UNA RAFFICA DI ARTICOLI AUSTRIACI IN DIFESA DEL MICS DI ROMA

02/feb/2007 13.49.00 Museo Cinema Roma Contatta l'autore

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IL M.I.C.S. -MUSEO CINEMA SPETTACOLO ROMA
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COMUNICATO STAMPA M.I.C.S. MUSEO CINEMA ROMA ^mics@email.it^ Ufficio Stampa Paganelli
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UNA RAFFICA DI ARTICOLI AUSTRIACI SOSTENGONO LA BATTAGLIA DEL M.I.C.S.- MUSEO ^JOSE' PANTIERI ^DEL CINEMA E DELLO SPETTACOLO DI ROMA
MENTRE IN ITALIA SONO MUTI,SORDI E CIECHI .
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MENTRE LA STAMPA ITALIANA , SALVO QUALCHE ECCEZZIONE ( AD ESEMPIO L'AMPIO ARTICOLO APPARSO SU ^ IL GIORNALE ^DEL30-12-2006 NELLA PAGINA DELLA CULTURA ) NON SI E' ANCORA OCCUPATA DEL CASO SCANDALOSO RIGUARDANTE L'EMERGENZA SFRATTO DEL M.I.C.S. - MUSEO DEL CINEMA E DELLO SEPTTACOLO DI ROMA , LA STAMPA AUSTRIACA E ANCHE LA TV DI STATO ORF , HANNO DATO AMPIO RILIEVO A QUESTO CASO, ANCHE PERCHE' , SE GLI ITALIANI NON DIMOSTRERANNO UNA CONCRETA E DECISA SOLIDARIETA', IL MUSEO POTREBBE ESSERE TRASFERITO IN AUSTRIA, ALLA FACCIA DI VELTRONI, RUTELLI & c°

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n. 308 del 2006-12-30 pagina 26
Il museo del cinema diventa muto

SOTTO SFRATTO IL MICS DI ROMA CHE CONSERVA RARISSIMI DOCUMENTI (PERFINO LA BOMBETTA DI TOTO') . IL SUO CREATORE JOSE' PANTIERI :^NELLA CITTA' CHE SPENDE MILIONI PER UN FESTIVAL , IL MINISTRO RUTELLI E IL SINCADO VELTRONI SE NE INFISCHIANO^

di Paolo Bracalini
Nella Roma «città del cinema» del sindaco-cinefilo Walter Veltroni, ex ministro dei Beni culturali, un museo del cinema riceve lo sfratto e non succede niente. Nella città di Rutelli ministro dei Beni culturali, ex sindaco, c'è la sede di un'istituzione culturale che viene venduta a una società immobiliare la quale ora, al posto del Mics di Josè Pantieri - 1500 metri quadrati di pellicole d'epoca, foto, costumi originali, cimeli donati dai divi del cinema italiano, oggetti rarissimi, da archeologia del cinematografo - vuol farci un palazzo privato, e le istituzioni non si muovono di un passo.
Lo sfratto è arrivato pochi giorni fa, dopo un'audizione alla Camera che si è conclusa con un buco nell'acqua. Il museo a Roma c'è dal 1989 ed è riconosciuto come patrimonio dello Stato dalla sovrintendenza. «Come una tomba etrusca, o un quadro di Raffaello. Ma ormai sta in piedi per miracolo», dice Josè Pantieri, storico del cinema e fondatore del museo, prima a Parigi (nel '59), poi a Roma. Per l'esattezza, il Mics (Museo internazionale del cinema e dello spettacolo) ora è chiuso e forse non riaprirà più. Il problema è dove (e come) trasferire le migliaia di pellicole e oggetti storici custoditi, fino a oggi, nell'edificio di via Portuense. Né il sindaco né il ministro hanno risposto agli appelli del consiglio direttivo del Mics per assegnare una nuova sede al museo sfrattato. «C'è anche - dice Pantieri - un altro problema. Spostare tutto senza garanzie, senza un preciso inventario, senza un minimo di finanziamenti per la gestione e il personale è un suicidio, una farsa, u!
na trappola».
Pantieri ha messo insieme, in quarant'anni, un patrimonio enorme di materiali, soprattutto sul cinema muto italiano, su cui organizza periodicamente una rassegna internazionale. Nelle stanze del museo sulla Portuense ci sono pezzi unici. C'è un film di 20 minuti in cui Trilussa recita quattro delle sue poesie dialettali, l'unico documento filmato esistente al mondo del grande poeta romano, girato al Pincio, nel 1930. Ci sono la bombetta di Totò regalata dallo stesso principe della risata, il costume di Giulietta Masina in Ginger e Fred, il primo disco registrato da un giovanissimo Vittorio Gassman, una cinepresa usata da Vittorio De Sica, i costumi delle prime dive del cinema muto italiano (Francesca Bertini, Elvira Notari). Ci sono i prototipi delle cineprese ancora in legno, le prime macchine per il montaggio, fondi e raccolte dei cineasti degli anni '10 e '20, rarità come il primo film «turistico» girato nella capitale, Un Cicerone a Roma (1905) e Mozart (1917), il primo !
sulla vita del compositore di Salisburgo.
In tutto cinquemila film d'epoca, due milioni di foto, migliaia di oggetti che documentano gli albori del cinema. Un patrimonio che ora rischia di finire sotto la polvere di uno scantinato. «Veltroni spende miliardi per la sua festa del cinema e a noi non dà un centesimo. Gli abbiamo mandato telegrammi, lettere, ma qui il sindaco non ha neppure messo piede. Lui e l'assessore alla Cultura Borgna sono il nostro ostacolo. Gestiscono la cultura a fini politici e personalistici, vogliono il monopolio culturale sul cinema a Roma. Molto fumo divistico e niente cultura seria. A Veltroni interessa solo portare a Roma i divi di Hollywood, dice di aiutare il cinema e poi lascia morire un museo come questo. È un venditore di parole». Pantieri, gravemente malato, aiutato solo dal vitalizio della legge Bacchelli, pochi giorni fa ha trovato dietro la porta l'avviso lasciato da un ufficiale giudiziario: sfratto esecutivo in data 20 gennaio 2007. «Ci hanno proposto un locale sotterraneo dall!
e parti dell'Eur. Una cantina, in pratica. Ma poi chi paga le luci, il personale, l'aria condizionata?».
Negli anni Pantieri ha ricevuto solidarietà e attestati di stima illustri, da Giovanni Pugliesi, presidente italiano dell'Unesco, ai maestri del cinema italiano. Da Federico Fellini (lettera dell'82: «Spero vivamente che gli enti pubblici si decidano a fornire gli aiuti necessari per salvare il patrimonio della cineteca. Non ti scoraggiare e vedrai che prima o poi anche in Patria troverai chi comprende e aiuta un così importante lavoro»). Da Sergio Leone (nel 1987: «Grazie per la tua opera di missionario che da anni conduci per la salvaguardia del cinema muto italiano ed internazionale»). Da Alberto Moravia (1986). «Vengono qui molti, ci dicono bravi, ma poi siamo sempre nella stessa situazione». Il ministro? «L'ho incontrato due volte ultimamente. A dicembre gli ho consegnato un dossier sullo stato di difficoltà del museo. Mi ha detto "ne riparleremo". Ma chi l'ha più sentito dopo?». Rutelli conosce la situazione del museo del cinema di Roma, ma gli appelli al ministro non !
hanno avuto riscontri di nessun tipo. «È stato lui che, la mezzanotte dell'ultimo giorno della sua giunta, ha venduto il palazzo in cui stiamo. Anzi, stavamo».
Pantieri chiede per il suo Mics la stessa soluzione che ha salvato il museo del cinema di Torino. «Una legge speciale. A Torino 15 anni fa il museo aveva molti problemi. Ora, con la legge speciale, è diventato un'attrattiva per i turisti». Se questo non fosse possibile, ci sarebbe un'altra soluzione ancora. «Sono disposto a cedere tutto allo Stato. Sono malato, ho avuto due infarti, ogni giorno prendo pillole per andare avanti. Vorrei andarmene sapendo che il museo non morirà con me. Ma chiedo solo una cosa: che non finisca nelle mani di quegli stessi che non hanno mai mosso un dito per aiutarci».
paolo.bracalini



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"Der Standard" vom 02.02.2007 Seite: 26

"Kultur ist in Italien kein freies Gut"



Wenn er über sich selbst spricht, gerät Josè Pantieri gerne ins Schwärmen. Er sieht sich als weltbekannten Promotor", als Cineast, Professor, Historiker und Philosoph. Doch der 65-jährige Katholik ( Die Lehre Christi ist für mich alles") ist mit Leib und Seele vor allem eines: Direktor des von ihm gegründeten Filmmuseums in Rom. Das Museo internazionale del Cinema e dello Spettacolo wertet Pantieri als fundamentalen Ort der Hauptstadt" und als einmalige kulturelle und soziale Realität". Nur: Das den meisten Römern unbekannte Museum kann nur nach Voranmeldung besucht werden. In vier Jahrzehnten hat der leidenschaftliche Cineast in einem alten Palazzo in Trastevere tausende Erinnerungsstücke aus der Kinogeschichte zusammengetragen: handbetriebene Kameras und Projektoren, Szenenfotos und Kostüme, Plakate und Stummfilme. In verstaubten Räumen reiht sich wertloser Tand an kostbare Exponate, tausende alter Filme türmen sich in dunklen Lagern. Zwei Briefe von Federico Fellini, e!
in Hut von Totò, ein Foto von Hitchcock, ein alter Schneidetisch, ein 1903 in Salzburg und Wien gedrehter Mozart-Film geht es nach Pantieris Willen, dann sollen die liebevoll gesammelten Exponate seines Museums in Wien landen. Ich bin bereit, meine Sammlung dem Filmarchiv Austria zu schenken", versichert Josè Pantieri dem Standard: Gespräche seien bereits im Gang, es habe mehrere Treffen mit Vertretern des Filmarchivs und der österreichischen Botschaft gegeben. Ziel der Sammlung sei die Filmarchiv-Dependance in Laxenburg. Caligula" Veltroni ...
Pantieris Großzügigkeit entspringt nicht purer Geberlaune. Seit die Gemeinde das Gebäude in Trastevere an eine Baufirma veräußert hat, liegt er mit der römischen Stadtverwaltung im Krieg.Der Palazzo, in dem das 1500 Quadratmeter große Museum untergebracht ist, soll in Kürze abgerissen werden. In der angedrohten Zwangsdelogierung sieht Pantieri einen barbarischen Akt". Roms kulturbe-Gerhard Mumelter aus Rom flissenen Bürgermeister Walter Veltroni verteufelt er als Caligula, der nur die Volksbelustigung im Sinn" habe: Wer in dieser Stadt nicht rot ist, wird ignoriert." Zwar mag Pantieri nicht bestreiten, dass ihm die Stadt eine Alternative angeboten habe. Aber es handelt sich um ein fensterloses Tiefgeschoß." In der Gemeinde gilt der streitbare Cineast als schillernde Figur". Der zuständige Stadtrat Claudio Minelli weist Pantieris Darstellung irritiert zurück. Wir haben ihm einen eigenen Trakt im Museum für Volkskunde angeboten und 750.000 Euro für dessen Adaptierung bereit!
gestellt. Die Eignung der Räumlichkeiten wurde von Experten desDenkmalamtes bestätigt" versichert Minelli. Der Absicht, das Museum nach Wien auszusiedeln, misst die Gemeinde keine Bedeutung bei. Denn wie alle Museen Italiens steht auch Pantieris Sammlung, wie wenig beachtet auch immer, unter besonderem Schutz. Für eine Übersiedlung nach Wien ist eine Erlaubnis des zuständigen Denkmalamtes unerlässlich. Die aber bekommt Pantieri nicht. Seufzt der streitbare Direktor: Kultur ist in Italien leider kein freies Gut."


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Ö1 Inforadio 31.01.07

Kultur
11:59
Mo, 29.01.2007
Film
Römisches Kinomuseum nach Wien?

Länge: 5:08 min
Kulturjournal - Andreas Pfeifer
Dass Rom von einem begeisterten Cineasten regiert wird, kann keiner Kamera entgehen. Bürgermeister Walter Veltroni hat im Oktober letzten Jahres an der Seite von Nicole Kidman und Sean Connery ein neues Filmfestival eröffnet. Und erst letzte Woche erst war er mit seinem Duzfreund Leonardo DiCaprio blitzlichtgewittrig in seiner Stadt unterwegs.

Umso befremdlicher ist es, dass er bisher noch nie den Weg nach Trastevere in die Via Portuense 101 gefunden hat - zum Internationalen Kinomuseum von Rom. Glamourös wirkt es keineswegs, aber immerhin wurde die ehemalige Großbäckerei von Roberto Rossellinis Großvater erbaut. Und immerhin hat Vittorio de Sica hier 1948 einige Szenen seiner legendären "Fahrraddiebe" gedreht.

Tausende cineastische Schätze
Umso erstaunlicher aber mutet an, welche cineastischen Schätze in dem schmucklos-chaotischen Inneren des schmucklos-chaotischen Inneren des römischen Kinomuseums zu finden sind:

5.000 Stummfilme, 2 Millionen Fotos, Kostüme aus Fellini-Filmen, Kameras, Fotoapparate und zahllose Devotionalien von Filmgöttern früher Zeiten.

Umsiedlung nach Wien?
Dass dies alles nun einem neuen Wohnblock mit 180 Appartements weichen soll, erfüllt José Pantieri, den Besitzer, Sammler und Museumsdirektor in Personalunion, mit heiligem Zorn:

"Auf dem Papier werden wir in den Himmel gelobt, das Kultusministerium hat uns sogar denselben Denkmalschutz wie einem etruskischen Grab oder einem Gemälde von Raffaello zugesichert. Aber man stellt uns keine Mittel zur Verfügung, um unsere Sammlung vor dem Verfall zu bewahren. Bedenken Sie, dass bereits 85 Prozent der Bestände aus der Frühzeit des Kinos verloren sind. Der Rest sind diese 5.000 Filme, also ein wichtiger Teil unseres kollektiven Gedächtnisses. Um ihn zu retten, springt nun - dankenswerter Weise - das Wiener Filmarchiv ein. Es hat mir seine Unterstützung angeboten, um möglicherweise das gesamte Museum nach Österreich zu verfrachten."

Erster Mozart-Stummfilm
Dem Wiener Filmarchiv hat Pantieri bereits eine Rarität anvertraut: Den Stummfilm Mozarts "Leben, Lieben und Leiden", der 1921 in Salzburg gedreht wurde und die erste filmische Biografie des Komponisten darstellt. Das Nitromaterial wurde unterdessen restauriert und soll im März 2007 erstmals wieder gezeigt werden. Außerdem findet sich in Pantieris Archiv die Originalausgabe des österreichischen Films "Die schwarze Hand" aus dem Jahre 1906, dessen Hauptdarsteller die Komik von Stan Laurel und Oliver Hardy vorwegnehmen.

Pantieri: Probe aufs Exempel
Und Pantieri ist gewillt, sein gesamtes Archiv nach Wien zu verfrachten - wenn Rom nicht doch noch einlenkt:

"Die Österreicher haben mir ein sehr schönes Angebot gemacht - und deshalb möchte ich in jedem Falle zumindest einen Teil meiner Sammlung nach Österreich bringen. Nun muss man abwarten, ob Italien das zulässt, aber ich mache nun die Probe aufs Exempel. Ich will jetzt endgültig wissen, ob Bürgermeister Veltroni nur ein Sprücheklopfer ist."

Römischer Streit um Film-Schatz
Die Verhandlungsbereitschaft der römischen Stadtverwaltung allerdings scheint erschöpft. Auf Anfrage des ORF bezeichnet Claudio Minello, der zuständige Stadtrat, Pantieris Verhalten als völlig inakzeptabel und kontraproduktiv. Wovon sich seiner Meinung nach bald auch das Filmarchiv Austria überzeugen wird.

Stadtrat Minelli zürnt, weil Pantieri das angebotene Ausweichquartier im römischen Volkskundemuseum ablehnt, weil er fürchtet, seine Sammlung könnte in den finsteren Kellerräumen für immer verschwinden. Dass sie stattdessen nun die Reise ins Ausland antritt, ist aber auch nicht gewiss. Denn die italienischen Ausführbestimmungen sind streng, weiß Andreas Schmiedinger, der Direktor des österreichischen Kulturforums in Rom.

Die Zeit läuft
Eine Anfrage, ob die italienischen Behörden einer Schenkung und der Überführung des Kinomuseums nach Österreich zustimmen würden, harrt derzeit ihrer Beantwortung.

Viel Zeit bleibt José Pantieri nicht. Und im Drehbuch dieser Geschichte ist für Dienstag der Auftritt des Gerichtsvollziehers festgehalten.
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"NEUE Zeitung für Tirol" Nr. 20-N vom 25.01.2007 Seite: 51
Ressort: Kultur



Si zum Film, No zum Filmmuseum

Während das Filmmuseum Rom nach Wien auswandern muss, soll das italienische Kino per Gesetz gefördert werden.

Italien scheint sich uneins zu sein. Einerseits wird auf die Rolle als Filmland gepocht, andererseits droht ein Stück Filmgeschichte - gesammelt im römischen Filmmuseum - nach Wien abzuwandern. Über 5000 Originalfilme, Dokumente, Fotos, Filmapparate und Kostüme sind dort aufbewahrt. Das 1959 gegründete Filmmuseum muss am 31. Jänner trotz zahlreicher Rettungsversuche das Gebäude, das sich im Besitz der römischen Gemeinde befindet, verlassen. Dem Leiter und Gründer des Museums, Jose Pantieri, wurde kein neuer Standort zur Verfügung gestellt, er will die Sammlung dem Wiener Filmarchiv zu schenken.

Neue Chance

"Wir hoffen somit auf eine neue Chance für das Filmmuseum, für das sich in Italien niemand interessiert", klagte Pantieri verbittert: "Rom hat kürzlich ein großes Filmfestival organisiert, beweist jedoch keinerlei Interesse für sein Filmmuseum".

Währenddessen bemüht sich Italiens altkommunistische Regierungspartei den Import amerikanischer Filme bremsen. Die Partei plant ein Gesetz zur Förderung des italienischen Kinos. Demnach sollen für jeden amerikanischen Film zwei europäische Streifen vertrieben werden. Einer davon soll italienisch sein. "Der italienische Filmmarkt ist von US-Streifen monopolisiert, Kinobesucher haben keine andere Wahl. In den Kinos findet man nur noch amerikanische Filme. Dabei erlebt das italienische Kino eine vitale Phase, die unterstützt werden soll", sagte ein Verfasser des Gesetzesentwurfs, Senator Giovanni Russo Spena.

"Bitterer Reis" fürs Filmmuseum Rom: Am 31. Jänner wird delogiert.Foto: Österreichisches Filmmuseum


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COMUINICATO STAMPA MICS- MUSEO CINEMA UFF. P,R, PAGANELLI ^mics@email.it^

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LA STAMPA AUSTRIACA SOSTIENE IL MICS- MUSEO JOSE' PANTIERI DEL CINEMA E DELLO SPETTACOLO DI ROMA INGIUSTAMENTE SFRATTATO
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Film/Italien/Österreich/Museen/Kulturpolitik

Römisches Filmmuseum will nach Österreich "auswandern"

Utl.: Delogierung droht - Wiener Filmarchiv könnte der umfangreichen
Sammlung ein neues Quartier geben =

Rom/Wien (APA) - Das Filmmuseum in Rom, in dem über 5.000 Originalfilme, Dokumente, Fotos Filmapparate und Kostüme aufbewahrt sind, will nach Österreich "auswandern". Dem 1959 gegründeten Filmmuseum droht mit 20. Jänner die Delogierung aus dem Gebäude im Besitz der römischen Gemeinde, laut dem Leiter und Gründer des Museums, Jose Pantieri, sei kein neuer Sitz zur Verfügung gestellt worden. Hilfe könnte laut Pantieri vom Wiener Filmarchiv kommen. Ernst Kieninger vom Filmarchiv Austria bestätigte gegenüber der APA das Interesse seines Hauses.

"Ich weiß zwar noch nichts von der brisanten Situation", so Kieninger, aber die Sammlung von Pantieri sei auf jeden Fall äußerst reizvoll. Vor einem Jahr habe es bereits Vorgespräche gegeben, man habe Interesse bekundet und auch schon die Sammlung vor Ort besichtigt. "Eine Unterbringung im Schloss Laxenburg (Anm. dem Zentralfilmarchiv) wäre möglich", bestätigte der Filmarchiv-Leiter das von Pantieri öffentlich gemachte Angebot. Für eine Präsentation der umfangreichen Sammlung gebe es derzeit jedoch keine Möglichkeit. Allerdings wäre damit ein großer Schritt für das lang gehegte Projekt eines Kinomuseums gemacht.

In Rom sind derzeit wertvolle Streifen und Zeugnisse europäischer Filmgeschichte auf einer 1.500 Quadratmeter großen Ausstellungsfläche aufbewahrt. "Die Leitung des Filmarchivs hat große Sensibilität bewiesen", lobte Pantieri das österreichische Pendant. "Wir sind bereit, Österreich all unser Material zu schenken, wenn die Stadt Rom uns nicht unterstützt." Schon im vergangenen Jahr hatte der Italiener dem Filmarchiv den ersten Mozart-Film der Kinogeschichte, "Mozart: Leben, Lieben und Leiden", überlassen.

Das Gebäude, in dem sich das römische Filmmuseum befindet, wurde von der Gemeinde einem bekannten Immobilienunternehmer verkauft, der daraus 180 Wohnungen machen will. "Bisher konnte das Museum dank der Eintritte der Besucher, der Hilfe einiger Sponsoren und viel Opfer mehrerer Filmliebhaber überleben", so Pantieri. Das römische Filmmuseum enthält die weltweit größte Sammlung von Stummfilmen, das Archiv unter anderem zwei Millionen Bühnenfotos, Drehbücher von Starregisseuren wie Sergio Leone und Roberto Rossellini, die Filmkamera von Vittorio De Sica, Bühnenkleider von Federico Fellinis Streifen und die erste Platte des italienischen Starschauspielers Vittorio Gassman.

Kürzlich hatte das Filmmuseum in Rom die Originalausgabe eines wertvollen österreichischen Films aus dem Jahr 1906 entdeckt, das von der Wiener Produktionsgesellschaft Sascha Films hergestellt wurde und zwei Vorgänger des bekannten amerikanischen Komiker-Duos Stan Laurel und Oliver Hardy zeigt. Der achtminütige Film stammt aus den südamerikanischen Archiven des römischen Museums. Der Film heißt in der spanischen Version im Besitz des Filmmuseums "Ora te reconosco" (Jetzt erkenne ich dich).

(S E R V I C E - http://www.filmarchiv.at)
(Schluss) mit/dae/whl

APA0329 2007-01-09/12:44

091244 Jän 07


Der Standard" vom 10.01.2007 Seite: 32
Ressort: Kultur

Abend, Morgen

KULTURSCHAU

Ulrich Khuon wechselt nach Berlin

Hamburg - Ulrich Khuon, bisher Direktor des Hamburger Thalia Theaters, wechselt überraschend an das Deutsche Theater Berlin. Wie bereits zuvor in Hannover gelang dem 55-jährigen Khuon auch in Hamburg der Spagat zwischen konservativem Repertoire und jungen Autoren. Khuon löst 2008 Bernd Wilms ab. Ursprünglich war der Salzburger Schauspielchef Thomas Oberender für die Wilms-Nachfolge vorgesehen gewesen. Dieser bleibt nun weiter in Salzburg. (APA)

Römisches Filmmuseum vor Umzug

Rom/Wien - Das Filmmuseum in Rom, in dem über 5000 Originalfilme, Dokumente, Fotos, Filmapparate und Kostüme aufbewahrt sind, will nach Österreich "auswandern". Dem 1959 gegründeten Filmmuseum droht mit 20. Jänner die Delogierung aus dem Gebäude im Besitz der römischen Gemeinde. Laut dem Leiter und Gründer des Museums, Jose Pantieri, sei kein neuer Sitz zur Verfügung gestellt worden. "Eine Unterbringung im Zentralfilmarchiv wäre möglich", bestätigte der Filmarchiv-Leiter Ernst Kieninger das von Pantieri öffentlich gemachte Angebot. In Rom sind derzeit wertvolle Streifen und Zeugnisse europäischer Filmgeschichte auf einer 1500 Quadratmeter großen Ausstellungsfläche aufbewahrt. "Die Leitung des Filmarchivs hat große Sensibilität bewiesen", lobte Pantieri das österreichische Pendant. "Wir sind bereit, Österreich all unser Material zu schenken, wenn die Stadt Rom uns nicht unterstützt." (APA)

Heinrich-Mann-Preis vergeben

Berlin - Der "Merkur"-Herausgeber und Essayist Karl Heinz Bohrer wird mit dem Heinrich-Mann-Preis der Akademie der Künste ausgezeichnet. Er sei ein "Vorbild gelebter Wissenschaft", urteilte die Jury. Der 71-jährige Professor (Universität Bielefeld), sei ein "unbequemer Intellektueller", dessen Bildung, ästhetische Erfahrung und polemische Leidenschaft die Zeitgenossen fordere. (APA)




"Der Standard" vom 02.02.2007 Seite: 26







"Kultur ist in Italien kein freies Gut"



Wenn er über sich selbst spricht, gerät Josè Pantieri gerne ins Schwärmen. Er sieht sich als weltbekannten Promotor", als Cineast, Professor, Historiker und Philosoph. Doch der 65-jährige Katholik ( Die Lehre Christi ist für mich alles") ist mit Leib und Seele vor allem eines: Direktor des von ihm gegründeten Filmmuseums in Rom. Das Museo internazionale del Cinema e dello Spettacolo wertet Pantieri als fundamentalen Ort der Hauptstadt" und als einmalige kulturelle und soziale Realität". Nur: Das den meisten Römern unbekannte Museum kann nur nach Voranmeldung besucht werden. In vier Jahrzehnten hat der leidenschaftliche Cineast in einem alten Palazzo in Trastevere tausende Erinnerungsstücke aus der Kinogeschichte zusammengetragen: handbetriebene Kameras und Projektoren, Szenenfotos und Kostüme, Plakate und Stummfilme. In verstaubten Räumen reiht sich wertloser Tand an kostbare Exponate, tausende alter Filme türmen sich in dunklen Lagern. Zwei Briefe von Federico Fellini, e!
in Hut von Totò, ein Foto von Hitchcock, ein alter Schneidetisch, ein 1903 in Salzburg und Wien gedrehter Mozart-Film geht es nach Pantieris Willen, dann sollen die liebevoll gesammelten Exponate seines Museums in Wien landen. Ich bin bereit, meine Sammlung dem Filmarchiv Austria zu schenken", versichert Josè Pantieri dem Standard: Gespräche seien bereits im Gang, es habe mehrere Treffen mit Vertretern des Filmarchivs und der österreichischen Botschaft gegeben. Ziel der Sammlung sei die Filmarchiv-Dependance in Laxenburg. Caligula" Veltroni ...



Pantieris Großzügigkeit entspringt nicht purer Geberlaune. Seit die Gemeinde das Gebäude in Trastevere an eine Baufirma veräußert hat, liegt er mit der römischen Stadtverwaltung im Krieg.Der Palazzo, in dem das 1500 Quadratmeter große Museum untergebracht ist, soll in Kürze abgerissen werden. In der angedrohten Zwangsdelogierung sieht Pantieri einen barbarischen Akt". Roms kulturbe-Gerhard Mumelter aus Rom flissenen Bürgermeister Walter Veltroni verteufelt er als Caligula, der nur die Volksbelustigung im Sinn" habe: Wer in dieser Stadt nicht rot ist, wird ignoriert." Zwar mag Pantieri nicht bestreiten, dass ihm die Stadt eine Alternative angeboten habe. Aber es handelt sich um ein fensterloses Tiefgeschoß." In der Gemeinde gilt der streitbare Cineast als schillernde Figur". Der zuständige Stadtrat Claudio Minelli weist Pantieris Darstellung irritiert zurück. Wir haben ihm einen eigenen Trakt im Museum für Volkskunde angeboten und 750.000 Euro für dessen Adaptierung bereit!
gestellt. Die Eignung der Räumlichkeiten wurde von Experten desDenkmalamtes bestätigt" versichert Minelli. Der Absicht, das Museum nach Wien auszusiedeln, misst die Gemeinde keine Bedeutung bei. Denn wie alle Museen Italiens steht auch Pantieris Sammlung, wie wenig beachtet auch immer, unter besonderem Schutz. Für eine Übersiedlung nach Wien ist eine Erlaubnis des zuständigen Denkmalamtes unerlässlich. Die aber bekommt Pantieri nicht. Seufzt der streitbare Direktor: Kultur ist in Italien leider kein freies Gut."
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