1449: intrighi, denaro e tradimenti al castello di Pizzighettone

03/apr/2010 10.51.40 74nemrac Contatta l'autore

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1449: INTRIGHI, DENARO E TRADIMENTI AL CASTELLO DI PIZZIGHETTONE

 

Che cosa: storia rinascimentale.
Dove: Cremona (I).
Come: articolo.
Quando: 18 settembre 2009.
Info: cellulare (+39) 349 2203693; e-mail davide@tansini.it; Web www.tansini.it.

 

    Il 18 settembre 2009 sul periodico «La Cronaca» di Cremona è comparso un interessante articolo circa un episodio di storia locale avvenuto alla metà del XV secolo. 1449: intrighi, denaro e tradimenti al castello di Pizzighettone è il titolo di questo pezzo che reca la firma dello storico cremonese Davide Tansini: stuzzica certamente la curiosità, e introduce bene la narrazione dell’episodio (svoltesi appunto nel 1449) relativo alla conquista di Francesco Sforza Visconti di Pizzighettone, antica roccaforte cremonese sul fiume Adda, al confine con il Lodigiano.
    Il fatto, all’apparenza, è piuttosto semplice: un condottiero del Rinascimento italiano riesce a conquistare un presidio fortificato non con un assalto armato, ma grazie a trattative ed astuzie. Ben più complesso (ma proprio per questo interessante) è l’intrico di vicende che si sviluppa attorno e dentro al fatto di cronaca storica e che Tansini, dimostrando un’ottima conoscenza del periodo e dei luoghi (egli stesso è di Pizzighettone) riesce a rendere avvincente quasi fosse una spy-story.
    Il contesto in cui è ambientata la vicenda è l’ascesa al potere di Francesco Sforza Visconti, capostipite della dinastia ducale che governò Milano e la Lombardia nella seconda metà del Quattrocento. Ma nel 1449 soltanto Signore di Cremona e di altre città lombarde; e, soprattutto, un condottiero impegnato in una guerra contro l’Aurea Repubblica Ambosiana, detentrice del potere nel capoluogo meneghino, contro la Serenissima Repubblica di San Marco e contro il Duca di Savoia.
    Davide Tansini introduce e tratteggia con poche ma efficaci parole i tre protagonisti della vicenda pizzighettonese, che chiama rispettivamente «il castello», «il castellano» ed «il condottiero»: il castello è quello stesso di Pizzighettone, all’epoca piazzaforte di importanza strategica al confine tra i territori milanese e sforzesco, chiave per la difesa o l’attacco del capoluogo lombardo; il castellano è Antonio Crivelli, milanese, già in servizio a Pizzighettone con il Duca Filippo Maria Visconti, scontento del governo repubblicano e tentato verso la parte avversaria; il condottiero è ovviamente il «Gran Sforzesco», uomo forte del momento, avviato nel suo cammino (sia reale sia figurato) verso Milano, coronamento delle proprie ambizioni politiche.
    Sviluppando la trama, Tansini spiega come nell’agosto 1449 Pizzighettone Antonio Crivelli e Francesco Sforza Visconti intavolarono trattative segrete per la cessione del castello: intrigo per un tradimento, insomma. E tradimento a fronte di uno scambio: denaro, favori e protezione per il castellano, il caposaldo fortificato e sicurezza militare per il condottiero. La cittadina cremonese divenne quindi lo scenario in cui si incrociarono le storie di questi protagonisti e dei loro comprimari. L’autore svela infatti i retroscena in cui si mossero più o meno in ombra altri personaggi: Ugolino Crivelli, fratello del castellano e rifugiato a Pizzighettone a causa di un colpo di stato a Milano; Giovanni Caimi, uomo di fiducia di Francesco Sforza e suo negoziatore; Gerardo da Alzate, comandante di un altro forte pizzighettonese e probabilmente implicato nel complotto, anche se non apertamente.
    Una trama complessa che annoda i fatti politici e militari con la vita quotidiana e le esperienze personali di ciascuno. Con pazienza e diligenza da studioso verace, Davide Tansini delinea i contorni di questi avvenimenti e li ricostruisce sulle base delle testimonianze sopravvissute (documenti d’archivio e cronache soprattutto): fedeltà alle fonti, quella dell’autore pizzighettonese, che caratterizza profondamente il suo operato nella ricerca storica.
    La narrazione, infine, descrive il tradimento posto in atto da Antonio Crivelli e dai suoi complici il 28 agosto 1449 e la conquista di Pizzighettone da parte di Francesco Sforza Visconti, concludendo con le ricompense ed i vantaggi ottenuti in seguito dai vari personaggi.
    Dall’articolo di Tansini emergono molti aspetti interessanti non solo in sé stessi, come spaccato storico dell’epoca, ma anche come confronto sia con altre vicende del passato sia con l’attualità. Se la ricerca e la riflessione storica è un modo per conoscere la natura umana, Davide Tansini in 1449: intrighi, denaro e tradimenti al castello di Pizzighettone ha descritto in maniera coinvolgente una humanitas variegata, fatta di passioni, debolezze, contrasti, desideri, speranze e paure che hanno accompagnato gli uomini durante i secoli, e che li accompagnano tuttora.

L’articolo 1449: intrighi, denaro e tradimenti al castello di Pizzighettone è reperibile nell’edizione del 18 settembre 2009 de «La Cronaca». Riferimenti: Davide Tansini, 1449: intrighi, denaro e tradimenti al castello di Pizzighettone, ne «La Cronaca», Cremona, Società Editrice Nuova Informazione, XVI, 257, 2009, pp. 32-33. Informazioni: cellulare (+39) 349 2203693; e-mail davide@tansini.it; Web www.tansini.it.

RCS
3 Aprile 2010

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