IL 7 APRILE IN ITALIA IL FILM DI MEL GIBSON ‘LA_PASSIONE DI CRISTO’

IN ITALIA IL FILM DI MEL GIBSON "LA PASSIONE DI CRISTO": TUTTI

23/gen/2004 02.02.49 Benedetta Contatta l'autore

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CONFERMATA L’ESCLUSIVA DI WWW.PAPABOYS.IT: IL 7 APRILE IN ITALIA IL FILM DI MEL GIBSON ‘LA PASSIONE DI CRISTO’: TUTTI I PARTICOLARI
(di Giancarlo Padula) 22/01/2004 11.09.44

ROMA - (22 gennaio, h.10.40) - Come annunciato in esclusiva nei giorni scorsi da www.papaboys.it, uscirà in Italia l 7 aprile il tanto discusso film di Mel Gibson “La Passione di Cristo” del quale il nostro portale continuerà a parlare anche con alcune sorprese che non vi annunciamo, nei prossimi giorni. Sarà distribuito in 150 copie dalla Eagle Pictures e narra le ultime 12 ore della vita di Gesù, dal Getzemani alla Crocifissione. Integralmente girato in latino e aramaico fra Matera e Cinecittà, il film arriverà nelle sale in una versione sottotitolata. Accanto a Jim Caviezel, nel ruolo di Gesù e Maria Morgenstern in quello di Maria, il cast annovera un folto gruppo di attori italiani. Monica Bellucci interpreta Maria Maddalena, Rosalinda Celentano Satana, Claudia Gerini la moglie di Ponzio Pilato e Sergio Rubini il ladrone buono. La Passione di Cristo segna intanto i primi record. I sito ufficiale del film ha fatto registrare già più di trenta milioni di contatti, oltre 187 mila dei quali provenienti dall’Italia. Negli Stati Uniti, dove il film debutterà il 25 febbraio con la cifra record di 2000 prenotazioni (per i sottotitolati), è intanto già partita la corsa ai biglietti. Alla New Market, che distribuirà la pellicola insieme ala Icon Production dello stesso Gibson, arrivano fino a 10 mila prenotazioni al giorno, mentre numerosi multiplex annunciano già che riserveranno al film la totalità dei propri schermi. Intanto dal segretario privato del Papa, l’arcivescovo Stanislaw Dziwisz si apprende che il Santo Padre non avrebbe espresso alcuna opinione sul contenuto della pellicola visionata in forma privata nel proprio appartamento, nonostante gran parte della stampa mondiale abbia raccontato, basandosi su fonti della Chiesa Cattolica, che il Papa apprezzerebbe il film dicendo poi ai suoi assistenti che si tratta di un ritratto accurato dei acconti biblici sulle ultime ore di Cristo.


“La Passione di Cristo” è basata sulla narrazione del Vangelo e contiene solo dialoghi in latino, ebreo e aramaico, l’antica lingua della Palestina ed è stato criticato da alcuni gruppi ebraici perché potrebbe suscitare sentimenti di antisemitismo, dipingendo le autorità ebraiche come i principali responsabili della sua morte. D’altro canto il Sinedrio ebbe un ruolo fondamentale in questo ma cristianamente va inserito e letto nel contesto del Piano Salvifico di Dio. Il film, molto crudo, è costellato da scene molto forti di spietatezza e violenza soprattutto per la flagellazione, proprio come è accaduto. D'altronde molti si renderanno conto di quanto il Signore ha sofferto per salvare dai peccati ognuno di noi e l’umanità intera

Anche Hollywood si è occupata di “diatribe teologiche”. Mel Gibson ha investito di tasca propria 25 milioni di dollari per realizzare il film «sulle ultime dodici ore della vita di Gesù». Sono numerosi i letterati e gli uomini di cultura che, con saggi e dibattiti nelle università, applaudono la decisione del regista di far recitare il film in aramaico e latino (e nel film ci sarà anche il greco antico). «La Passione di Cristo» aveva come titolo originale «La Passione» ma Gibson ha dovuto cambiarlo per evitare confusioni con altri film. C'è chi minaccia cortei e picchetti contro le sale che decideranno di proiettarlo. Il regista ha detto tra l’altro: «Quando ho iniziato a girarlo, dopo aver scritto il copione con profonda ispirazione, mai avrei pensato che avrebbe provocato a me e a tutti coloro che lo hanno scelto una sorta di Calvario. Rifiuto in blocco qualsiasi accusa di antisemitismo e nego nel modo più assoluto che nel film gli ebrei siano ritratti come i responsabili del martirio e della morte di Cristo. Tutta la mia vita, come uomo, padre di sette figli, cittadino inserito ovunque in battaglie contro ogni discriminazione religiosa o razziale, è stata vissuta, nelle piccole come nelle grandi scelte, da cattolico praticante, con il Vangelo sul tavolo del mio studio, non certo con una pistola». Gibson precisa che, dopo il rifiuto della Fox di Rupert Murdoch a distribuire il film e la sua decisione di firmare l’accordo con la Newmarket, si è riservato i diritti di distribuzione del film Tra le attrici, Maia Morgenstern (Maria), solo in Australia (il Paese dove ha vissuto per molti anni), e in Gran Bretagna. Sembra.


Alle dichiarazioni dei rabbini che lo hanno accusato di «malafede» (cone Eugene Korn dell'Anti Defamation League, che pur non avendo visto il film punta l'indice contro Gibson per «i più biechi stereotipi che vedono il popolo ebraico pronto ad applaudire la crocifissione di Gesù Cristo in una nuova ondata di odio e fanatismo»), Gibson risponde: «Mi hanno offeso, essere insultato come presunto portavoce della diffamazione antiebraica. A mio padre sono state attribuite dichiarazioni e prese di posizione antisemite. Qualcuno ha scovato un suo vecchio scritto per dimostrare che era arrivato persino a negare l'esistenza dell'Olocausto». E' sceso in campo dal Vaticano, a difesa di Gibson e del suo film, il cardinale Dario Castrillon Hoyos, che ha dichiarato: «Per quello che ho visto, giudico il film un'opera poetica, ispirata e intimamente legata, da cattolico sincero, alla figura di Gesù Cristo. E' un film religioso nel senso più alto». Intanto, a Hollywood, circolano leggende metropolitane, che vogliono Gibson e i suoi sette figli e la fedele moglie Robin, tutti facenti parte di un gruppo cattolico integralista e non riconosciuto dalla diocesi di Los Angeles, in viaggio di preghiera anche nelle piccole comunità e nei cenacoli di studiosi dove si cerca di salvare l'aramaico dall'estinzione.


Una cosa è certa. Gibson sta portando dalla sua molti gruppi di teologi gesuiti. E si batte contro chi cerca di leggere il suo lavoro «politicamente e in modo non chiaro per attaccare la destra cristiana vicina allo Stato di Israele». Ha sancito che nessun attore del film potrà parlare sino alla prima ufficiale: «Per evitare altri attacchi e ironie anche verso la mia scelta di girare in lingue che bisogna continuare ad amare».

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Inoltre, se volete vedere on line il trailer del film di Mel Gibson, potete entrare in www.papaboys.tv

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