L'incipit della parola nella decodificazione artistica

L'incipit della parola nella decodificazione artistica L'incipit della parola nella decodificazione artistica Roma, Martedì 23 novembre 2010 - Presso la libreria L'Argonauta in via Reggio Emilia, 89 dalle ore 18.00 si è tenuta la seconda serata di presentazione del libro "Prima che sia buio In ordine sparso seguendo un filo" di Ilaria Guidantoni.

24/nov/2010 12.26.01 laura sales Contatta l'autore

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L'incipit della parola nella decodificazione artistica

 

Roma, Martedì 23 novembre 2010 - Presso la libreria L’Argonauta in via Reggio Emilia, 89 dalle ore 18.00 si è tenuta la seconda serata di  presentazione del libro “Prima che sia buio In ordine sparso seguendo un filo” di Ilaria Guidantoni.

La scelta dell’autrice è quella di presentare il proprio libro come un viaggio a tappe in cui si toccano le tematiche collaterali alla scrittura. Il libro come mezzo per immergersi nella riflessione e nella condivisione di linguaggi sociali e artistici differenti.

Tema centrale della serata: Emozioni erranti, la rappresentazione come decodificazione è stato un vero e proprio percorso che partendo dalla parola scritta, attraverso la decodificazione della vita e la sublimazione dell’emozione, con il connubio di musica e recitazione è diventata  e diventa arte. Agostino rocco, pittore e fotografo padovano, autore della copertina del libro, ha parlato del femminile; il femminile inteso come parte passiva, accogliente, ascoltante dell’essere umano.

Il femminile, dice Agostino Rocco, non è genere, ma identità, è un modo di percepire la vita, di rapportarsi con le emozioni, di utilizzare la parola. Una parola che diventa percorso, possibilità, sentimento. Una parola “puntuale”, “ricercata” che diviene Totem ricco di significati; alcuni manifesti ed altri latenti. Significati riconoscibili nell’universale.

Prima che sia buio, viene definito un testo aperto; un testo che si dona all’interpretazione; parole non autoreferenziali, non confinate al mondo dello scrittore ma, parole che diventano terreno fertile per i differenti linguaggi artistici.

La scrittura, la poetica dell’autrice lascia trapelare tra le righe un fluido molto intenso di sacralità. Una sacralità che è il filo conduttore e, forse, la protagonista indiscussa, delle pagine di questo libro. Una sacralità che permette alla vita di estrinsecarsi nella sua diversità, che permette alle emozioni di trasformarsi nel loro opposto, di uscire fuori dall’Io per divenire “sentire condiviso”.

La presentazione, organizzata dall’editore Andrea Menaglia, ha avuto molti “attori” che proprio davanti agli occhi della platea degli ascoltatori ha dato vita ad una delle possibilità di Prima che sia buio: fondere musica, recitazione e discussione.

Le musiche al pianoforte di Fabio Bianchini, quelle alla fisarmonica e al clarinetto di Salvatore Zampataro unite alle voci di Francesca Bellino e Mario Farina sono stati gli ingredienti che hanno reso, insieme alle parole dell’autrice e all’intervento di Agostino Rocco, quella che poteva essere una semplice presentazione, un vero e proprio esempio di fusione delle arti.

Libreria l'Argonauta, Via Reggio Emilia, 89 – tel.  06.8543443; 320.9640077

 uff-stampa@ilariaguidantoni.com

 

 

Ilaria Guidantoni, Giornalista Politico economico, dedicata soprattutto ai trasporti ed infrastrutture, esperta di sicurezza stradale. Fiorentina, ha studiato a Milano laureandosi in Filosofia teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore; vive prevalentemente a Roma. Ha conseguito il Corso di Perfezionamento in Bioetica occupandosi di problemi legati alla corporeità, disturbi del comportamento alimentare e disagi affettivi; Diplomata Sommelier AIS. Ha collaborato con diverse testate e diretto “Sviluppo Imprese”; è titolare della rubrica Politica e infrastrutture su “leStrade”. Consulente di molte istituzioni – Censis, Tecla, Publifoto, CNI, UIR – Consigliere Bic Lazio e già direttore Fondazione d’arte Jorio Vivarelli. E’ Responsabile Rapporti istituzionali ANITA e della Comunicazione strategica ASSOSEGNALETICA.

 

 

 

 

 

 

 

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