Altroquando] Altroquando 27giu08‏

28/giu/2008 19.20.00 immaginicinema Contatta l'autore

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Altroquando 27giu08
"Vivi come se dovessi morire domani. Lavora come se non avessi bisogno disoldi. E balla come se nessuno ti stesse guardando." B.F.
"intanto vedi di guarire o ti regalo un mio racconto breve " M.C.(che poi sono io marco capitelli)
Abbandonati Altroquandiani,non so se siate ingenui o se dotti,come estate?Eccoci puntuali come ogni settimana a parlare delle cose belle della mia vita, dei vostri problemi e, con largo anticipo, dei succulenti eventi a cuivi invitiamo.Rullo di trombe *Venerdì 27*in un certo sensoIeriore 19.00presentazione del libro Sud 1982di Adrián N. Bravi*Ed. Nottetempo * interverranno (sperabilmente sono intervenuti)Francesca Lazzarato de Il manifestoAlessandra Riccio di Latinoamericasarà presente l'autore (èstato?) *Domenica 29 Giugno*ore 18.30Silenzi Vietatidi F. Ceccamea interverrannoLavinia Farnese di Novella 2000 *Domenica 6 luglio* ore 19.00Il Paziente Italianodi Oliviero Beha________________ ore 21.30Mauro Petrarca, Il Canzoniere Macabroci allieterà con la sua anima solare A seguire (alle 22)presentazione del libro La Famiglia BavaEd. Profondo RossoInterverrannonientedimenochè Lamberto BavaAntonio TentoriLuigi Cozzi No dico, avete presente? ___________________ per chiudere al!
l'insegna dell'ottimismo(22.45)Mauro Petrarca RepriseIl canzoniere poeteggia ancora Il tutto neiviali di Castel Sant'Angelo all'interno della manifestazione*Letture d'estate lungo il fiumi e tra gli alberi**, (*leggi: Invito allaLettura) dove si trova un fantastico spazio Altroquando condiviso con il mitico O'Connor's, storico pub dalle ingenti birre dove ormai l'aperitivo èletterario. Della serie:Birra, e (non) sai cosa leggi passate?

** INCARNAZIONI DI BAMBINI BRUCIATI *di David Foster Wallace* Il papà era sull'altro lato della casa a montare una porta per l'inquilinoquando sentì gli strilli del figlio e fra uno strillo e l'altro la vocedella mamma diventata acuta. Sapeva muoversi in fretta, e la veranda delretro dava sulla cucina, e prima che la porta con la zanzariera si fossechiusa sbattendo alle sue spalle il papà aveva già sotto gli occhi la scena,la pentola rovesciata sulle piastrelle davanti al forno e il getto blu delfornello a gas e la pozza d'acqua sul pavimento che ancora fumava mentre siallargava in mille bracci, il neonato con il suo pannolino cascante fermo inpiedi, rigido, con il vapore che gli si alzava dai capelli e il petto e lespalle tutti rossi e gli occhi rivoltati in su e la bocca spalancata e chesembrava in qualche modo separata dal suono che ne usciva, la mamma piegatasu un ginocchio che lo tamponava inutilmente con lo strofinaccio e tenevatesta ai suoi strilli con le sue urla!
, isterica al punto da essere quasiimpietrita. Il ginocchio di lei e i morbidi piedini nudi erano ancora nellapozza fumante, e la prima mossa del papà fu di prendere il figlio da sottole ascelle e sollevarlo da lì e portarlo al lavandino, dove gettò da parte ipiatti e aprì il rubinetto per far scorrere acqua fredda di fonte sui piedidel piccolo mentre unendo le mani a conca raccoglieva e gli versava oschizzava altra acqua fredda sulla testa, sulle spalle e sul petto,volendolo vedere innanzitutto smettere di emanare quel vapore, e dietro dilui la mamma a invocare Dio finché non la mandò a prendere asciugamani egarze se ne avevano, mentre lui, il papà, si muoveva rapidamente e bene, conla mente di uomo adulto svuotata di tutto tranne che di risolutezza, senzaancora rendersi conto della fluidità dei propri movimenti o del fatto cheaveva smesso di sentire quegli strilli acuti perché sentirli l'avrebbeparalizzato e avrebbe reso impossibile fare ciò che si doveva fare peraiutare !
suo figlio, i cui strilli erano regolari come respiri e andavanoavanti
da così tanto tempo che erano ormai diventati un oggetto dellacucina, un'altra cosa intorno a cui girare rapidamente. Di fuori, la portasul lato dell'inquilino mezza montata penzolava dal cardine superiore e simuoveva leggermente nel vento, e un uccello sulla quercia dall'altra partedel vialetto sembrava osservare la porta con la testa dritta mentre dadentro continuavano a venire gli strilli. Sembrava che le ustioni peggiorifossero quelle sul braccio e la spalla destri, il rosso del petto e dellapancia stava già sfumando in rosa sotto l'acqua fredda e le morbide piantedei piedi non mostravano vesciche, per quel che il papà poteva vedere, ma ilneonato stringeva ancora i pugnetti e strillava, soltanto che adesso erasolo per riflesso della paura che il papà si sarebbe reso conto più tardi diaver creduto possibile, con la faccina tutta gonfia e le vene in rilievocome cordoncini sulle tempie, e il papà continuava a dire che era qui, eraqui, con l'adrenalina che rifluiva e una ra!
bbia contro la mamma per averpermesso che succedesse tutto questo che cominciava appena ad addensarglisiin piccoli fiocchi al margine estremo della mente, ancora lontana ore e oreda ogni forma di espressione. Quando la mamma tornò non era sicuro seavvolgere o meno il figlio in un asciugamano ma bagnò l'asciugamano e sì. Celo fasciò dentro stretto stretto e tirò su il neonato dal lavandino e loappoggiò sul bordo del tavolo di cucina per calmarlo mentre la mamma cercavadi controllargli le piante dei piedi agitandosi una mano nelle vicinanzedella bocca e pronunciando parole senza scopo mentre il papà si chinava e simetteva faccia a faccia con il figlio sul bordo quadrettato del tavolo aripetergli il fatto che era qui e cercando di calmare gli strilli delneonato, ma ancora il figlio piangeva a perdifiato, un suono acuto purobrillante che avrebbe potuto fargli fermare il cuore, e le labbra e legengive mordicchiate ora cominciavano a tingersi dell'azzurro di una fiammatenuta bass!
a pensò il papà, mentre il figlio piangeva di dolore come sefosse anco
ra sotto la pentola rovesciata. Un minuto o due passati così, chesembrarono molto più lunghi, con la mamma a fianco del papà che parlavacantilenando in faccia al figlio e l'allodola sul ramo con la testa voltatada un lato e il cardine che cominciava a mostrare una crepa bianca per ilpeso della porta inclinata, finchè il primo filo di vapore si levòpigramente da sotto l'orlo dell'asciugamano e gli occhi dei genitori siincontrarono e si spalancarono - il pannolino, che quando aprironol'asciugamano e stesero il loro bambino sulla tovaglia a quadretti estaccarono le linguette ammorbidite e cercarono di toglierle oppose unaleggera resistenza, fra nuovi acutissimi strilli, ed era bollente, ilpannolino del figlio gli bruciò le mani e videro dove l'acqua era cadutadavvero, aveva formato una piccola pozza e aveva continuato a ustionare ilneonato per tutto questo tempo mentre lui invocava il loro aiuto gridando eloro non ci avevano, non ci avevano pensato, e quando lo tolsero e videro!
lostato in cui era ridotto quello che c'era sotto la madre disse il nome delloro Dio e si aggrappò al tavolo per tenersi in piedi mentre il padre sivoltava dall'altra parte e tirava un gran cazzotto all'aria della cucina emalediceva se stesso e il mondo non per l'ultima volta, mentre il bambinoora poteva benissimo sembrare addormentato, se non fosse stato per il ritmodel respiro e i minuscoli movimenti convulsi che facevano le sue mani amezz'aria, subito sopra di lui, manine grandi non più del pollice di un uomoadulto che avevano afferrato il pollice del papà dalla culla, mentre ilbambino guardava la bocca del papà muoversi in una canzone, tenendo la testadritta e apparentemente attraversandolo con lo sguardo e puntando gli occhisu qualche altra cosa per la quale quello sguardo fece provare al papà unostrano vago senso di nostalgia. Se non avete mai pianto e volete piangere,fate un bambino. Ti spezzerà il cuore dentro il petto e ti lalalala unbambino, questa è la schitarra!
nte canzone country che il papà si senteancora in testa come se la sig
nora fosse quasi lì con lui a guardarecos'hanno combinato, anche se, ore dopo, quello che il papà proprio nonriuscirà a perdonarsi è la disperata voglia si sigaretta che ha provatomentre avvolgevano alla meglio il bambino in un pannolino fatto di garze edue asciugamani incrociati, e il papà lo alzava come un neonato appenauscito dalla pancia della mamma, tenendogli il cranio nel palmo di una mano,e lo portava di corsa fuori al pick-up rovente e si precipitava in città, alpronto soccorso della clinica, lasciando sull'asfalto gomma di prima qualitàper tutto il percorso, e la porta dell'inquilino a penzolare aperta cosìtutto il giorno finchè il cardine non cedette, ma ormai era troppo tardi,quando la cosa non smetteva e loro non riuscivano a farla smettere ilbambino aveva imparato a lasciare il proprio corpo e guardare lo svolgimentodel tutto da un punto in alto, sopra la sua testa, e qualunque cosa fosseandata persa non ebbe mai importanza da quel momento in poi, e il corpo de!
lbambino si espanse e cominciò a camminare in giro, riscosse stipendi e vissela sua vita senza avere dentro nessun inquilino, come una cosa fra le cose,mentre l'anima della sua persona restava sospesa a mezz'aria come una nuvoladi vapore, cadendo come pioggia e poi alzandosi di nuovo, il sole su e giùcome uno yo-yo. E vabbè, dai, date un'occhiata al

sito:http://www.altroquando.com/ Magari frò un po' lo cambiamo eh..

Frascati (RM) - dal 27 giugno al 3 agosto 2008
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Questa esposizione mostra come Campioni delle due categorie, Doriana e Massimiliano Fuksas da una parte e Mimmo Paladino dall'altra, siano stati capaci di porsi non uno contro l'altro ma insieme nella progettazione e realizzazione di opere che coniugano esemplarmente etica ed estetica, funzionalità e magia, rigore e poesia
orario: dal martedì al venerdì: 10/18 - Sabato domenica e festivi: 10/19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 27 giugno 2008. ore 19
editore: CARTE SEGRETE
ufficio stampa: RENZI & PARTNERS
curatori: Massimo Riposati
autori: Massimiliano Fuksas, Doriana Fuksas, Mimmo Paladino
genere: design, arte contemporanea, collettiva, arti decorative e industriali


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