E' in libreria Lo strano mistero di Torre Mozza

Amerete questo libro come lo ha amato chi l'ha letto, e lo leggerete fino all'ultima riga con il fiato sospeso e l'anima sull'attenti anche per l'ottima scrittura di Galati, che si potrebbe paragonare all'acqua di un fiume: fluida, fresca, sincera, ma al tempo stesso profonda, misteriosa, in continuo movimento.

17/feb/2011 13.44.04 engala Contatta l'autore

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Dopo i riconoscimenti ottenuti ai concorsi letterari GranGiallo a Castelbrando e Albingaunum 2010, è ora in libreria il giallo mozzafiato di Vincenzo Galati, Lo strano mistero di Torre Mozza (Onirica Edizioni € 10,00). Febbraio 2011 - La prima avventura del commissario Valerio Barbagelata, Lo strano mistero di Torre Mozza, è un bel romanzo solido e potente che, pur seguendo con maestria la scia dei migliori gialli, possiede linguaggio proprio, unico, a imprimergli carattere, forza e originalità. Alla trama del poliziesco tecnicamente da manuale - scattante, veloce, avvincente alla lettura - Galati unisce una prosa fluida, moderna, a tratti poetica; ai personaggi duri la morbidezza della malinconia quasi imprescindibile; alle vicende intricate e al caso apparentemente irrisolvibile l’umanità di chi c’è dietro; alla crudeltà dell’esistenza l’inevitabile sofferenza dell’amore, della vita e della morte. Un giallo esistenzialista e romantico nel senso più ampio del termine. Non sentimentale, dunque, tutt’altro! Ma costantemente pervaso da un’atmosfera affascinante e lievemente decadente, che avvolge, accarezza. Questo è un valore aggiunto importantissimo, in quanto conferisce alla narrazione quel tocco di classe in più, che fa di un romanzo un bel romanzo. Amerete questo libro come lo ha amato chi l’ha letto, e lo leggerete fino all’ultima riga con il fiato sospeso e l’anima sull’attenti anche per l’ottima scrittura di Galati, che si potrebbe paragonare all’acqua di un fiume: fluida, fresca, sincera, ma al tempo stesso profonda, misteriosa, in continuo movimento. Un romanzo speciale, che va oltre e tocca molte corde sensibili nel lettore, atipico e insieme perfetto nel suo genere. Trama: Attorno a uno sconvolgente quanto inspiegabile omicidio collettivo avvenuto su una spiaggia, si intrecciano le storie di tanti personaggi, tutti potenziali assassini, tutti legati al drammatico episodio da un ricordo confuso, che sembra prepotentemente riemergere per chiedere chiarezza... Un quadro inquietante potrebbe racchiudere un segreto troppo doloroso per essere rivelato. Un segreto che il mare custodisce, tra enigmatici rituali collegati a una misteriosa scuola di magia, nella dimensione di un passato che non potrà mai essere definitivamente archiviato. Fa da sfondo all’intreccio dello strano delitto, la storia d’amore tra due poliziotti che nel corso delle indagini lentamente prendono coscienza dell’incedere silenzioso di un sentimento mai finito, pronto a esplodere con grande passione proprio tra due persone che sembravano non avere più nulla da dirsi. Mistero, coraggio, suspense, emozioni vive proiettano in una narrazione interessante e accattivante che, pagina dopo pagina, non finisce mai di stupire. In un intenso avvicendarsi di riflessioni e clamorose rivelazioni, dopo molteplici quanto imprevedibili vicissitudini, il caso finalmente troverà una soluzione che insegnerà ai protagonisti come nella vita non si possa mai dare nulla per scontato: l’ingarbugliato mistero è dietro l’angolo e chiede solo di essere decriptato... Incipit: Faceva già caldo quella domenica di aprile. Abbastanza per una gita al mare. Non tanto da restare in costume a prendere il sole, poiché di sole ce n’era poco e nuvoloni neri incombevano all’orizzonte, ma abbastanza per una passeggiata sulla spiaggia, fra le dune della costa di Follonica, in mezzo ai gigli di mare che crescevano spontanei. Abbastanza per Duilio, che subito aveva colto l’occasione. Zona a lui nota, del resto: quando aveva bisogno di conchiglie, andava lì a cercarle, era come una riserva naturale. Gli restava solo questo ormai: trovare conchiglie per le sue creazioni artistiche. Che altro può fare un vecchio poliziotto in pensione? Si era chiesto più volte. Certo, i suoi amici ed ex colleghi lo prendevano in giro, ma a Duilio interessava poco. Perché i suoi quadri astratti, “collage a tecnica mista”, come li definiva lui, erano anche belli. Le conchiglie poi... quelle davano un senso a tutto. Ma può capirlo solo chi ama il mare, diceva a se stesso ignorando le alzate di spalle altrui. Ormai è primavera, pensò scrutando il cielo. Poi si chinò a raccogliere un piccolo involucro a spirale, “turritella” si chiamava. Ce n’erano un’infinità a ridosso delle dune, ma a lui servivano le più piccole. Alcune erano frantumate, altre nascoste da sterpaglie e sabbia. Gli piaceva camminare fra le dune. Nessuno all’orizzonte, odore di sale e, per colonna sonora il sordo sciabordio del mare. Era quasi al bagnasciuga, quando notò qualcosa con la coda dell’occhio alla sua sinistra. Sembrava proprio una “coda” di conchiglia, di quelle con gli aculei di calcare arrotondati sulla punta e la lunga coda affusolata. Speriamo sia intera, pensò chinandosi per raccoglierla. E sì: era integra la bella conchiglia, ma bisognava scavare un po’ per tirarla fuori, e lì la sabbia umida era dura, compatta come cemento. Ne tolse vari blocchetti e la prese: colore marroncino rosato, nessun buco, interno di madreperla cangiante, ma non c’era solo questo là sotto. Qualcos’altro spuntava dalla piccola buca. Qualcosa di cilindrico, dalla punta arrotondata e il colore giallastro. Qualcosa che sembrava proprio... «Ma dai, è deformazione professionale», disse Duilio a se stesso. Poi, però, tolse altri blocchetti di sabbia bagnata e quello che sembrava non sembrava più. Era. Anzi, erano. Cinque dita di una mano, seppellite sotto la sabbia, vicino alla conchiglia, poco distante dal mare. Nota biografica: Vincenzo Galati nasce a Genova nel 1971. Si definisce apolitico, agnostico e tutto ciò che è alfa privativo. Dice di essere ottimista ma nessuno sa se sia vero. Non gli piacciono le cerimonie, le festività, sacre o profane e non festeggia il proprio compleanno. Oscilla tra scelte sagge e insensate. Vive nella campagna senese ed è amante degli animali: ha due cani, cinque gatti e una moglie. Premi e riconoscimenti: Lo strano mistero di Torre Mozza è stato premiato come terzo classificato al concorso letterario GranGiallo a Castelbrando 2010 e come finalista per la sezione narrativa al Premio Albingaunum 2010. In vendita nelle librerie e on line sui seguenti siti web: www.oniricaedizioni.it (la spedizione è gratuita) e a breve anche su www.ibs.it www.libreriauniversitaria.it www.deastore.it
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