“Mixando la mia vita” di Fabrizio Fattori, Rupe Mutevole Edizioni

Ti danno quella sensazione di essere parte di qualcosa, che non tutto di te andrà perduto negli anni, esiste un legame tra te e la storia umana che continua ad andare avanti, nonostante tutte le difficoltà e tutti gli inganni".

25/nov/2010 18.36.42 Alessia Mocci Contatta l'autore

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E poi ci sono i ricordi. I dolci ricordi che si affollano nella mente e rendono meno amare le prospettive del futuro. Ti danno quella sensazione di essere parte di qualcosa, che non tutto di te andrà perduto negli anni, esiste un legame tra te e la storia umana che continua ad andare avanti, nonostante tutte le difficoltà e tutti gli inganni.”

 

Fabrizio Fattori si lascia trascinare dalla malinconia nel capitolo “Età”. Ogni giorno il nostro corpo si muove, ci si sveglia, si ha un lavoro, si mangia e si hanno attimi privilegiati per immagini che provengono dal passato: i ricordi per l’appunto. Il ricordo, come sostiene l’autore, lasciano un sorriso indelebile nel presente e smorzano la tensione per il futuro.

 

Mixando la mia vita”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Sopralerighe”, è un racconto di vita un po’ particolare, infatti è una biografia di uno dei Disk Jockey più affermati d’Italia, Fabrizio Fattori. Biografia curata da tre autori: Alessandro Spadoni, Gioia Lomasti e Marcello Lombardo. “Mixando la mia vita” consta di 96 pagine ed è suddiviso in due capitoli introduttivi con le note biografiche e la prefazione, quindici capitoli, fotografie del dj, riflessioni, conclusione e note. I capitoli sono esplicativi di un percorso instradato verso la comprensione di una passione: la musica. Assistiamo per l’appunto ad una denominazione in ascesa nella quale i titoli sono le parole esplicative del percorso, metaforizzando potremo immaginarle come cartelli stradali: “Amore e…”, “Buio”, “Chiave”, “Discoteche”, “Età”, “Futuro”, “Ispirazione”, “Locali”, “Musica”, “Natura”, “Passione”, “Rischio”, “Sport”, “Tempo”, “Unico”.

 

Fabrizio Fattori nasce il 12 novembre del 1959 a Pesaro, da ragazzino si appassiona di motociclismo ma un incidente gli farà spostare il polo d’attenzione verso l’arte soave della musica. Inizia subito e non si da per vinto. Inizia da zero e con umiltà ed anche ora che è uno dei più affermati Disk Jockey d’Italia non si è dimenticato del suo esordio e di quella umiltà che gli ha fatto conoscere il suo mestiere e passione.

 

Non voglio fare la morale, ne recitare la parte di chi la sa lunga. Sono consapevole che ci vuole anche fortuna. A me ad esempio, anche nelle avversità, è sempre stata concessa una via d’uscita, una possibilità di ricominciare e il mio unico pregio è quello di averla afferrata al volo. Ecco forse il segreto sta tutto qui: essere pronti.

 

Fabrizio si presenta ai suoi lettori in queste pagine con una sincerità disarmante, spiega esattamente ciò che ha dovuto fare per riuscire a lavorare nel suo campo, racconta delle discoteche e locali (Lady Moon, New Club, Boomerang, Arena Club, Amnesia Club, Chicago Club, Manila, Melody Mecca, Boom Boom, Afromeeting, Cosmic Club, Big Club, Verve Club) nei quali si è esibito anche solo per una serata. Fabrizio racconta del cambiamento dei locali, delle generazioni che non sono più interessate alla musica, che non sanno neppure cos’è un “lento”, racconta della potenza di ispirazione, della classificazione della musica la quale non può essere perfettamente incentrata su un genere, racconta della perdita di un grande amico, Paolo Renzi in arte Cicciomix.

 

Un bravo Disk Jockey non è solo un personaggio che sa usare i comandi della consolle e che mette dischi per farti ballare. Questo lo possono fare tutti, basta solo imparare la tecnica del mixaggio. […] Il Dj è un vero e proprio “regista” non solo per la parte musicale, ma dell’intero evento proposto.

 

E Fabrizio Fattori di sicuro non sa utilizzare solo la consolle. Il Dj deve saper ascoltare, osservare, sperimentare e perseverare nella propria preparazione, essere innovativo, capire le tendenze che verranno per poterle anticipare al meglio e far divertire il suo pubblico con i ritmi che predilige quali l’afro, il pop e l’elettronica.

 

Il tempo è tutto per un Disk Jockey: tempo di battuta, tempo di ingresso ed uscita di un brano, tempo giusto per cambiare ritmo, per costruire una scaletta di richieste. Sbagliare tempo significa far crollare il castello, rompere l’incantesimo, interrompere bruscamente la melodia. Tutto si ferma, ci si risveglia e non si riesce più a ricreare quella magia, quel giusto feeling con il suo pubblico.”

 

 

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.poesiaevita.com/

            http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

 

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

 

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