Terzo Premio Anna Magnani

Roma, 21 Marzo 2016: Sessanta anni fa Anna Magnani era la prima attrice italiana a vincere l'Oscar.

Persone Francesca Piggianelli, Gianni Togni, Lina Sastri, Giancarlo Giannini, Oscar
Luoghi Roma, Villa Borghese
Organizzazioni Roma
Argomenti cinema, etica, spettacolo

22/mar/2016 15:35:04 italiandigest Contatta l'autore

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Roma, 21 Marzo 2016 :
Sessanta anni fa Anna Magnani era la prima attrice italiana a vincere l’ Oscar.
Ieri sera, alla Casa del Cinema di Villa Borghese, viene consegnato il “ terzo premio Anna Magnani “ a Giancarlo Giannini. Io, però, resto perplessa, parecchio turbata.
Non per Giannini, la Golino, la Vitale, Lina Sastri o Gianni Togni, meraviglie di decoro e serietà, quanto piuttosto per il circo in cui sono stati scortesemente fatti entrare.
Io sarei fuggita, senza lasciare neanche la scarpetta, parecchio prima di mezzanotte.
Con rammarico, va detto, che l’ approssimazione non può passare sempre. Perciò, se si riuscisse ad evitare la censura, il “ terzo premio Anna Magnani “, va raccontato così:
Una piccola folla viene fatta pascere attraverso le sale della villa, sotto la guida della voce sguaiata e senza convenevoli di Francesca Piggianelli.
I posti non sono assegnati e si verificano spiacevoli situazioni di nomadismo e cattiva educazione, affrontati con la risorsa dell’ intimidazione. La scortesia aleggia dal buffet alla sala indistintamente, l’obbiettivo primario è la foto o il personaggio, tutto ciò che si trova tra le due parti in causa è di impaccio e non degno di nota. I ricordi sono belli e gli aneddoti commoventi, ma come può un premio che parla di cinema, presentare i suoi contributi video con una delle peggiori slideshow che io abbia mai visto? Imbarazzante, faticoso riconoscere il volto della Magnani tra i pixel sgranati e le dissolvenze degne di un filmino adolescenziale. Neanche il pubblico è sopravvissuto alla proiezione finale, lasciando la sala 
prima del film. Perché dovrebbe andar bene? Quale condono permette all’ improvvisazione di essere modus operandi? Che almeno si sappia, Roma non può essere solo pizza e fichi.

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