Il Torquato Tasso in edizione tascabile

25/apr/2010 11.59.14 Edizioni Remo Sandron Contatta l'autore

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Torquato Tasso

di Carlo Goldoni

Edizioni Remo Sandron

Formato 13 x 20

Pagine 96

Euro 9,00

 

 

È uscita una nuova edizione del Torquato Tasso di Carlo Goldoni, che offre un commento agile ed essenziale, centrato sull’interpretazione delle tante bizzarrie linguistiche del testo. Una versione tascabile ed economica, adatta a ogni tipo di lettori, di questa brillante commedia dedicata al grande Cinquecentista, nella quale l’autore mette in ridicolo la saccenteria di certi accademici della Crusca e la loro pretesa di far accettare agli scrittori, in pieno Settecento,  la lingua del Trecento. Il cruscante Cavalier del Fiocco è la caricatura del pedante presuntuoso, che non perde occasione per denigrare il Tasso in nome dei rigidi canoni accademici. Accanto a lui si muovono altri personaggi divertenti, come il cortigiano don Gherardo, il napoletano don Fazio e l’astuto veneziano Tomio. 

Sviluppata in cinque atti e scritta in versi martelliani, la commediaalterna situazioni drammatiche e comiche e combina svariati registri linguistici: i dialetti napoletano e veneziano, l’italiano arcaico e toscaneggiante del Cavalier del Fiocco e infine gli eleganti versi del Tasso, citati in vari luoghi. Un gustoso pastiche, ricco di espressioni stravaganti, di sicuro effetto comico.

 

Incipit:

 

ATTO PRIMO

 

Scena I.

 

Torquato, solo al tavolino pensando.

 

Torq.   Muse, canore muse, amor, soave foco,   (alzandosi)

            Umile a voi mi volgo, voi nel grand’uopo invoco. 

            Ho gl’inimici a destra, che all’onor mio fan guerra,

            A sinistra ho colei, che co’ begli occhi atterra.

            M’insidiano la pace, m’insidiano la vita;

            Soccorretemi, o muse, dammi Cupido aita.

            Scrivasi. E che? si scriva contro un nemico audace.

            No. Di colei si scriva, che mi tormenta, e piace:

Che se torbida  invidia m’affanna e m’addolora,

Conforto tu mi rechi, bellissima Eleonora.

A te finor non dissi ch’io t’amo, e ch’io sospiro,

Tacito nutro il fuoco, smanio, peno, deliro;

De’ miei deliri, il mondo s’accorge, e mi deride,

Ma ignota è la cagione, che me da me divide.

 

 

Carlo Goldoni (Venezia, 1707 – Parigi, 1793) è fra i maggiori autori di teatro del Settecento europeo. Collaborò con varie compagnie veneziane e, dal 1762 si trasferì a Parigi. Scrisse 150 commedie, e inoltre libretti d’opera, intermezzi e i celebri Mémoires in francese. Con la sua riforma teatrale soppiantò la commedia a soggetto (commedia dell’arte) con quella scritta, di impianto realistico, centrata sullo studio di ambienti, caratteri e psicologie.

 

Per info e acquisti: http://www.sandron.it/scheda_torquato.htm

 

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