La vicenda Lumia-Romano arriva in Procura. Il senatore querelato per diffamazione a mezzo stampa

"Le affermazioni del senatore Giuseppe Lumia - si legge nell'atto - sono gravemente diffamatorie e lesive dell'onore e della immagine" di Davide Romano.

29/apr/2011 17.19.28 Edizioni La Zisa Contatta l'autore

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Davide Romano versus Giuseppe Lumia, secondo round. Dopo il Tribunale del lavoro di Palermo, sarà ora la Procura della Repubblica del capoluogo siciliano a dover dirimere la controversia sorta tra i due. Infatti, Romano, responsabile per circa 8 anni dell’ufficio stampa del parlamentare del Pd, ha querelato Lumia per diffamazione a mezzo stampa. Nell’atto depositato dall’avvocato Ennio Tinaglia si punta il dito contro la nota inviata dal senatore ai giornali e all’agenzia di stampa Ansa, lo scorso 22 aprile, in replica agli articoli - in particolare quello del settimanale Panorama - che hanno diffuso la notizia della vertenza intrapresa dal giornalista contro il suo ex datore di lavoro. “Le affermazioni del senatore Giuseppe Lumia - si legge nell’atto - sono gravemente diffamatorie e lesive dell'onore e della immagine” di Davide Romano.

Tra le frasi contestate quella in cui Lumia imputa all’ex addetto stampa di “aver tentato di imbrattare l'On.le Sonia Alfano” o quella in cui sostiene che “Romano è un personaggio conosciuto nell'ambiente per il suo ‘stile’”. Frasi ritenute nella querela “assolutamente debordanti rispetto al fisiologico esercizio del diritto di critica, e si traducono in una oggettiva denigrazione per il loro destinatario”. Sempre nella querela si legge che “la intera struttura narrativa ed argomentativa del testo del comunicato Ansa, inducono il lettore a ritenere che la legittima iniziativa giudiziaria dell'esponente, più che essere finalizzata al riconoscimento di spettanze lavorative, sia in realtà un tentativo, definito ‘squallido’, di screditare l'uomo politico nell'ambito di una sorta di strategia complessiva, portata avanti con la complicità del periodico della famiglia Berlusconi, e tesa a colpire ‘chi si batte per la legalità e per il cambiamento della Sicilia’, così accreditando la idea che l'esponente (Davide Romano, ndr), debba essere collocato nell'ambito della ‘non legalità’ e, quindi, della illegalità”.

A sostegno della propria tesi, Romano evidenzia che “l'On.le Sonia Alfano è un soggetto che, nell'immaginario collettivo ed anche in ragione di tragiche vicende familiari, è ormai assurta a simbolo della lotta contro Cosa Nostra”, oltre al fatto che “il Senatore Lumia riferisce di non essersi fatto intimidire dalle ripetute minacce di Cosa Nostra, con la chiosatura che non si farà intimidire da uno ‘squallido tentativo di screditarlo’”. Ne deriva, secondo il querelante, che “l'intero incedere argomentativo delle dichiarazioni, oltre che trasformare surrettiziamente una vicenda dai connotati esclusivamente privati e privatistici, in un fatto politico e/o collegato alla attività politica del dichiarante, finisce col delineare un inquietante scenario, evocando suggestivi accostamenti che vedrebbero, addirittura, l'odierno esponente (sempre Romano, ndr) collocato, in uno al periodico della famiglia Berlusconi, in un identico, ibrido, contesto politico-mafioso, aduso ad imbrattare o screditare personaggi simbolo della lotta alla mafia”. Nell’atto si ricorda, infine, che “l'articolo di Panorama non conteneva una sola dichiarazione o virgolettati di alcun genere attribuibili al querelante”.

 

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