Tutto ciò che posso dire. Il secondo libro di Guido Mazzolini

18/giu/2011 16.44.28 Ivan Contatta l'autore

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"...La poesia è una mosca catturata in un bicchiere, che ronza e sbatte contro il vetro senza fermarsi mai." Così si conclude la prima silloge del poeta cremonese Guido Mazzolini, dal titolo "L'Attimo e l'Essenza" (Arduino Sacco Editore) e davvero questa metaforica mosca continua a ronzare senza sosta. 
Continua così la conoscenza di questo nuovo autore, voce interessante e potente nel panorama letterario.
"Tutto ciò che posso dire", pubblicato da Sangel Edizioni è il secondo lavoro di Mazzolini e ruota attorno al concetto della parola come generatrice di emozioni.
La prefazione infatti racconta di un'umanità primordiale che riceve in dono un prezioso regalo: l'espressione; proprio attraverso il "linguaggio dell'inesprimibile" Mazzolini svela la capacità evocativa del suono, considerando la parola, il sacro "logos", una chiave per accedere a dimensioni nascoste nel profondo dell'anima.
La "deità" dell'uomo (Domani scorderemo/di essere stati simili agli dei/tratteniamo oggi una tenerezza acuta/che possa ricoprire ancora/le nostre ombre disperse.) è un regalo quasi 
immeritato, ecco che il poeta torna ad essere una figura "maledetta" condannata all'espressione (Appartengo a una stirpe maledetta/behemot caduto nel diluvio/agli albori di un'umanità imperfetta/troppo simile all'avvoltoio e al lupo.) ma sempre giustificato dalla propria umanità (Il poeta invece è soldato solitario/drizza la prua verso un oceano aperto/il suo è un vascello di parole e follia abbacinante...). 
La ricerca del significato più evocativo dell'espressione è lo scopo principale della poesia, "Tutto ciò che posso dire" si svolge pagina dopo pagina per raggiungere questo traguardo. 
Ambizioso ed irreale. Delirante e senza fine.

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