUNGRAZIAMO TUTTI .
*) IMPARTANTE ARTICOLO APPARSO NELLA PAGINA NAZIONALE -CULTURA- DE ^IL GIORNALE^DEL 30 DICEMBRE 2006 - ALTRI ARTICOLI SONO APPARSI SU GIORNALI ITALIANI E STRANIERI - SEGNALIAMO, TRA I PIU' RECENTI : ^IL QUIRINO^ ,^ SESTO POTERE^ , ^LIVECITY^ ^UNIVERSITV^ ^MUVI-NEWS^ ( QUESTI ULTIMI SUI MOTORI DI RICERCA ONLINE) -
RINGRAZIAMO TUTTI E SOLLECITIAMO TUTTI A CONTINUARE LA BATTAGLIA. AVANTI TUTTA. BUON ANNO.

n. 308 del 2006-12-30 pagina 26
Il museo del cinema diventa muto

SOTTO SFRATTO IL MICS DI ROMA CHE CONSERVA RARISSIMI DOCUMENTI (PERFINO LA BOMBETTA DI TOTO') . IL SUO CREATORE JOSE' PANTIERI :^NELLA CITTA' CHE SPENDE MILIONI PER UN FESTIVAL , IL MINISTRO RUTELLI E IL SINCADO VELTRONI SE NE INFISCHIANO^

di Paolo Bracalini
Nella Roma «città del cinema» del sindaco-cinefilo Walter Veltroni, ex ministro dei Beni culturali, un museo del cinema riceve lo sfratto e non succede niente. Nella città di Rutelli ministro dei Beni culturali, ex sindaco, c'è la sede di un'istituzione culturale che viene venduta a una società immobiliare la quale ora, al posto del Mics di Josè Pantieri - 1500 metri quadrati di pellicole d'epoca, foto, costumi originali, cimeli donati dai divi del cinema italiano, oggetti rarissimi, da archeologia del cinematografo - vuol farci un palazzo privato, e le istituzioni non si muovono di un passo.
Lo sfratto è arrivato pochi giorni fa, dopo un'audizione alla Camera che si è conclusa con un buco nell'acqua. Il museo a Roma c'è dal 1989 ed è riconosciuto come patrimonio dello Stato dalla sovrintendenza. «Come una tomba etrusca, o un quadro di Raffaello. Ma ormai sta in piedi per miracolo», dice Josè Pantieri, storico del cinema e fondatore del museo, prima a Parigi (nel '59), poi a Roma. Per l'esattezza, il Mics (Museo internazionale del cinema e dello spettacolo) ora è chiuso e forse non riaprirà più. Il problema è dove (e come) trasferire le migliaia di pellicole e oggetti storici custoditi, fino a oggi, nell'edificio di via Portuense. Né il sindaco né il ministro hanno risposto agli appelli del consiglio direttivo del Mics per assegnare una nuova sede al museo sfrattato. «C'è anche - dice Pantieri - un altro problema. Spostare tutto senza garanzie, senza un preciso inventario, senza un minimo di finanziamenti per la gestione e il personale è un suicidio, una farsa, u!
na trappola».
Pantieri ha messo insieme, in quarant'anni, un patrimonio enorme di materiali, soprattutto sul cinema muto italiano, su cui organizza periodicamente una rassegna internazionale. Nelle stanze del museo sulla Portuense ci sono pezzi unici. C'è un film di 20 minuti in cui Trilussa recita quattro delle sue poesie dialettali, l'unico documento filmato esistente al mondo del grande poeta romano, girato al Pincio, nel 1930. Ci sono la bombetta di Totò regalata dallo stesso principe della risata, il costume di Giulietta Masina in Ginger e Fred, il primo disco registrato da un giovanissimo Vittorio Gassman, una cinepresa usata da Vittorio De Sica, i costumi delle prime dive del cinema muto italiano (Francesca Bertini, Elvira Notari). Ci sono i prototipi delle cineprese ancora in legno, le prime macchine per il montaggio, fondi e raccolte dei cineasti degli anni '10 e '20, rarità come il primo film «turistico» girato nella capitale, Un Cicerone a Roma (1905) e Mozart (1917), il primo !
sulla vita del compositore di Salisburgo.
In tutto cinquemila film d'epoca, due milioni di foto, migliaia di oggetti che documentano gli albori del cinema. Un patrimonio che ora rischia di finire sotto la polvere di uno scantinato. «Veltroni spende miliardi per la sua festa del cinema e a noi non dà un centesimo. Gli abbiamo mandato telegrammi, lettere, ma qui il sindaco non ha neppure messo piede. Lui e l'assessore alla Cultura Borgna sono il nostro ostacolo. Gestiscono la cultura a fini politici e personalistici, vogliono il monopolio culturale sul cinema a Roma. Molto fumo divistico e niente cultura seria. A Veltroni interessa solo portare a Roma i divi di Hollywood, dice di aiutare il cinema e poi lascia morire un museo come questo. È un venditore di parole». Pantieri, gravemente malato, aiutato solo dal vitalizio della legge Bacchelli, pochi giorni fa ha trovato dietro la porta l'avviso lasciato da un ufficiale giudiziario: sfratto esecutivo in data 20 gennaio 2007. «Ci hanno proposto un locale sotterraneo dall!
e parti dell'Eur. Una cantina, in pratica. Ma poi chi paga le luci, il personale, l'aria condizionata?».
Negli anni Pantieri ha ricevuto solidarietà e attestati di stima illustri, da Giovanni Pugliesi, presidente italiano dell'Unesco, ai maestri del cinema italiano. Da Federico Fellini (lettera dell'82: «Spero vivamente che gli enti pubblici si decidano a fornire gli aiuti necessari per salvare il patrimonio della cineteca. Non ti scoraggiare e vedrai che prima o poi anche in Patria troverai chi comprende e aiuta un così importante lavoro»). Da Sergio Leone (nel 1987: «Grazie per la tua opera di missionario che da anni conduci per la salvaguardia del cinema muto italiano ed internazionale»). Da Alberto Moravia (1986). «Vengono qui molti, ci dicono bravi, ma poi siamo sempre nella stessa situazione». Il ministro? «L'ho incontrato due volte ultimamente. A dicembre gli ho consegnato un dossier sullo stato di difficoltà del museo. Mi ha detto "ne riparleremo". Ma chi l'ha più sentito dopo?». Rutelli conosce la situazione del museo del cinema di Roma, ma gli appelli al ministro non !
hanno avuto riscontri di nessun tipo. «È stato lui che, la mezzanotte dell'ultimo giorno della sua giunta, ha venduto il palazzo in cui stiamo. Anzi, stavamo».
Pantieri chiede per il suo Mics la stessa soluzione che ha salvato il museo del cinema di Torino. «Una legge speciale. A Torino 15 anni fa il museo aveva molti problemi. Ora, con la legge speciale, è diventato un'attrattiva per i turisti». Se questo non fosse possibile, ci sarebbe un'altra soluzione ancora. «Sono disposto a cedere tutto allo Stato. Sono malato, ho avuto due infarti, ogni giorno prendo pillole per andare avanti. Vorrei andarmene sapendo che il museo non morirà con me. Ma chiedo solo una cosa: che non finisca nelle mani di quegli stessi che non hanno mai mosso un dito per aiutarci».
paolo.bracalini



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CINEMA E DELLO SPETTACOLO DI ROMA SOTTO SFRATTO

(Sesto Potere) - Roma - 26 dicembre 2006 - Lo storico forlivese Jos蠐antieri, nella foto d'archivio 蠬'ultimo a destra, fondatore nel 1959 del Mics di Roma (Museo internazionale del cinema e dello spettacolo), lancia un appello:
"Il Museo 蠤iventato una "realt࠶isitabile", di 1500 mq, in Via Portuense 101 a Porta Portese nel centro di Roma, oggi rischia di morire per cause che appaiono poco chiare.
Il Comune di Roma ha ceduto ad una Societࠉmmobiliare, l'enorme complesso
di Via Portuense-Via Bettoni e pertanto l'enorme patrimonio dovrebbe traslocare.
Il "Dove, Come, Quando" sono le preoccupazioni che affliggono le sorti della grande realtࠤel M.I.C.S. - che non solo dispone di un tesoro unico, straordinario e inestimabile, riconosciuto e stimato nel mondo, ma che 蠣onsiderato una rara memoria storica collettiva e - per ragioni di sicurezza e di tutela dello stesso - non pusere trasferito facilmente senza danni e pericoli di danneggiamento. Lo straordinario e inestimabile patrimonio (non solo sul cinema ma anche sul teatro, circo, musica, radio, televisione ecc.) memoria storica collettiva dell'umanit࠲ischia di crollare sul
traguardo. Infatti un trasferimento della sede potrebbe causare danni sia al patrimonio, sia alla cittࠥ alla collettivit࠰erch頲enderebbe impossibile, per un lungo periodo la fruizione di questo unico ed importante Museo giࠩnsito nella vita di Roma la "Cittࠤel Cinema".

Questo l'accorato appello di Jos蠐antieri:
CON UN BIGLIETTO ,LASCIATO SULLA PORTA DEL M.I.C.S.- MUSEO ^JOSE' PANTIERI^ DEL CINEMA E DELLO SPETTACOLO DI ROMA, UN'UFFICIALE GIUDIZIARIO , ROMANA MASCIANGELO , DELL'UFFICIO UNICO ESECUZIONI , SI RENDE NOTO CHE IL 20 GENNAIO CI SARA' LO SFRATTO.
QUESTO , PERCHE' UN POTENTE GRUPPO IMMOBILIARE CON A CAPO UN CERTO BONIFACI VUOLE DEMOLIRE IL GRANDE COMPLESSO DI VIA PORTUENSE -VIA BETTONI A ROMA PER COSTRUIRE UN PALAZZONE DI OTTO PIANI E RICAVARCI 180 APPARTAMENTI..CIOE' UN GROSSO AFFARE.
TUTTO QUESTO SENZA TENER CONTO CHE:
* IL M.I.C.S. E' UNA GRANDE REALTA' CULTURALE E SOCIALE DI PUBBLICA UTILITA' CON UN PATRIMONIO INESTIMABILE E DETERIORABILE .
* IL M.I.C.S. HA OTTENUTO NUMEROSI RICOSCIMENTI UFFFICIALI , COMPRESO IL VINCOLO DELLA SOPRINTENDENZA
* L'IMMOBILE E' ISCRITTO NELLA CARTA ARCHEOLOGICA, COME COSTRUZIONE STORICA RISALENTE ALL'INIZIO DEL NOVEVENTO E FATTA COSTRUIRE DAL NONNO DEL GRANDE REGISTA ROBERTO ROSSELLINI E CHE DE SICA VI GIRO' ALCUNE SCENE DEL CELEBRE ^LADRI DI BICICLETTE^
NULLA HA VALSO CHIEDERE AIUTO E SOLIDARIETA'.. TUTTI MUTI, SORDI E CIECHI .
QUINDI SIA FATTA LA VOLONTA' DI DIO
TUTTI GI AMICI E SIMPATIZZANTI DEL M.I.C.S. SONO INVITATI SABATO 20 GENNAIO ALLE ORE 10,30 NELLA CHIESTA DI SAN MARCELLO AL CORSO A ROMA ( VICINO A PIAZZA VENEZIA ) PER LA RECITA DEL SANTO ROSARIO DAVANTI ALL'IMMAGINE DELLA MADONNA DEL FUOCO , ELETTA, DA TEMPO, PROTETTRICE DEL M.I.C.S.
ANCORA IL 4 FEBBRAIO, FESTA UFFICIALE DELLA B.V. DEL FUOCO , SEMRE ALLE 10,30 A SAN MARCELLO AL CORSO PER UN'ANALOGA PREGHIERA.

Il M.I.C.S -Museo internazionale del cinema e dello spettacolo- di Jos蠐antieri (nato a Forli? il 19-11-1941) 蠵na grande realtࠣulturale e sociale, unica nel suo genere, con una sede espositiva di 1500 mq. nel centro di Roma, in Via Portuense 101 ( Porta Portese ) Si tratta di una delle pi?ortanti raccolte del settore, con un patrimonio inestimabile, frutto di una ricerca e di un lavoro altamente specializzato, sul cinema e lo spettacolo ( teatro, circo, musica,radio, televisione,fotografia, ecc.) riguardante l'immagine e il suono come memoria storica collettiva dell'umanit஠Una straordinaria e affascinante esposizione di cimeli appartenuti a grandi artisti, apparecchiature, costumi,manifesti, foto, film d'epoca,curiositࠥ raritࠩn molti casi uniche al mondo e di grande importanza. Oltre ai prestigiosi archivi: la fototeca, con due milioni di foto dal 1850 sino ai giorni nostri. La cineteca, con circa 5000 film d'epoca, in gran parte unici al!
mondo. Poi ancora: la biblioteca, emeroteca,videoteca,registroteca ecc. Sale di proiezione, moviole e attrezzature professionali di vari formati, laboratori e collegamenti satellitari TV, fanno del M.I.C.S. un punto di riferimento indispensabile e, in certi casi, veramente di primo piano ( specializzato sopraTtutto nelle raritࠤel cinema muto italiano ed europeo, ma anche in raccolte insolite e moderne ).




M.I.C.S. in sciopero
( 4 December 2006)






Il M.I.C.S., museo internazionale del cinema e dello spettacolo, sito a Roma in via Portuense 101, è stato fondato nel 1959 da Josè Pantieri, cineasta, storico e filosofo italiano. Frutto di un imponente lavoro di ricerca e costato enormi sacrifici, il M.I.C.S. rappresenta uno dei più importanti musei in ambito cinematografico, specializzando la sua offerta sul concetto di audiovisivo come memoria storica dell'umanità. Al suo interno è presente un patrimonio inestimabile di cimeli appartenuti a grandi personaggi del settore, oltre ad apparecchiature, film d'epoca, fotografie, costumi, manifesti e rarità uniche al mondo.





Nonostante l'importanza del lavoro svolto da Pantieri per la sua "creatura", il M.I.C.S. sta rischiando la chiusura a causa dei numerosi ostacoli posti sulla sua strada, dalla mancanza di fondi alla minaccia del supermercato attiguo, che vuole impadronirsi dei locali del Museo. Per questi motivi il consiglio direttivo del M.I.C.S. ha indetto uno sciopero a tempo indeterminato, e tutti coloro che volessero oggi visitare il suo Museo troverebbero sulla porta d'entrata il seguente comunicato: "Il M.I.C.S. dopo anni di lavoro e di sacrifici è costretto a ricorrere allo sciopero a tempo indeterminato con la sospensione e la chiusura del grande Museo e degli archivi per continui ostacoli e difficoltà di ogni genere. I numerosi riconoscimenti che a tutti i livelli da anni, sono stati 'scritti sulla carta' non corrispondono, purtroppo, alla concretezza dei fatti. Il M.I.C.S. è una grande realtà culturale e sociale che ha realizzato concretamente, attraverso mille difficoltà, senza a!
deguati aiuti, quello che dovevano e potevano realizzare altri ( cioè 'chi di dovere' .) dimostrando in tal modo l'inefficienza, gli sprechi, l'indifferenza e le ingiustizie che ostacolano la cultura e l'arte autentica e autonoma da ogni legame di natura politica, commerciale e settaria. Il M.I.C.S. ha salvato dalla distruzione e ha valorizzato, attraverso mezzo secolo di lavoro, un patrimonio inestimabile che sta andando alla rovina e ha aperto al pubblico un grande Museo a Roma, unico nel suo genere, in Via Portuense 101. Adesso M.I.C.S. non riesce più, soffocato dagli ostacoli, a lavorare come 'Cenerentola' e rischia il collasso attraverso una 'morte per avvelenamento'. Dopo aver lanciato ripetuti S.O.S., Il M.I.C.S. chiede solidarietà concreta e immediata e per questo motivo entra in sciopero a tempo indeterminato".





Seppur chiuso, il Museo conserva anche all'esterno tutta la sua aurea cinematografica, e passandoci davanti si ha modo di respirare cinema da ogni dove: alla sinistra della porta d'ingresso troviamo una gigantografia stilizzata di Charlie Chaplin, e tutta la parte superiore della parete è corollata da una enorme pellicola che cinge l'intera area. Sui muri sono presenti testimonianze e messaggi di vario tipo: il presidente della commissione italiana UNESCO, Giovanni Pugliesi, ha così espresso la sua solidarietà per Josè Pantieri: "Esprimo la mia viva partecipazione alla controversa vicenda del museo, in quanto si tratta di un istituto di alto valore storico e culturale, che raccoglie un patrimonio inestimabile che andrebbe preservato e meriterebbe una sede adeguata. (.) Con l'augurio che si riesca a trovare una soluzione alla adeguata conservazione della memoria storica del cinema e dello spettacolo italiano e internazionale". Poco lontano, sullo stesso muro, campeggia invece!
un telegramma di Federico Fellini: "Caro Pantieri, mi spiace non essere presente a questa serata che è il coronamento di un tuo lunghissimo lavoro svolto con amore. Mi auguro che il proposito di un museo del cinema a Roma possa realizzarsi secondo il tuo antico sogno. E prenotami la stanza più grande per un mio monumento equestre. Auguri buon Natale, Federico Fellini".





Il M.I.C.S. rappresenta un patrimonio per la cinematografia italiana e non solo, un monumento artistico che rischia di soccombere di fronte alle leggi imposte da questa società schiava del dio denaro, non curante dei suoi beni e delle sue tradizioni. Noi tutti ci schieriamo apertamente dalla parte di Pantieri, in attesa dei prossimi sviluppi e, speriamo vivamente, di buone notizie.
Alessio Trerotoli
















MuVi News

Musei, eventi, mostre, novità, informazioni, ricerca, laboratori e attività didattiche.

Il M.I.C.S. rischia la chiusura
Data di pubblicazione: Monday 8 January 2007
ROMA - Il M.I.C.S., museo internazionale del cinema e dello spettacolo, sito a Roma in via Portuense 101, è stato fondato nel 1959 da Josè Pantieri, cineasta, storico e filosofo italiano. Frutto di un imponente lavoro di ricerca e costato enormi sacrifici, il M.I.C.S. rappresenta uno dei più importanti musei in ambito cinematografico, specializzando la sua offerta sul concetto di audiovisivo come memoria storica dell'umanità. Al suo interno è presente un patrimonio inestimabile di cimeli appartenuti a grandi personaggi del settore, oltre ad apparecchiature, film d'epoca, fotografie, costumi, manifesti e rarità uniche al mondo. Nonostante l'importanza del lavoro svolto da Pantieri per la sua "creatura", il M.I.C.S. sta rischiando la chiusura a causa dei numerosi ostacoli posti sulla sua strada, dalla mancanza di fondi alla minaccia del supermercato attiguo, che vuole impadronirsi dei locali del Museo. Per questi motivi il consiglio direttivo del M.I.C.S. ha indetto uno sciope!
ro a tempo indeterminato, e tutti coloro che volessero oggi visitare il suo Museo troverebbero sulla porta d'entrata il seguente comunicato: "Il M.I.C.S. dopo anni di lavoro e di sacrifici è costretto a ricorrere allo sciopero a tempo indeterminato con la sospensione e la chiusura del grande Museo e degli archivi per continui ostacoli e difficoltà di ogni genere. I numerosi riconoscimenti che a tutti i livelli da anni, sono stati 'scritti sulla carta' non corrispondono, purtroppo, alla concretezza dei fatti. Il M.I.C.S. è una grande realtà culturale e sociale che ha realizzato concretamente, attraverso mille difficoltà, senza adeguati aiuti, quello che dovevano e potevano realizzare altri ( cioè 'chi di dovere' ) dimostrando in tal modo l'inefficienza, gli sprechi, l'indifferenza e le ingiustizie che ostacolano la cultura e l'arte autentica e autonoma da ogni legame di natura politica, commerciale e settaria. Il M.I.C.S. ha salvato dalla distruzione e ha valorizzato, attrav!
erso mezzo secolo di lavoro, un patrimonio inestimabile che sta andand
o alla rovina e ha aperto al pubblico un grande Museo a Roma, unico nel suo genere, in Via Portuense 101. Adesso M.I.C.S. non riesce più, soffocato dagli ostacoli, a lavorare come 'Cenerentola' e rischia il collasso attraverso una 'morte per avvelenamento'. Dopo aver lanciato ripetuti S.O.S., Il M.I.C.S. chiede solidarietà concreta e immediata e per questo motivo entra in sciopero a tempo indeterminato". Seppur chiuso, il Museo conserva anche all'esterno tutta la sua aurea cinematografica, e passandoci davanti si ha modo di respirare cinema da ogni dove: alla sinistra della porta d'ingresso troviamo una gigantografia stilizzata di Charlie Chaplin, e tutta la parte superiore della parete è corollata da una enorme pellicola che cinge l'intera area. Sui muri sono presenti testimonianze e messaggi di vario tipo: il presidente della commissione italiana UNESCO, Giovanni Pugliesi, ha così espresso la sua solidarietà per Josè Pantieri: "Esprimo la mia viva partecipazione alla contr!
oversa vicenda del museo, in quanto si tratta di un istituto di alto valore storico e culturale, che raccoglie un patrimonio inestimabile che andrebbe preservato e meriterebbe una sede adeguata. () Con l'augurio che si riesca a trovare una soluzione alla adeguata conservazione della memoria storica del cinema e dello spettacolo italiano e internazionale". Poco lontano, sullo stesso muro, campeggia invece un telegramma di Federico Fellini: "Caro Pantieri, mi spiace non essere presente a questa serata che è il coronamento di un tuo lunghissimo lavoro svolto con amore. Mi auguro che il proposito di un museo del cinema a Roma possa realizzarsi secondo il tuo antico sogno. E prenotami la stanza più grande per un mio monumento equestre. Auguri buon Natale, Federico Fellini". Il M.I.C.S. rappresenta un patrimonio per la cinematografia italiana e non solo, un monumento artistico che rischia di soccombere di fronte alle leggi imposte da questa società schiava del dio denaro, non cur!
ante dei suoi beni e delle sue tradizioni. Noi tutti ci schieriamo ape
rtamente dalla parte di Pantieri, in attesa dei prossimi sviluppi e, speriamo vivamente, di buone notizie. (Alessio Trerotoli)
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Film/Italien/Österreich/Museen/Kulturpolitik

Römisches Filmmuseum will nach Österreich "auswandern"

Utl.: Delogierung droht - Wiener Filmarchiv könnte der umfangreichen
Sammlung ein neues Quartier geben =

Rom/Wien (APA) - Das Filmmuseum in Rom, in dem über 5.000 Originalfilme, Dokumente, Fotos Filmapparate und Kostüme aufbewahrt sind, will nach Österreich "auswandern". Dem 1959 gegründeten Filmmuseum droht mit 20. Jänner die Delogierung aus dem Gebäude im Besitz der römischen Gemeinde, laut dem Leiter und Gründer des Museums, Jose Pantieri, sei kein neuer Sitz zur Verfügung gestellt worden. Hilfe könnte laut Pantieri vom Wiener Filmarchiv kommen. Ernst Kieninger vom Filmarchiv Austria bestätigte gegenüber der APA das Interesse seines Hauses.

"Ich weiß zwar noch nichts von der brisanten Situation", so Kieninger, aber die Sammlung von Pantieri sei auf jeden Fall äußerst reizvoll. Vor einem Jahr habe es bereits Vorgespräche gegeben, man habe Interesse bekundet und auch schon die Sammlung vor Ort besichtigt. "Eine Unterbringung im Schloss Laxenburg (Anm. dem Zentralfilmarchiv) wäre möglich", bestätigte der Filmarchiv-Leiter das von Pantieri öffentlich gemachte Angebot. Für eine Präsentation der umfangreichen Sammlung gebe es derzeit jedoch keine Möglichkeit. Allerdings wäre damit ein großer Schritt für das lang gehegte Projekt eines Kinomuseums gemacht.

In Rom sind derzeit wertvolle Streifen und Zeugnisse europäischer Filmgeschichte auf einer 1.500 Quadratmeter großen Ausstellungsfläche aufbewahrt. "Die Leitung des Filmarchivs hat große Sensibilität bewiesen", lobte Pantieri das österreichische Pendant. "Wir sind bereit, Österreich all unser Material zu schenken, wenn die Stadt Rom uns nicht unterstützt." Schon im vergangenen Jahr hatte der Italiener dem Filmarchiv den ersten Mozart-Film der Kinogeschichte, "Mozart: Leben, Lieben und Leiden", überlassen.

Das Gebäude, in dem sich das römische Filmmuseum befindet, wurde von der Gemeinde einem bekannten Immobilienunternehmer verkauft, der daraus 180 Wohnungen machen will. "Bisher konnte das Museum dank der Eintritte der Besucher, der Hilfe einiger Sponsoren und viel Opfer mehrerer Filmliebhaber überleben", so Pantieri. Das römische Filmmuseum enthält die weltweit größte Sammlung von Stummfilmen, das Archiv unter anderem zwei Millionen Bühnenfotos, Drehbücher von Starregisseuren wie Sergio Leone und Roberto Rossellini, die Filmkamera von Vittorio De Sica, Bühnenkleider von Federico Fellinis Streifen und die erste Platte des italienischen Starschauspielers Vittorio Gassman.

Kürzlich hatte das Filmmuseum in Rom die Originalausgabe eines wertvollen österreichischen Films aus dem Jahr 1906 entdeckt, das von der Wiener Produktionsgesellschaft Sascha Films hergestellt wurde und zwei Vorgänger des bekannten amerikanischen Komiker-Duos Stan Laurel und Oliver Hardy zeigt. Der achtminütige Film stammt aus den südamerikanischen Archiven des römischen Museums. Der Film heißt in der spanischen Version im Besitz des Filmmuseums "Ora te reconosco" (Jetzt erkenne ich dich).

(S E R V I C E - http://www.filmarchiv.at)
(Schluss) mit/dae/whl

APA0329 2007-01-09/12:44

091244 Jän 07


Der Standard" vom 10.01.2007 Seite: 32
Ressort: Kultur

Abend, Morgen

KULTURSCHAU


Römisches Filmmuseum vor Umzug

Rom/Wien - Das Filmmuseum in Rom, in dem über 5000 Originalfilme, Dokumente, Fotos, Filmapparate und Kostüme aufbewahrt sind, will nach Österreich "auswandern". Dem 1959 gegründeten Filmmuseum droht mit 20. Jänner die Delogierung aus dem Gebäude im Besitz der römischen Gemeinde. Laut dem Leiter und Gründer des Museums, Jose Pantieri, sei kein neuer Sitz zur Verfügung gestellt worden. "Eine Unterbringung im Zentralfilmarchiv wäre möglich", bestätigte der Filmarchiv-Leiter Ernst Kieninger das von Pantieri öffentlich gemachte Angebot. In Rom sind derzeit wertvolle Streifen und Zeugnisse europäischer Filmgeschichte auf einer 1500 Quadratmeter großen Ausstellungsfläche aufbewahrt. "Die Leitung des Filmarchivs hat große Sensibilität bewiesen", lobte Pantieri das österreichische Pendant. "Wir sind bereit, Österreich all unser Material zu schenken, wenn die Stadt Rom uns nicht unterstützt." (APA)

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"Kurier" vom 13.01.2007 Seite: 37
Ressort: Kultur

Luise Hahn

Wi, Abend, Wi, Länder, Morgen
Interview mit Direktor Josè Pantieri

Absurde Polit-Groteske um römisches Museum

Das bedeutende Filmmuseum in Rom steht vor dem Aus. Ein Rettungs-Angebot gibt es aber nur vom Filmarchiv Austria.

D as ist eine surreal anmutende Geschichte, die noch dazu voll von Widersprüchen ist", erklärte Josè Pantieri, Gründer und Leiter des berühmten Museums im Gespräch mit dem KURIER.

Pantieri weiß, dass sich am 20. Jänner ein Gerichtsvollzieher zwecks Delogierung der kulturellen Einrichtung Zutritt verschaffen wird. Notfalls auch per Polizei-Einsatz. Denn in der Gerichtsakte steht geschrieben, dass den Abbrucharbeiten am historischen Gebäude im Stadtteil Trastevere nicht einmal die international wertvollen Sammlungen von Filmen, Fotos und alten Apparaten im Wege stehen dürfen.

"Dabei ist unser Museum seit 2003 vom italienischen Staat per Dekret als unter absolutem Schutz stehend eingestuft - so wie Bilder von Raffael oder etruskische Gräber", so der Direktor. "Deshalb darf hier gar nichts verändert oder auch nur vom Ort entfernt werden."

Für die Gemeinde Rom war dies jedoch kein Hindernis beim Verkauf der Liegenschaft an eine Immobiliengesellschaft, die dann für den Abbruch des Altbaus und die Errichtung von 180 Eigentumswohnungen grünes Licht erhielt.

"Obschon das Museumsgebäude vom Großvater Roberto Rossellinis gebaut wurde und Vittorio de Sica hier 1948 Teile seiner ,Ladri di Biciclette' (Fahrrad-Diebe) gedreht hat", klagt Pantieri.

Detail am Rande: Roms Bürgermeister Walter Veltroni bekennt sich bei jeder Gelegenheit als passionierter Film-Fan, reagierte aber bis dato auf keinen der SOS-Appelle des Museumsdirektors.

Filmarchiv Austria

"Wenn wir nach Österreich übersiedeln dürften, wäre das ideal", träumt Pantieri. Das Filmarchiv Austria wäre nämlich bereit, der römischen Sammlung permanentes "Asyl" zu gewähren.

"Wir sind mit Herrn Pantieri seit Monaten im Gespräch und könnten im Falle einer Realisierung seiner Schenkung die Bestände in Laxenburg unterbringen", bestätigt Günter Krenn vom Filmarchiv Austria dem KURIER. "In Kontakt kamen wir wegen des Mozart-Stummfilms aus dem Jahr 1921, dessen Fragment wir von Pantieris Museum erworben haben." Der Streifen, 45 Minuten der ursprünglichen 90, wurde mühevoll restauriert und soll im April öffentlich vorgestellt werden.

Doch leider ist die Rettung des römischen Museums nicht so einfach möglich. Denn besagtes Regierungsdekret von 2003 gestattet ja nicht einmal eine Übersiedlung innerhalb der Ewigen Stadt, geschweige denn eine Ausfuhr nach Österreich.

Genau dieser Punkt bietet aber immerhin auch einen winzigen Hoffnungsschimmer für den Weiterbestand des Museums in Trastevere. Denn auch der Gerichtsvollzieher würde sich strafbar machen, sollte er am 20. Jänner tatsächlich die Räumung des Gebäudes durchführen lassen.

www.filmarchiv.at

^mics@email.it^

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