“Un’adolescente sulla soglia dei quaranta” di Fabiola Farina, Rupe Mutevole Edizioni

La diversità, intrinseca nell'essere umano, viene eliminata con delle costruzioni etiche e delle regole delle quali non si conoscono gli ideatori e che si presentano con un classico "non si fa" che si continua a ripetere con parole e sguardi a coloro che non rientrano nei "giusti" e comuni standard.

22/dic/2010 19.36.06 Alessia Mocci Contatta l'autore

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La stazione è una metafora di me. Puoi camminare a piedi e arrivare a casa (se ci arrivi) distrutta, o sederti, usare il mezzo che viaggia per te, col compromesso però (che io definisco sempre obbligo) di pagare il biglietto. E se facessi il viaggetto senza attenermi alle regole e quindi non pagando?”

 

La metafora della stazione con la sua semplicità riesce ad impressionare, nella mente del lettore, l’idea di “eliminazione del bivio” per una più semplice di “creare per ogni bivio un nuovo bivio”. Il mutamento improvviso dovrebbe caratterizzare ogni essere umano che segue le proprie inclinazioni, pagare o meno il biglietto, prendere o meno un treno, ogni scelta dovrebbe essere caratterizzata da ciò che si vuole realmente fare e non da ciò che “gli altri farebbero”.

 

Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è un breve romanzo autobiografico di Fabiola Farina. Fabiola ha pubblicato nel 2009 con Rupe Mutevole la raccolta di poesie e racconti “L’uncino che trafigge l’anima”. Il libro consta di 80 pagine e vede l’introduzione della stessa autrice, la prefazione del Maestro Vincenzo Bianchi (candidato al Nobel per la Pace), quindici capitoli di diversa estensione ed indice. Nell’introduzione Fabiola descrive il suo racconto lungo come “autobiografico ma non autoreferenziale” donando quindi al lettore un’idea chiara di ciò che sono le pagine successive.

 

“Un’adolescente sulla soglia dei quaranta” è un discorso dell’autrice con il lettore, è un flusso di pensieri che si interroga sulle “regole sociali” presenti nella società italiana. Un discorso interiore che inizia con un viaggio fisico, un ripercorrere 800 chilometri in treno per allontanarsi da qualcosa e trovare altro, anche e solo una nuova domanda od una nuova consapevolezza. Fabiola ha 35 anni, e non avendo ne marito ne figli non riesce ad integrarsi nella società, perché la massa non accetta nessuna diversità non accorgendosi che ogni essere umano è sostanzialmente differente alla nascita, un essere unico. La diversità, intrinseca nell’essere umano, viene eliminata con delle costruzioni etiche e delle regole delle quali non si conoscono gli ideatori e che si presentano con un classico “non si fa” che si continua a ripetere con parole e sguardi a coloro che non rientrano nei “giusti” e comuni standard.

 

La faccenda del compromesso comunque non mi ha mai convinto. Siamo sinceri, se si hanno due visioni opposte della stessa questione, uno deve cedere e l’altro matematicamente no.

Naturalmente, in soccorso alle apparenze arrivano una serie di frasi come: <smussare gli angoli> o <qualcuno cede su una cosa l’altro su un’altra> e via così.”

 

Lo stile dell’autrice si avvale di una prosa semplice ed ironica per creare una fluidità di discorso che permette al flusso di pensieri di esser seguito ed individuato come realistico. Dal concetto di famiglia si ottiene una disquisizione sulle regole e sulla maturità personale che va oltre la singola risposta in quanto obiettivo di Fabiola non è realizzare un’opera per dei nuovi fedeli ma far riflettere i lettori sulle visibili diversità personali, e sulla inutilità di ricercare il giusto e lo sbagliato. La conclusione di “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta” sarà un’ottima sorpresa che non voglio svelare.

 

Scatta subito il pregiudizio sociale in automatico dall’inconscio: “è un poco di buono” (se gli va bene!).

E poi dicono quella stupida frase “l’abito non fa il monaco”. Ma se la riferiamo al lato estetico, da cosa si dovrebbe riconoscere un monaco in prima battuta se non dal suo abito?

Ecco dimostrato che non si è liberi neanche di decidere che vestiti indossare perché ci sono regole anche per questo.”

 

 

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.poesiaevita.com/

            http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

 

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

 

 

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