IL CINEFORUM DEL DOTTOR FREUD - II Edizione

Nonostante la nota idiosincrasia di Freud per il cinema, fu grazie ad Hollywood ed alla fabbrica dei sogni che il suo pensiero fu diffusamente divulgato.

27/gen/2007 14.20.00 accordi @ DISACCORDI Contatta l'autore

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Cinema e psicoanalisi, due gemelli immaginari, nati nello stesso anno:
il 1895. Il 25 dicembre di quello anno, infatti, i fratelli Lumiere
proiettarono le prime pellicole a Parigi ed a Vienna, Sigmund Freud, il
Padre della psicoanalisi, scrive gli Studi sull’Isteria che è la
premessa alla psicoanalisi.
Nonostante la nota idiosincrasia di Freud
per il cinema, fu grazie ad Hollywood ed alla fabbrica dei sogni che il
suo pensiero fu diffusamente divulgato. Dopo lo avvento del nazismo
diversi psicoanalisti di origine ebrea dovettero abbandonare la
Germania e rifugiarsi in America. Stessa sorte ebbero numerosi registi
e sceneggiatori che esportarono negli Studios lo stile crepuscolare,
tipico del cinema tedesco. Il cerchio si chiuse quando anche in Europa
le avanguardie artistiche come il surrealismo, si lasciarono folgorare
dal fascino della psicoanalisi. Da quel momento in poi fu un ribollire
di opere che facevano riferimento, in maniera esplicita o implicita,
alla dottrina freudiana e che impaginavano trame dalla tessitura
onirica, immerse in un atmosfera dove il sogno e la realtà si
confondevano, fino a fondersi una nella altra. Per la natura stessa del
dispositivo cinematografico (il buio e l’oscurità della sala, la
posizione comoda e rilassata sulla poltrona, la irrealtà delle immagini
proiettate sullo schermo) nel corso della visione del film, si entra,
infatti, in un regime di credenza simile alla condizione di chi sogna.
Il dispositivo cinematografo diviene, quindi, quello spazio immaginario
dove immagine ed immaginazione coincidono, dove la realtà e la finzione
cinematografica si sovrappongono.
La II edizione della rassegna IL
CINEFORUM DEL DOTTOR FREUD – II Edizione, organizzata dalla
Associazione EIDOS che si tiene a Napoli presso il PAN (Palazzo delle
Arti Napoli) dal 28 al 31 gennaio 2007, propone sedici pellicole in
bianco e nero, realizzate in un arco di tempo compreso tra gli Anni
Venti e Sessanta, distribuite in quattro giorni, alcune delle quali
introdotte da un critico cinematografico, uno storico del cinema o da
una psicoanalista. Il breve viaggio sui rapporti tra cinema e
psicoanalisi parte dai capolavori delle avanguardie storiche,
attraversa il noir di Lang e Siodmak, i classici di Bergman, Rossellini
ed Hitchcock, lambisce i territori del western, del musical e del
melodramma. Ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.
Info: PAN –
Tel. 0817958605
http://www.cinemaepsicoanalisi.com

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