INVITO FESTA MADONNA DEL FUOCO 4 FEBBRAIO ORE 16

23/gen/2004 12.52.30 Museo Cinema Roma Contatta l'autore

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IL M.I.C.S. -MUSEO CINEMA SPETTACOLO ROMA
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Abbiamo il piacere d’invitare la S.V. alla

FESTA DELLA MADONNA DEL FUOCO

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mercoledì 4 febbraio alle ore 16 in

Via Portuense 101 a Roma .

In attesa di cortese riscontro per la prenotazione dei posti limitati ci
è gradita l’occasione per inviare i migliori saluti

M.I.C.S.

MUSEO JOSE’ PANTIERI DEL CINEMA E DELLO

SPETTACOLO di ROMA



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Il M.I.C.S. - MUSEO ^JOSE’ PANTIERI ^ DEL CINEMA E DELLO
PETTACOLO ---------------------------------------------------------------
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* DEFINITO ^di grandissimo valore storico ^ con DECRETO DEL 9-7-2003
( Soprintendenza Beni Culturali dello Stato Italiano )

* RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE CON DECRETO DELLA REGIONE LAZIO del
1-8-2003 n.373

*DICHIARATO UFFICIALMENTE ^ DI GRANDE INTERESSE ED INDISCUTIBILE VALORE ^
DALLA GIUNTA DEL COMUNE DI ROMA - Delibera del 20-10-2000 n° 1124-



Via Portuense 101 (Porta Portese ) tel 063700266 e-mail ^ mics@email.it ^



PROMUOVE ED ORGANIZZA LA



FESTA DELLA MADONNA DEL FUOCO
(protettrice del MICS e di tutti gli archivi visivi e sonori )



A ROMA MERCOLEDI’ 4 FEBBRAIO A PARTIRE DALLE ORE 16

IN VIA PORTUENSE 101

Con il seguente programma:

· ore 16 RECITA DEL S. ROSARIO

· ore 16,30 proiezione gratuita del film ^ INTOLLERANCE^ (USA
1916 )

di D.W. Griffith

· ore 17 visita guidata al grande Museo



Ingresso libero - posti limitati - prenotazione obbligatoria
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Note storiche sulla B.V. DEL FUOCO
Il 4 febbraio del 1428 un disastroso incendio in una scuola di Forlì
distrusse tutto ma restò intatta l’immagine della Madonna del Fuoco, una
xilografia stampata su carta comune posta su una tavola di legno.

Pertanto ogni anno il 4 febbraio si celebra la festa della B.V. DEL FUOCO
a Forlì ( eletta Patrona della città) e in altre località.
Il 5 marzo 1996 , analogamente, un altro incendio a Magliano Sabina,
sulla Via Flaminia, distrusse due magazzini, ma rimasero intatti
^miracolosamente^ gli archivi ,con fototeca e cineteca del M.I.C.S.
dove, tra l’altro, era esposta e onorata una immagine della B.V. DEL
FUOCO. Tracce del fumo e delle fiamme sono ancora visibili in un supporto
di legno che espone la sacra immagine.

Pertanto il M.I.C.S.- MUSEO JOSE’ PANTIERI DEL CINEMA E DELLO SPETTACOLO
, ha eletto ufficialmente la Madonna del Fuoco sua protettrice e la
F.I.A.I.S. - FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEGLI ARCHIVI DELLE IMMAGINI E DEI
SUONI ha esteso , tale decisione , a tutti gli archivi delle immagini e
dei suoni ( foto, film, manifesti, dischi, registrazioni ecc. ).

L’immagine viene onorata nei luoghi più importanti del M.I.C.S. e
festeggiata il 4 febbraio di ogni anno ma anche il 5 marzo.
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Notizie utili sul MICS
Il Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo: un patrimonio da
salvare
Articolo di Francesco Cicerone pubblicato su ^ PROMETHEUS^ n.38 anni II
dell’11-11-2002-
Un tesoro unico e straordinario, d'inestimabile valore, riconosciuto e
stimato nel mondo, considerato rara memoria storica e collettiva: è il
preziosissimo patrimonio che custodisce il Museo Internazionale del Cinema
e dello Spettacolo (M.I.C.S.), fondato nel 1959. Frutto dell'iniziativa
dello storico, filosofo e idealista "puro", Josè Pantieri, questa
istituzione culturale è ora, dopo ben quarant'anni (finalmente),
visitabile ed aperta alla collettività grazie anche alla struttura di ben
1500 mq, in via Portuense 101 (a Porta Portese) nel centro della capitale.
Tutto bene direte. Non è proprio così. Raggiunta una certa stabilità, dopo
mille e più sacrifici di singoli privati, invece il MICS rischia di morire
per cause che appaiono poco chiare e per nulla condivisibili. Il Comune di
Roma, spesso sensibile alla cultura, ha invece - in questo caso - svenduto
ad una società immobiliare, l'enorme complesso di Via Portuense-Via
Bettoni. Quest'atto dovrebbe determinare il trasloco dell'intera struttura
e dell'inestimabile ricchezza: e l'intimazione di sgombero ("avverrà anche
con la forza, se necessario", si legge nell'ordinanza) non si è fatta
certo attendere. La comunicazione è pervenuta al Museo, il 5 luglio 2002.
Da allora nessuno s'è premurato di fornire valide sedi alternative (non è
certo tale quella proposta dal comune, dell'ex autoparco dei vigili,
infestato dall'amianto) e non si è mai preso in considerazione,
seriamente, il fatto che non si tratterebbe di un semplice trasloco o di
semplici suppellettili. Un trasferimento della struttura insomma potrebbe
determinare danni irreparabili e renderebbe impossibile - forse per anni -
la fruizione di questo singolare ed importante ambiente e della sua
immensa memoria storica. Oltre a cineprese, proiettori, cimeli e costumi
d'epoca, il museo ospita una cineteca con cinquemila film rari del periodo
del "muto", un emeroteca, una fototeca (due milioni di foto) con
dagherrotipi dal 1950, una biblioteca. Ma anche reperti teatrali, oggetti
del circo, di musica, della radio. È per questo, per la sua tutela, che si
alza il grido di allarme e di denuncia, in maniera del tutto naturale, da
parte innanzitutto dello stesso direttore. A questo subito si sono unite
le voci e l'impegno di molti altri uomini di cultura, parecchie
associazioni come l'AKKUARIA, l'Unione Europea Giudici Scrittori,
l'Antiarte 2000, l'Adramelek Theater, l'Artistika, etc…). Per ciò che
rappresenta nel mondo della cultura, per la stabilità e per l'efficienza
locativa (appena raggiunta), crediamo e diciamo che il MICS non deve
essere trasferito (almeno a queste condizioni) ed inoltre invitiamo tutti
ad unirsi al movimento d'opinione, a quest'onda dissenziente, altresì
propositiva, che sta nascendo intorno: questo caso dimostra - insieme a
tanti altri - sempre più, che nel nostro Bel Paese, vige oramai la
supremazia dell'economia sulla cultura e sull'arte. C'è da riflettere se,
in seguito alla vicenda, il giudice drammaturgo Gennaro Francione ha
elaborato la bozza della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'ARTE
(DUDDA) cui hanno già aderito tutti i membri del Comitato di Difesa del
Museo del Cinema di Roma. È quindi più che lecito chiedersi - e viene
davvero da pensare - se sia possibile spostare un patrimonio così pregiato
ed immenso senza aver prima determinato e stabilito il come, il quando, il
dove o affermato il perché.

LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'ARTE Preambolo: -
considerato che ogni creativo ha i propri diritti;- considerato che il
primato dell'arte e della cultura sull'economia rende la tutela del
diritto all'arte e al sapere dell'uomo prioritaria di fronte ad ogni altro
interesse materiale ed economico;- considerato che il riconoscimento da
parte della specie umana del diritto alla creatività e al sapere, fondato
su Liberté, Egalité, Fraternité, costituisce il fondamento della
coesistenza della vita nel Mondo; - considerato che un concreto diritto di
accesso all'arte e alla cultura - inteso in rafforzativo quale diritto a
non essere esclusi - è fondamentale per l'elevazione dell'Uomo, il che si
realizza sostituendo l'attuale modello gerarchico a Piramide della società
con la nuova struttura Sferica di platonica memoria;- considerato che
all'autore dell'opera, portavoce del sapere e dell'arte espresse in nome
dell'Uomo in Grande, va riconosciuto il diritto morale d'autore e solo un
limitato diritto di sfruttamento commerciale, ciò al fine di conciliare la
creatività individuale col diritto economico e morale di ciascuno di
usufruire della sua opera;- considerato che la primarietà dell'arte
sull'economia comporta l'affermazione di un diritto incondizionato
all'espressione e all'informazione senza che alcuna censura possa essere
praticata;- considerato in particolare che l'educazione alla creatività e
al sapere è il fondamento della disciplina della nuova infanzia affinché
impari a osservare, a comprendere, a rispettare e amare il Mondo in uno
spirito di libera eguaglianza, gratuità e solidarietà delle opere;-
considerato, infine, che l'Utopia del Nuovo Mondo è realizzabile
soprattutto attraverso Internet e va coltivata sostituendo al modello
dell'Uomo Burocrate la figura dell'Uomo Artista.








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