Intervista di Alessia Mocci a Fabiola Farina ed al suo “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”, Rupe Mutevole Edizioni

04/gen/2011 18.10.48 Alessia Mocci Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è un racconto basato su un percorso fisico e mentale dell’autrice Fabiola Farina. Fabiola ha pubblicato nel 2009 con Rupe Mutevole la raccolta di poesie e racconti “L’uncino che trafigge l’anima”.

“Un’adolescente sulla soglia dei quaranta” è un excursus sulla società e sulle regole che mantengono salda la società, un discorso interiore con destinatario, il lettore per l’appunto, che prevede una sorta di congiunzione di pareri e di possibili risposte. La Farina non cerca di attingere dai grandi pensatori per le sue disquisizioni piuttosto inserisce il suo “personale vissuto” all’interno di un flusso mentale lontano dall’autoreferenzialità.

La faccenda del compromesso comunque non mi ha mai convinto. Siamo sinceri, se si hanno due visioni opposte della stessa questione, uno deve cedere e l’altro matematicamente no.

Naturalmente, in soccorso alle apparenze arrivano una serie di frasi come: <smussare gli angoli> o <qualcuno cede su una cosa l’altro su un’altra> e via così.”

Fabiola è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita letteraria e sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

 

A.M.: Quanto è importante l’essere autobiografica ma non autoreferenziale?

Fabiola Farina: Il libro è autobiografico solo nella prima parte, e lo è nella misura in  cui propone domande e perplessità sulle regole e convenzioni sociali senza porsi l’ambizione di analizzarle criticamente o darne una risposta analitica.

Queste riflessioni credo che siano comuni a molte persone che a vario titolo non danno ad esse un senso di dignità, credendo che siano inutili o devianti un corso prestabilito.

Il libro, come il viaggio intrapreso per raggiungere le Dolomiti, è uno schizzo veloce e colorato verso la meta di un sollievo fisico e mentale, non vuole quindi cercare la soluzione di alcun dilemma, semmai accorgersi di come si articolano alcune difficoltà della vita. Per questo motivo non credo che il testo sia autoreferenziale dato che non indulge né a qualche mio comportamento né a qualche parte di esso.

 

A.M.: Cos’è una regola sociale?

Fabiola Farina: Il libro non ha lo scopo di definire e trattare in maniera specifica le regole e le convenzioni sociali, tuttavia, per rispondere alla domanda che può porsi anche il lettore, si può indicare la “regola sociale”come una norma esplicita quanto implicita. Per quest’ ultima caratteristica gli individui hanno tentato, a mio parere, di ingabbiare nel corso del tempo attraverso l’etica e la morale.

Ciò che mi ha spinto a prenderla in considerazione(senza voler assolutamente approfondire )è la prescrittività che denota la regola che è poi l’aspettativa che il gruppo ha rispetto a coloro che ne fanno parte.

La domanda che mi sono posta è la seguente:  “ ma se la mente partorisce idee che tradiscono questa benedetta aspettativa, sono da rigettare? Da accettare con riserva? Da prendere in considerazione ? .

Domande rivolte sia a me stesa che ai lettori naturalmente.

 

A.M.: Pensi sia solamente un fattore di associazione tra le persone la causa della chiusura mentale?

Fabiola Farina: La società è stratificazione di storie passate e presenti di individui che viaggiano sugli stessi binari.

Non parlerei tanto di chiusura mentale quanto di utilizzo di “treni” differenti contenuti determinati concetti, idee, comportamenti. Ognuno è libero di scegliere il convoglio che più gli aggrada in base alla propria personalità ed al proprio carattere senza che io venga ad esprimere alcun giudizio in merito.

 

A.M.: Negli ultimi capitoli c’è un cambio di registro. Perché questa scelta?

Fabiola Farina: Ero in un particolare momento del mio viaggio e del mio racconto in analogia a come avviene nella normale conversazione delle persone dove i discorsi si spezzano(apparentemente) mentre il filo logico rimane nell’individuo che parla.

In questo caso il mio filo logico era portare degli esempi in forma di racconto inventato, relativi a quello che avevo delineato nella prima parte( aspettative, comportamenti stereotipai e non, e relativi effetti) tendenzialmente autobiografica.

Come scrittore non mi preoccupa la sperimentazione anche se in modalità brusca.

Quando ho deciso di scrivere come professione (perché è ciò che mi rende davvero felice)non ho mai sentito il bisogno di utilizzare uno stile anziché un altro, di creare un canovaccio o stilare bozze di un racconto o figure di personaggi.

I miei libri nascono giorno per giorno, tendono a spaziare in base al mio stato d’animo, dal racconto breve a quello lungo, dalla poesia al romanzo, dal parlare di me a creare situazioni di pura fantasia.

 

A.M.: Verità e ironia. Quali percentuali in “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”?

Fabiola Farina: L’unica verità incontrovertibile è che ho fatto un viaggio, che nella mia borsa c’erano una penna ed un quaderno e che passeggiando, la solitudine mi ha portato a ricordare e sezionare parti della mia esistenza riportandole su carta.

Nel corso di questo viaggio , essendomi istintivamente avventurata nella ricerca delle verità della mia vita, mi sono imbattuta nelle solite domande e lo spettro di tutte le possibili risposte non permette di raggiungere una sola verità. La difesa contro questa perdita di focalizzazione è solo l’ironia, ovvero un’elaborazione individuale, talora leggera talora sferzante, di ciò che uno pensa di capire del mondo.

 

A.M.:  Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

Fabiola Farina: Questa casa editrice ha creduto in me ed ha permesso che io esprimessi le mie idee senza reticenze. Già la storia del suo nome, che si rifà ad una rupe che cambia colore in base alla luce del sole esprime quanto desiderio abbia di spaziare, attraverso una grande apertura mentale, dalle opere più commerciali a quelle più introspettive, apparentemente più complesse da leggere perché richiedono una partecipazione attiva dell’animo del lettore che non vuole fuggire di fronte a se stesso, ma di forte spessore umano e letterario.

Inoltre è assolutamente consigliabile per la caratteristica peculiare che ha questa casa editrice: l’onestà.

 

A.M.: Per il 2011. Puoi anticiparci qualcosa?

Fabiola Farina: Sto scrivendo  un romanzo ma ho altri progetti di cui non parlo per scaramanzia.

Vi auguro un felice anno di cuore.

 

Grazie Fabiola, anche noi ti auguriamo un felice 2011 ed aspettiamo con curiosità la tua nuova pubblicazione.

Link recensione “Un’adolescente sulla soglia dei quaranta”:

http://www.express-news.it/cultura/%E2%80%9Cun%E2%80%99adolescente-sulla-soglia-dei-quaranta%E2%80%9D-di-fabiola-farina-rupe-mutevole-edizioni/

 

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.poesiaevita.com/

            http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

 

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl