“Anzol”, di Haria, Rupe Mutevole Edizioni, 2006

02/nov/2010 20.12.48 Alessia Mocci Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

“Tutti i sentieri non tracciati confluiscono ad Anzol, perché Anzol è il centro di ulabirintico sogno non segnato sulla carta del Destino.”

 

Un incipit che non nasconde l’ombra di curioso mistero e di fatalità che ripercuote le pagine del lungo racconto della città di Anzol. “Anzol”, edito nel 2006 presso la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Letteratura di confine”, è un interessantissimo viaggio nella mente della visionaria autrice Haria. La seconda edizione di “Anzol” è del 2010.

 

“Anzol” consta di tre parti suddivise in paragrafi. Si inizia con “La prima sorte” (sei paragrafi), seguono “La seconda sorte” (sette paragrafi) e “L’ultima sorte” per un totale di ottanta pagine. È caratteristica la presenza dell’elenco dei personaggi del racconto, in realtà sono le personificazioni presenti e non i “reali” personaggi che s’incontrano nella lettura. Le personificazioni sono: Il Destino, La Sorte, La Scelta, La Piana, La Nebbia, Il Gaigo, Il Gioco degli Strati, L’Azzardo, Il Mercato, Anzol, I Soldi, L’Ot, Il Rio Gemello del Cen, Il Suolo, Il Vento, Gli Intrichi, Il Tempo, Gli Uomini. Figurazioni che raggruppano lo svolgimento delle varie nascite della città di Anzol.

 

Anzol è una piana limitata da rovi. Ne “La prima sorte” inizia la saga della città. Cena, la veggente, si nasconde nella piana per evitare il mondo degli uomini, un mondo crudele e governato dalla violenza e dall’ignoranza. Quando una coppia con una donna incinta entra nella piana, Cena decide di prendere con se la donna e di lasciar ai limiti della piana il suo compagno. Al momento della nascita Cena lascia la piana per altre erranti visioni ed i due restano ad Anzol con il loro bambino che sarebbe divenuto, per profezia di Cena, il fondatore della città. Così avvenne. La coppia ebbe anche altri figli e la vita scorreva ad Anzol libera dalle regole degli uomini. La natura è stata la padrona sino all’arrivo di altre persone che decisero di stanziarsi nella piana.

 

Ot, figlio di Drusca, per caso riesce ad inventare una bevanda che inebria ed incupisce la mente nonché riscalda nei gelidi inverni. La bevanda prende il nome del suo creatore così come la locanda nella quale si poteva bere l’ot. L’oteria diventa una vera e propria droga per gli abitanti, anche i bambini ne possono accarezzare il fluido nella loro mente. Ma come in tutte le comunità, Anzol muta o meglio gli anzolani mutano e dagli stranieri che arrivano riescono a prendere soltanto i difetti, così si lascia il baratto per il denaro, per il soldo.

 

“Lulla, al suo ultimo giorno di mercato e di vita rifletté: “I soldi invecchiano i sogni e soffocano l’anima delle cose. Chissà da dove vengono”. Smontò il suo banco, distribuì le pentole, le pignatte, i tegami e si incamminò guardando con tenerezza il fare della sera.”

 

Il Tempo veniva calcolato in stagioni e ben presto con il cambio di potere in “tempi”, i mesi in “aspetti” e le giornate in nove momenti e mezzo. I soldi divennero “falchi” per il signore Falco di Piana. Le mutazioni che avvengono ad Anzol sono continue e celeri, sotterfugi e mistificazioni, uccisioni macabre, prese di potere da parte delle streghe che nascondono la città in labirinti nebbiosi, abitanti originari che preferiscono addentrarsi nella nebbia.

 

“Falco smise di ridere, si alzò, fece un passo avanti e rovinò a terra travolgendo brocche, tavoli e panche. Luna era nata, Falco era morto, Anzol sbigottiva nel caos.”

 

Ne “La seconda sorte” e “L’ultima sorte” si incontrano altre due ricostruzioni della città dall’originaria piana. La distruzione arriverà puntualmente anche nelle altre prove, e tornerà l’ot, la nebbia ed il vento. Anzol è una sorta di labirinto per gli usi e costumi, tutto si ripeterà sino a che saranno gli uomini ad abitarlo, sino a che non si ascolterà Il Destino e La Sorte.

 

“< Il passato non dovrebbe mai tornare. Ma puoi aprire un banco a fianco del mio, se ti va >, rispose Itta.”

 

 

 

Lascio link utili per visitare il sito dell’autrice, della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.poesiaevita.com/

            http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

 

 

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl